Charly's blog

Il lavoro e le raccomandazioni/ referenze/ legami deboli

In Italia c’è l’idea diffusa che per conseguire un lavoro sia necessaria la raccomandazione quali che siano le capacità e i meriti del lavoratore. In linea di massima la spiegazione al fenomeno verte sullo scarso civismo e sul familismo amorale degli italiani, mentre non si prende quasi mai in considerazione la struttura economica del paese. Nel belpaese le raccomandazioni esistono, innegabile, ma spesso le si confondono con le referenze il cui peso sul mercato del lavoro è molto più ampio di quanto si possa pensare. Ma prima di tutto una breve disamina teorica.

Teoria

In ambito teorico un’impresa inserita in un contesto di libero mercato deve selezionare con cura i propri dipendenti in modo da conseguire vantaggi sui propri concorrenti. Per conseguire l’obiettivo si adottano le misure tipiche del settore HR: job description, screening curricula, test&quiz, inteview. Una simile operazione, tuttavia, comporta tempi e costi considerevoli che non tutte le aziende sono in grado di affrontare.

Se si considera il settore economico italiano le imprese, purtroppo per loro, sono in linea di massima molto piccole per dimensioni, addetti e capacità finanziarie (anno 2011) [1]:

Imprese Addetti
1 2.655.768 2.480.178
2-9 1.578.054 5.341.753
10-19 137.212 1.795.963
20-49 54.218 1.613.195
50-249 22.039 2.125.788
250+ 3.646 3.520.706
4.450.937 16.877.583

Attenti che la sproporzione fra grandi e piccole imprese deriva anche dal fatto che negli ultimi anni le grandi aziende sono morte una dopo l’altra e non per una perversione patologica dettata dal feticismo per il piccolo.

Pratica

Per via di queste ridotte dimensioni molte imprese italiane non possono adottare le misure tipiche del settore HR obbligandole ad adottare una tattica differente. Le raccomandazioni, allora, non sono sempre tali ma assumono la forma di una referenza lavorativa. Le referenze permettono alle imprese di non adottare le job description e gli annunci di lavoro, di non perdere tempo con lo screening dei curricula e in più di avere delle garanzie sulle capacità effettive del lavoratore. Viceversa chi lascia una referenza ha tutto l’interesse di non dire una fregnaccia pena la totale perdita di faccia. Il sistema delle referenze è così valido che viene adottato nel mondo anglossassone anche da parte di aziende che possono adottare gli elementi tipici del settore HR.

In ambito sociologico questa situazione viene definita con il termine “legame debole” [2] che spiega come mai sia più utile in ambito lavorativo [3] avere numerose conoscenze poco approfondite piuttosto che avere poche conoscenze strette. In quest’ultimo caso, infatti, le persone tendono a frequentare un numero ristretto di persone in contesti ridotti in numero, mentre nei legami deboli si frequentano più persone anche in contesti meno usuali o quotidiani. In termini pratici: se un ristorante cerca un nuovo cuoco chiederà per prima cosa ai propri lavoratori e conoscenti (“non è che conoscete qualcuno?”) e se un piccolo imprenditore cerca un nuovo operaio si guarderà prima intorno al posto di fare un giro in una ditta specializzata nell’HR.

E le raccomandazioni?

Il problema delle raccomandazioni si presenta solo nel post lavoro. Se una persona può vantare una referenza e si dimostra competente nessun problema. Se però non si dimostrasse tale? In un sistema basato sulle referenze il nostro riceverà un calcio in culo, in uno basato sulle raccomandazioni terrà il proprio posto di lavoro. Il raccomandato, allora, è quello che mantiene il proprio posto di lavoro quale che sia la sua performance lavorativa e non quello che può vantare una o più referenze dettate dai suoi risultati precedenti.

La presenza di queste persone è da imputare a vari fattori: la presenza della politica nei processi economici, i rapporti familiari nel settore finanziario e imprenditoriale che portano a prediligere il favore in vista di un altro favore piuttosto che la ricerca del merito dato che in una grande azienda il lavoro di un cane può essere coperto da quello degli altri lavoratori. Morale? Le referenze e le raccomandazioni non sono affatto la stessa cosa.

[1] Cfr. http://www.istat.it/it/archivio/106814.

[2] Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Granovetter.

[3] E non solo: Facebook è un ottimo aggregatore di legami deboli.

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13 maggio 2014 da in economia con tag , , .
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