Charly's blog

Christianitas no more

Nel Regno Unito si sta discutendo sul rapporto fra la cultura inglese e il Cristianesimo [1]. Nel novero delle opinioni possiamo trovare chi definisce la perfida Albione un paese cristiano tout court e chi, invece, nota che il Regno Unito è un paese post cristiano per mancanza di fede e fedeli ma dotato tuttora di elementi cristiani per cultura e tradizioni [2]:

It is a historical fact (perhaps unwelcome to some, but true) that our main systems of ethics, the way we do law and justice, the values of society, how we decide what is fair, the protection of the poor, and most of the way we look at society . . .  All have been shaped by and founded on Christianity. Add to that the foundation of many hospitals, the system of universal schooling, the presence of chaplains in prisons, and one could go on a long time. Then there is the literature, visual art, music and culture that have formed our understandings of beauty and worth since Anglo Saxon days.

Che dire? Tanto per cominciare la discussione sulle identità nazionali è spesso di stampo strutturalista: la nazione è x – non si sa bene perché – e di conseguenza tutti gli abitanti sono x. Non ci vuole un genio per capire che una simile visione pecchi di rigidità e non consideri il peso delle persone nel determinare il carattere nazionale di un paese. Nella realtà si viene a formare un’interazione continua fra lo Stato che detiene il monopolio dell’educazione e i cittadini che ne determinano le politiche. Non so come siano messi gli inglesi, ma nel caso dell’Italia abbiamo già visto che i dati portano ad una sola conclusione: la perdita dei fedeli, della fede e dell’influenza della religione in termini politici e sociali.

Non è un caso se i più accorti aggiustino la mira facendo leva sul passato: la gente non crede più, è vero, ma è comunque cristiano per usanze o costumi. Una sorte di cristianesimo per razza che trascende le scelte personali. Anche qui, però, è facile notare un paio di cosette. Alcuni assetti base della nostra società come la democrazia rappresentativa e il capitalismo con il cristianesimo non c’azzeccano proprio [3], mentre altri sono in totale antitesi ai presunti testi sacri. La morale biblica è in totale contrasto con l’attuale diritto penale: elementi quali il principio di legalità, l’irretroattività delle leggi, la responsabilità personale, l’umanità e la proporzionalità della pena. Non migliore sorte spetta al dettato Costituzionale con la divisione dei poteri, la sovranità popolare, i diritti alla libertà di culto, alla libertà personale e molto altro ancora. Ho come il sospetto che la società attuale sia nata in antitesi con quella cristiana e non come sua propaggine.

Sul patrimonio artistico, infine, è facile ribattere che i musei sono pieni di statue dedicati ad Apollo, Zeus e mille altri. E che alle festività cristiane si contrappongono i giorni nominati in onore delle antiche divinità. Il fare ricorso a queste argomentazioni, allora, prova la profonda crisi in cui versa la religione del Cristo pallido. Una società è cristiana se è piena di cristiani praticanti e che conoscono le basi della propria fede, a differenza dell’italiano religiosamente analfabeta che s’indigna per il crocifisso di turno. Non manca, però, l’ironia della storia: adesso il cristiano sa come si sentiva il pagano mentre la sua religione e la sua fede agonizzavano sotto gli attacchi degli ultimi venuti. C’è sempre un pesce più grosso nell’oceano, sempre.

[1] Cfr. http://www.bbc.com/news/uk-politics-27121879.

[2] Cfr. http://www.archbishopofcanterbury.org/blog.php/20/a-christian-country.

[3] Per favore non citate Weber. Lo dico per il vostro bene.

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6 commenti su “Christianitas no more

  1. Connacht
    1 maggio 2014

    Weber, tiè.

    • Charly
      2 maggio 2014

      Tutti citano Weber, nessuno cita i lavori successivi che riducono e relativizzano la tesi weberiana. Un po’ come chi parte dagli scritti di Darwin vecchi di 150 anni per attaccare l’evoluzione.

      • Connacht
        2 maggio 2014

        In ogni caso Weber, tiè.

  2. Antony81
    6 giugno 2014

    Se invece di tirare fuori teorie astratte studiassi la storia dei paesi anglosassoni e ti ricordassi che per quel che riguarda la cultura politica bisogna sempre fare tre cose contestualizzare, contestualizzare, contestualizzare sapresti che i religiosi ebbero un ruolo importante nella nascita della democrazia rappresentativa in quei paesi.

    Il primate d’Inghilterra appoggiò i baroni nel 1215, un monaco fu uno dei due capi della rivolta dei contadini del 1381, la rivoluzione inglese del 1640 è chiamata puritana indovina un po il perché, la rivoluzione del 1689 fu dovuta anche al timore che il re instaurasse un regime cattolico intollerante, cosa che fece rizzare i capelli in testa ad anglicani e puritani, gruppi protestanti guidati da William Wilberforce guidarono la lotta per abolire una cosa chiamata tratta degli schiavi.

    In America è un fatto comunemente accettato che l’approccio alla legge e alla politica di alcuni gruppi protestanti ebbe un forte peso nella lotta per l’indipendenza dal Regno Unito e nell’abolizionismo della schiavitù.

    Ti saluto dicendoti che sono agnostico e ricordandoti che un certo Alexis De Tocqueville sosteneva che in America le religione era alleata della libertà, ovvio si intendeva la libertà politica.

    • Charly
      6 giugno 2014

      Io invece ti saluto dicendo che non ho interesse per la tua fede religiosa o meno, ma per la verità. I casi citati con la democrazia rappresentativa non hanno rapporto di sorta: parliamo di monarchie o oligarchie e non democrazie rappresentative. A casa mia la democrazia è un’altra cosa mica quella dei baroni, ma si sa io ho studiato le teorie astruse di scipol. Al di là di quello ho citato elementi quali la divisione dei poteri, le elezioni e i diritti sanciti dal dettato Costituzionale. Mi citi dei passaggi equivalenti nella Bibbia, nel Corano o dove cazzo ti pare? E quanto all’ipse dixit di Tocqueville stendiamo un velo pietoso.
      Morale? Io ho già studiato, ti consiglio di fare lo stesso.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 aprile 2014 da in religione con tag , , .
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