Charly's blog

Globalizzati verso globalizzanti: analisi dei flussi elettorali FN/Ukip

La ricordate la dicotomia fra globalizzati e globalizzanti? Considerata l’ascesa del Front Nationale e dell’Ukip non è un’idea malvagia dare un’occhiata alle basi elettorali di questi partiti politici per valutare la tenuta o meno di quel paradigma. Cominciamo con il Front National [1]:

Parmi les votants, le FN réalise ses meilleurs scores au sein des couches populaires et modestes de la société : ouvriers (43%), employés (38%), chômeurs (37%), foyers à bas revenus (30%), et personnes à  faible niveau de diplôme (37%). Il est également lors de ces élections le premier parti au sein des moins de 35 ans (30% contre 15% au PS et 15% à l’UMP) et des 35-59 ans (27% contre 18% à l’UMP et 12% au PS). L’UMP conserve sa traditionnelle suprématie sur l’électorat de plus de 60 ans (25% contre 21% au FN et 17% au PS). Cette élection vient aussi confirmer la fracture grandissante entre l’électorat populaire et le Parti socialiste : seuls 8% des ouvriers et 11% des bas revenus ont voté pour une liste socialiste dans leur circonscription ce dimanche.

La Le Pen ha sfondato fra i più deboli nell’attuale società: disoccupati, lavoratori a basso reddito. In più la dama nera ha ottenuto la maggior parte dei voti sia fra i più giovani, sia fra i più anziani. In termini di idee politiche:

Les électeurs FN sont les seuls à déclarer majoritairement avoir privilégié une logique nationale : 69% disent ainsi par exemple avoir voté pour sanctionner le président et le gouvernement. Cette prévalence des enjeux européens se lit également dans la hiérarchie des enjeux ayant le plus compté au moment du vote : à respectivement 31% et 30% de citations, l’immigration et le pouvoir d’achat se classent en tête des thèmes les plus déterminants du choix électoral, juste devant la crise dans la zone euro (27%) et le chômage (27%). Ce quatuor devance nettement tous les autres enjeux testés (le maintien de la paix en Europe, l’environnement, la dette publique, la sécurité et les retraites notamment).

Ecco un ulteriore conferma: le principali preoccupazioni vengono dall’aspetto economico (disoccupazione, potere d’acquisto). Anche le preoccupazioni relative all’immigrazione vanno lette sotto quest’ottica dato che il lavoratore immigrato viene percepito come un potenziale rivale sul posto del lavoro oltre che come una minaccia alla sicurezza. La dimensione nazionale, allora, batte quella sovranazionale per via della sua capacità di difendere il francese in quanto lavoratore e membro del popolo contro queste tendenze figlie della globalizzazione:

Depuis 2008, la crise économique et financière a indéniablement fragilisé le lien des Français à l’UE. L’UE n’est ainsi plus perçue comme un cadre protecteur par une majorité de Français : 51% des personnes interrogées considèrent en effet que « l’appartenance de la France à l’UE a aggravé les effets de la crise sur les Français ». 27% seulement estiment à l’inverse que l’appartenance européenne de la France a « protégé les Français des effets de la crise », 22% jugeant que cette appartenance européenne a été sans effets sur les conséquences de la crise. En conséquence, les attitudes d’hostilité ou d’indifférence à l’égard de l’Union européenne sont aujourd’hui dominantes dans l’opinion. Seuls quatre Français sur dix voient l’appartenance de la France à l’UE comme « une bonne chose »,  23% estimant à l’inverse que c’est « une mauvaise chose » et 36% considérant de manière neutre que ce n’est « ni une bonne, ni une mauvaise chose ». Une courte majorité de l’électorat de droite (52%) et de gauche (52%) considère positivement l’appartenance de la France à l’UE alors qu’une large majorité de l’électorat FN (58%) la regarde négativement.

 In quest’ottica il programma statalista del Front National è perfettamente in linea con quanto desiderato da una parte consistete del popolo francese.

È un pochino più complicato, invece, tratteggiare un ritratto dell’elettore targato Ukip. In termini demografici [2]:

Demographically, UKIP voters attract men slightly more than women – and the party draws its support disproportionately from older people with fewer qualifications. Whereas 46% of all voters are over 50, and 38% under 40, the figures for UKIP are 71% and 15% respectively. And just 13% of UKIP supporters have university degrees – half the national average (though this partly reflects the age profile: older people generally were less likely to attend university when they were young).

In termini geografici l’Ukip è forte nelle periferie dove il reddito è inferiore alla media e dove, paradossalmente, le minoranze etniche sono poco presenti [3]. L’analogia con il Front National è evidente, ma non si deve sottovalutare il maggiore apporto nel caso inglese dell’elettorato più anziano. Per certi versi l’elettore targate Ukip è simile al white trash americano sia come idee politiche sia come voto.

In termini programmatici l’Ukip propone il controllo dell’immigrazione e la solita politica legge&ordine come il Front, ma in più gli inglesi puntano a incrementare il potere degli enti locali, a tagliare le tasse e appoggiare le scuole private [5]. Per certi versi più che al Front l’Ukip dovrebbe essere comparato alla Lega.

Capito chi sono, rimane da valutare gli effetti del voto. Il consenso di questi due partiti non è da sopravvalutare vista la bassa affluenza del voto e il fatto che le europee sono una cosa e le politiche un’altra. Senza dimenticarsi che i nostri eroi sono così furbi da creare due gruppi politici all’europarlamento distinti con il serio rischio di fallire entrambi. La cosa, invece, è molto più interessante sul piano politico. Queste elezioni s’inseriscono in pieno nella scia del cambiamento delle basi elettorali degli ultimi due/tre decenni. Da una parte abbiamo una ristretta élite internazionalizzata caratterizzata da un elevato livello di studi (ma non necessariamente di reddito), dall’altra una massa crescente di persone rimaste indietro. È da notare che i globalizzanti possono essere tranquillamente di sinistra dato che i programmi elettorali del Renzi di turno non sono affatto differenti rispetto a quelli del Monti di turno. Ormai siamo al punto che i finanzieri votano a sinistra, gli operai a destra.

Sul piano dei diritti civili, le sparate contro le donne e gli omosessuali delle nuove destre sono dovute alla ricerca del bel tempo antico con le donne in cucina e i gay non pervenuti. In più le élite globalizzanti in linea di massima appoggiano queste rivendicazioni politiche fornendo un ulteriore motivazione per opporsi. Si deve registrare, poi, la totale perdita di potere delle etichette dato che si può definire queste forze politiche come si vuole (razzisti, xenofobi, misogini, populisti) senza spostare di una virgola le preferenze elettorali. Certo, si potrebbe anche far notare che chi utilizza queste etichette senza scendere nel dettaglio delle motivazione di voto si mostra altrettanto intollerante di chi si vorrebbe biasimare.

In definita assistiamo al ruggito dei vinti, dei globalizzati, nei confronti di chi li guarda dall’alto in basso. La differenza la faranno i numeri: se i vinti supereranno i vincitori ne vedremo delle belle, nel caso opposto i movimenti finiranno nel dimenticatoio.

[1] Cfr. http://www.ipsos.fr/ipsos-public-affairs/actualites/2014-05-25-europeennes-2014-comprendre-vote-francais.

[2] Cfr.http://yougov.co.uk/news/2013/03/05/analysis-ukip-voters/.

[3] Cfr. http://www.bbc.com/news/uk-politics-27576104.

[4] Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/White_trash.

[5] Cfr. http://d3n8a8pro7vhmx.cloudfront.net/themes/5308a93901925b5b09000002/attachments/original/1397750311/localmanifesto2014.pdf?1397750311.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 maggio 2014 da in politica con tag , .
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