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Macbeth e l’ape regina: l’influenza dell’intelligenza sul comportamento umano

Conoscete il dramma shakespeariano Macbeth? Nell’opera vengono presi in esame la sete di potere e l’ambizione, ma si possono esaminare anche altri aspetti relativi all’organizzazione sociale e quella del potere. Il mondo tratteggiato dall’opera è quello tipico dell’aristocrazia e della monarchia: un uomo solo al comando e al vertice della società che si struttura sulla suddivisione per rigidi ordini sociali. Un nobile come Macbeth poteva fregiarsi della corona, non un contadino. Il tradimento di Macbeth mostra, infine, i mezzi disponibili per il cambio del vertice politico in un simile ordinamento sociale: omicidio, lotte interne, esilio, riducendo quasi a nulla la possibilità di una pacifica sostituzione degli uomini al vertice [1].

Passiamo al mondo animale e volgiamo lo sguardo alle api. Anche qui la società è rigida con tanto di divisione di casta per funzione lavorativa e struttura lavorativa. Un po’ come avere un mondo dove  l’aspetto fisico è totalmente differente fra Marchionne e l’operaio alla catena di montaggio. Sia come sia, al vertice dell’alveare troviamo un’ape regina il cui percorso al potere è costellato dai cadaveri e dal sangue delle rivali. Alle sconfitte, se sopravvivono, non rimane che l’esilio alla ricerca di un nuovo alveare da fondare seguendo le stesse logiche senza possibilità di variazione. È un peccato che le api non abbiano le capacità cognitive sufficienti per scrivere drammi visto il materiale a disposizione.

La vita non è che un'ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla.

La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla.

La somiglianza fra l’ape e Macbeth è evidente, vero? Ancora una volta possiamo notare le basi biologiche di una stratificazione sociale: il leader e i sottoposti, il cambio al vertice. Ma nel caso umano c’è una differenza dettata dall’intelligenza umana. Come abbiamo visto l’altra volta, mentre gli animali sono bloccati nella loro dimensione biologica – una formica non inventerà mai la lotta di classe – la scimmia nuda che siamo è in grado di riflettere e interrogarsi organizzando la propria società sulla base di questo processo. Se le questione sono in partenza biologiche le risposte intellettuali permettono di battere altre strade e di trovare altre risposte.

Nell’arco della storia umana abbiamo avuto svariate forme di organizzazione sociale. Talvolta al potere abbiamo avuto i più vecchi, come a Sparta, talaltra chi poteva vantare una maggiore abilità guerriera e/o carisma come nelle tribù germaniche. E poi, poi abbiamo avuto la democrazia. Quest’ultima forma di governo si basa sull’eguaglianza fra governati e governanti dato che ad ognuno si applica la stessa legge: il voto è libero, uguale e tutti i cittadini possono concorrere alle cariche elettive. Sul cambio delle élite al potere abbiamo un certo progresso rispetto a Macbeth e l’ape regina. Nessuno occupa quella posizione per diritto divino o per nascita, ma chi è al vertice è dovuto passare all’attento esame dell’elettorato. La democrazia, allora, permette di scegliere chi governa, controllarne l’operato e infine di rimuoverlo senza spargimento di sangue. Chi si lamenta delle attuali campagne elettorali ha la memoria corta dato che nei regimi aristocratici o nelle democrazie/repubbliche oligarchiche del mondo classico gli spargimenti di sangue erano la norma.

Si badi bene, però, a glorificare l’intelligenza. Se quest’ultima permette di organizzare le questioni sotto un punto di vista logico e razionale è altrettanto vero che è sempre l’intelligenza a creare i sofismi e l’inganno. La mente che ha riconosciuto l’uguaglianza politica e il meccanismo democratico è anche la stessa che ha cristallizzato le diseguaglianze grazie alla favola del diritto di sangue o di quello divino. La mente è luce, ma anche oscurità. Dipende dal come la si usa.

[1] La Gloriosa Rivoluzione è tale per l’assenza di sangue, un fatto più unico che raro. Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Gloriosa_rivoluzione.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 maggio 2014 da in cultura con tag , , .
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