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Potremmo difenderci da un’invasione aliena?

Uno degli argomenti classici della fantascienza è l’invasione da una parte di una specie aliena, spesso e volentieri brutta&cattiva. In linea di massima l’umanità reagisce, o ha la fortuna dalla sua come contro i marziani, e riesce nell’impresa di respingere il nemico da dove è venuto. Oggi occupiamoci della cosa da un lato più realistico: ci si può davvero difendere da un’invasione di simpatici alieni marziani?

 Mars Attacks Aliens

Gli alieni esistono?

Partiamo dall’elemento più ovvio: esistono gli alieni? Al riguardo abbiamo la celebre equazione di Drake [1]

 Equazione di Drake

Le variabili dell’equazione considerano il tasso di formazione di nuove stelle, il numero di pianeti, i pianeti che possono ospitare vita, il numero delle specie senzienti e quello delle civiltà in grado di sviluppare un livello tecnologico adeguato. Il risultato di tutto queste armamentario oscilla fra 0 e millemila. In effetti non conosciamo il valore di nessuna delle suddette variabili e la cosa ci blocca nel calcolo dell’equazione. Nel corso degli anni sono state avanzate delle stime, ma sono del tutto opinabili.

Se si considera la cosa da un’altra prospettiva, tuttavia, possiamo presumere l’effettiva esistenza di una o più civiltà aliene. Fino a pochi decenni fa l’esistenza di pianeti extrasolari era considerata una possibilità piuttosto remota. Negli ultimi anni, tuttavia, la scoperta di decine e decine di pianeti extrasolari ha dimostrato l’effettiva realtà della cosa. Non sappiamo, allora, quante sono le civiltà aliene ma siamo probabilmente certi – se mi passate il termine – della loro esistenza. Gli alieni per esserci ci sono.

Gli alieni possono raggiungerci?

In teoria una civiltà aliena non potrebbe raggiungerci. La nostra galassia è immensa: misura 100.000 anni luce di diametro. E si deve notare che è tutto fuorché la galassia più grande in circolazione. Aggiungendo a queste distanze siderali il fatto che la velocità è finita, quella della luce, la possibilità di un viaggio spaziale è limitata ai sistemi stellari più vicini. Assumendo che ci sia una civiltà ogni 1.000 anni luce ci ritroveremo con un centinaio di specie aliene differenti senza, però, che ci sia un’effettiva possibilità di contatto fra queste.

Fino a pochi decenni fa, in effetti, era la risposta standard degli scienziati. Ma in tempi più recenti lo scenario è del tutto cambiato. La possibilità di aggirare il limite della velocità della luce deformando lo spazio-tempo non viene più considerata una fantasia [2]. Considerato che una civiltà primitiva come la nostra è in grado di affrontare una simile questione sul piano teorico è quantomeno imprudente presumere che una civiltà di secoli o millenni più avanzata non sia in grado di costruire un simile sistema propulsivo. Non si deve dimenticare, tuttavia, che vista la vastità della Via Lattea un sistema propulsivo in grado di muoversi a 100x la velocità della luce non sarebbe ancora sufficiente. Il viaggio spaziale è probabilmente possibile, ma con tutta probabilità su scala ridotta.

Gli alieni potrebbero attaccarci?

Abbiamo stabilito che gli alieni con tutta probabilità ci sono e che ci possono raggiungere. Ma perché dovrebbero venire dalle nostre parti? Come possiamo constatare dal nostro attuale livello di sviluppo, una civiltà tecnologicamente avanzata consuma le risorse del proprio pianeta fino ad esaurirle del tutto in una manciata di secoli. Il passo successivo è l’utilizzo di quelle del proprio sistema solare, per poi passare a quelle dei sistemi stellari più vicini. L’idea di una civiltà nomadica fra le stelle del cosmo come gli alieni di Independence day, allora, è tutto fuorché una fantasia.

Independence-Day

Per quanto ne sappiamo il cosmo potrebbe essere pieno di emuli spaziali dei vichinghi. La prospettiva, però, è più rosea di quanto possa apparire. La Terra ha esaurito buona parte delle proprie risorse interne e in più noi non abbiamo la tecnologia adatta a difendere il perimetro del sistema solare. Potremmo costruire un sistema di difesa satellitare basato su armi a energia diretta, come il laser o le armi a particelle, ma potrebbe risultare inefficace contro una tecnologia superiore. Ma se anche fosse efficace potremmo solo difendere la Terra e magari la Luna. In termini più pratici attaccare il pianeta non ha senso perché non siamo una minaccia.

Ma c’è anche uno scenario meno roseo. Gli alieni potrebbero essere interessanti al pianeta in sé o all’acqua del pianeta. Nel caso un attacco diretto è inevitabile.

Potremmo difenderci?

Una bella mattina compaiono in orbita un centinaio di astronavi aliene. Bel modo di cominciare la giornate, eh? Come si configurerebbe una battaglia fra umani e alieni?

Prima di rispondere alla domanda dobbiamo esaminare il peso della tecnologia sui cambi di battaglia. Nella Guerra del Golfo del ’91 l’esito era scontato per la sproporzione di forze in campo, ma il modo in cui perse l’esercito iracheno fu clamoroso. La differenza di età tecnologica fra le forze armate era relativamente ridotta:

_ gli iracheni schieravano carri armati degli anni ’50 e i più moderni T72; le forze alleate si basavano sugli M1 americani entrati in servizio nei primi anni ’80;

_ in aria gli iracheni avevano una flotta composta da aerei degli anni ’60 (Mig 21) e degli anni ’70/80 (Mig 23/5/9, Mirage F1), mentre gli alleati vantavano veicoli degli anni ’60 (F4), degli anni ’70 (F14, F15) e degli anni ’80 (F16, F/A18);

_ gli iracheni seguivano il modello sovietico degli anni ’60 – bassa tecnologia, grandi numeri –  mentre l’esercito americano era avviato sulla strada dell’hi-tech (le famose armi intelligenti);

Il risultato  fu un massacro a senso unico. Un decennio, massimo due di evoluzione tecnologica ha conferito un vantaggio abissale alle forze alleate.

Proviamo, ora, a mettere a confronto l’esercito americano del’91 contro quello americano del ’45. Come finirebbe? Male per i primitivi. In aria non vi sarebbe confronto dato che i missili aria-aria permetterebbero di cancellare gli aerei a elica nell’arco di poche ore. Sui mari i missili antinave affonderebbero le navi del ’45 da un centinaio di km di distanza. Rimane la fanteria, ma non c’è neppure il bisogno di uno scontro (dove comunque un M1 avrebbe facilmente la meglio sui più vecchi carri armati) dato che la superiorità aerea permetterebbe di devastare la fanteria senza sparare un colpo di fucile. La differenza fra i due eserciti è di poche decenni e si mettesse a confronto l’esercito del 1.991 contro quello del 1.791 il risultato sarebbe decisamente peggiore. Una manciata di elicotteri d’attacco potrebbe cancellare la Grande Armée napoleonica in un passaggio, al massimo due.

È ovvio che un vantaggio anche marginale della tecnologia è basilare per conseguire una netta supremazia su un avversario meno dotato. Come siamo messi, allora, a livello tecnologico? Attualmente abbiamo difficoltà a mandare un paio di persone su Marte, mentre nell’altro angolo del ring abbiamo un civiltà in grado di viaggiare per centinaia o migliaia di anni luce. La differenza tecnologica è abissale, parliamo di secoli o addirittura millenni. Le speranze di resistere, allora, sono nulle o al massimo pari a quelle di un cavernicolo di abbattere un F15 con arco e frecce.

Credici. No, per davvero.

Credici. No, per davvero.

La differenza tecnologica è tale da influire anche sulla strategia. Spesso gli alieni vengono rappresentati come una fanteria scesa al suolo, ma è una stupidata. Basta mettersi in orbita e bombardare le città e le infrastrutture lasciando morire di fame una fetta consistente della popolazione nell’arco di una manciata di giorni. Altre possibilità sono l’utilizzo di piccoli meteoriti non grandi abbastanza da devastare l’ambiente ma grandi a sufficienza per causare tsunami e distruggere gli insediamenti costieri. Meglio ancora è il vantaggio offerto dalle armi biologiche come i virus o persino una forma di invasione ambientale come quella utilizzata nel ciclo dei Chtorr di David Gerrold [3]. Le possibilità sono praticamente illimitate. Questi elementi forniscono la risposta alla domanda:

_ gli alieni probabilmente ci sono;

_ ci possono raggiungere;

_ se ci possono raggiungere sono tecnologicamente più avanzati;

_ contro una civiltà tecnologicamente più avanzata non abbiamo modo di difenderci;

E se gli alieni fossero buoni?

Può sembrare strano, ma persino il contatto con una civiltà aliena dotata delle migliori intenzioni potrebbe essere un disastro su tutta la linea. Quando gli europei mondializzarono la storia entrando in contatto con altre culture il risultato fu unico: devastazione. O le culture vennero estirpate, o vennero radicalmente modificate. Un politico cinese vestito come uno occidentale è un pugno in occhio… In termini culturali la differenza odierna fra un giapponese e un americano è molto minore rispetto a quella esistente nel 19° secolo. Entrambi mangiano cibi simili, vestono alla stessa maniera e praticano molti sport in comune. Questo risultato è dettato dall’incontro/scontro fra le due culture, partendo dalla Restaurzione Meiji per finire alla seconda guerra mondiale. E i giapponesi sono stati i migliori in termini di assorbimento culturale e tecnologico.

Le culture che non sono riuscite a stare al passo dei tempi come quella islamica semplicemente sono entrate in un declino culturale e economico, eventualmente mitigato dal possesso di alcune risorse naturali. Ma non è mancato chi è giunto fino a vagheggiare il ritorno a un mitico passato, negando la modernità. In effetti sei hai problemi perché sei arretrato l’ovvia soluzione è diventare ancora più arretrato!

Dite che esagero? Bene, sul nostro pianeta vi sono una molteplicità di fedi religiose. Il che vuol dire che quale che sia la fede degli alieni, ateismo compreso, qualcuno ci rimarrà male. Sul piano scientifico il loro livello è così superiore da eliminare del tutto le nostre conoscenze e i nostri esperimenti. Si deve tornare a scuola e ricominciare da capo, altro che la NASA o il Cern. Un contatto, allora, porterebbe a due esiti fra loro contrapposti:

_ assimilazione. Il loro livello è così avanzato da cancellare parti consistenti della nostra cultura;

_ rigetto. Dinnanzi a questa superiorità  si potrebbe sperimentare un misto di sciovinismo/xenofobia;

Entrambe gli esiti sono visibili in questa fase della globalizzazione.

Sia come sia, forse, è meglio non trovare altre specie senzienti a meno che non siano le nostre astronavi a trovare il loro pianeta. Guardate il lato positivo della faccenda: da qualche parte un alieno si starà ponendo un altro quesito. Se gli esseri umani esistono possono invaderci?

[1] Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Drake_equation.

[2] Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Alcubierre_drive.

[3] Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/The_War_Against_the_Chtorr.

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7 commenti su “Potremmo difenderci da un’invasione aliena?

  1. wwayne
    8 maggio 2014

    Il mese scorso ho recensito un romanzo incentrato proprio su un’invasione aliena ai tempi di Giulio Cesare: http://wwayne.wordpress.com/2014/04/07/giulio-cesare-cyberpunk/. Che ne pensi?

    • Charly
      8 maggio 2014

      Non avendo letto il libro non posso dare un giudizio in merito, non sarebbe onesto nei confronti dell’autore.

      • wwayne
        8 maggio 2014

        Apprezzo molto la tua onestà intellettuale. Grazie per la risposta! : )

      • Charly
        8 maggio 2014

        Figurati.

  2. Van Horstmann
    13 maggio 2014

    Ottimo articolo, concordo su tutta la linea, anche se ovviamente le varianti potrebbero essere infinite.

    Riguardo al possono raggiungerci, anche rimanendo a velocità subluce è ipotizzabile che gigantesche arche spaziali da milioni di abitanti possano compiere il viaggio in migliaia o decine di migliaia di anni, probabilmente però più che alla Terra sarebbero interessati alla nostra cintura di asteroidi o alle comete della nube di oort.

    In effetti anche acqua e aria sono tranquillamente disponibili nel nostro sistema solare senza bisogno di andare sulla Terra.

    Forse il pericolo maggiore sarebbe una specie aliena che si appropria delle risorse del sistema solare (e/o nega all’umanità di sfruttarle), isolandoci nel sistema Terra-Luna.

    • Charly
      14 maggio 2014

      Sì, le varianti sono millemila. Nel caso delle arche sub luce c’è in più la variabile tempo. Se ci metti 100.000 anni per raggiungere un obiettivo è difficile trovare una specie senziente degna del nome dato che le civiltà non sono eterne (mia congettura senza prove: nella Via Lattea i pianeti abitati sono migliaia, le specie senzienti poche decine, mentre a centinaia si sono già estinte). Prima della rivoluzione culturale di 40.000 anni fa l’uomo non era tanto diverso dai scimpanzé e soltanto negli ultimi due o tre secoli abbiamo conseguito una tecnologia in grado di influenzare il pianeta. In effetti la scelta più logica è ignorarci e saccheggiare il saccheggiabile.

  3. cooksappe
    14 maggio 2014

    :0

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 maggio 2014 da in Uncategorized con tag , , .
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