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Recensione film: X-Men – Giorni di un futuro passato

X-Men - Days o future past

La sinossi del film [1]:

X-Men Giorni di un Futuro Passato parte da questo assunto e ci proietta in un futuro oscuro, in cui i mutanti sono sull’orlo dell’estinzione a causa delle Sentinelle, macchine in grado di contrastare ogni attacco mutante, realizzate allo scopo di individuare ed estirpare la mutazione dalla faccia della Terra. Gli X-Men sono decimati, e la loro unica speranza è tornare nel passato per cambiare il futuro ed avere un’altra possibilità. Wolverine (Hugh Jackman) diventa l’anello di congiunzione tra passato e presente, e si trasforma anche in una guida per uno Xavier spaventato e esausto, che non vuole più essere il professor X (James McAvoy/Patric Stewart). Tutt’altra storia invece per Eric/Magneto (Michael Fassbender/Ian McKellen): imprigionato per un crimine che (stranamente) non ha commesso, Magneto si conferma una inarrestabile macchina d’odio, forgiata dalla cattiveria degli uomini e che contro di loro si scatena. A tenere uniti di due potenti mutanti c’è Mistica (Jennifer Lawrence), creatura unica e magnifica, causa scatenante del futuro di distruzione che si preannuncia per tutto il genere mutante.

Negli anni ’90 seguivo con grande interesse la serie animata degli X-Men in onda su Italia 1 eppure non ero particolarmente convinto della prima trasposizione cinematografica. Non aspettandomi granché presi visione della prima pellicola e… fui felice di essermi sbagliato. Il primo capitolo della trilogia dedicata ai mutanti è un signor film ed è stato il capostipite dell’invasione delle pellicole dedicate ai supereroi. Il secondo capitolo si dimostrò valido seppur privo di originalità, mentre il terzo e ultimo atto fu una vera e propria delusione. Da quell’esperienza la Marvel trasse due deludenti spin-off dedicati a Wolverine e un prequel senza infamia e senza lode dedicato al duo Professor X/Magneto.

Per l’ultima fatica targata Marvel si è deciso di prendere come spunto narrativo la saga “Giorni di un futuri passato”: in un futuro distopico dominato dalle Sentinelle i mutanti tentano un ultimo disperato tentativo di modificare il futuro cambiando il passato. L’unico cambiamento rispetto alla storia originale è l’invio di Wolverine nel passato. Qui il mutante canadese si ritrova nell’America degli anni ’70, durante i trattati di pace per la guerra del Vietnam. Il fenomeno mutante non è molto conosciuto su scala globale e solo lo scienziato Bolivar Trask lavora attivamente per far fronte alla sfida del gene x. E saranno proprio Trask e Raven ad essere il perno su cui ruota il film.

Il pericolo dell’intera operazione era il solito wolverinecentrismo delle pellicole precedenti, ma il film ha ampiamente superato il problema. L’amalgama con gli altri personaggi è ben riuscito, così come l’incastro fra il presente e il futuro è ben congegnato. Di per sé non ci sono lacune all’interno della sceneggiatura, però il contrasto con la continuity delle altre pellicole è enorme. In pratica il terzo X-Men è stato cancellato a favore di questo nuovo arco narrativo. E la cosa, meglio metterla in chiaro, è un bene dato che questo film avrebbe dovuto essere la conclusione della trilogia originale.

Sul piano tecnico non c’è nulla da dire. Regia ottima, sceneggiatura molto buona, discreta musica. Gli attori, ovviamente, sono una garanzia. Oltre ai mostri sacri Mc Kellen e Stewart, Jackman si conferma un Wolverine perfetto e il duo Fassbender/Lawrence si mostra all’altezza del ruolo. Il Trask di Dinklage, invece, è un po’ sottotono: valido ma con spazio ridotto.

Nella pellicola abbondano i camei e le citazioni senza però esagerare nell’autocitazione o nel compiacimento fine a sé stesso (Quicksilver ha un peso determinante nella storia e non è una semplice comparsata). Come al solito occhio alla scena alla fine dei titoli di coda dato che ci preannuncia il futuro dell’universo Marvel. Dico solo: En Sabah Nur.

Morale della storia? Andate al cinema.

Voto: 8. Come si sarebbe dovuto concludere la trilogia originale.

P.S. Hai Halle Berry, hai Jennifer Lawrence e la scena di nudo la fai fare a Hugh Jackman. Shame on you.

[1] Cfr.  http://www.cinefilos.it/tutto-film/recensioni/x-men-giorni-futuro-passato-recensione-2-124673.

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2 commenti su “Recensione film: X-Men – Giorni di un futuro passato

  1. bart
    16 giugno 2014

    Non ho ben capito una Cosa:
    L’ultima scena del film (Prima dei titoli di coda) ci fa capire che anche il passato di Logan (torture e tutto il resto) è cambiato?

    • Charly
      16 giugno 2014

      Non credo, perché nel film Logan “si ricorda” degli esperimenti di Arma x che sono situati posteriormente in termini cronologici. Nel prossimo X-men dovrebbe comparire anche Wolverine: se ha l’adamantio vuol dire che il suo passato non è cambiato, a meno che non abbia ottenuto l’adamantio in un altro modo. Insomma, per la certezza bisogna attendere.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 maggio 2014 da in recensioni con tag .
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