Charly's blog

Analisi delle elezioni europee del 2014

Il bello delle statistiche è che un numero preso di per sé può avere un significato, ma se lo si compara con altri numeri il sopracitato significato può cambiare radicalmente. Prendiamo il successo di Renzi: a prima vista la vittoria del rottamatore è netta e incontrovertibile. Ecco i numeri [1]:

PD 11.172.861 40,81%
M5S 5.792.865 21,16%
FI 4.605.331 16,82%
Affluenza 28.908.004 58,68%

In effetti il piddino medio ha giusto cessato di stappare lo champagne e di appuntarsi al petto la medaglia “noi siamo l’Italia migliore”. Ma proviamo, ora, a guardare i risultati delle elezioni precedenti sia per il numero dei votanti sia per quello dell’affluenza. Ecco le politiche [2]:

DS/MargheritaPD FI/ANPdL Affluenza
2001 6.151.154/5.391.827 10.923.431/4.463.205 81,38%
2006 11.930.983 9.048.976/4.707.126 83,62%
2008 12.095.306 13.629.464 80,51%
2013 8.646.034 7.332.134 75,20%

In termini di voti il PD non ha conseguito affatto un risultato clamoroso. Soltanto nel 2013 la performance è stata peggiore e già nel 2001 il totale del duo DS/Margherita era superiore a quello renziano. Guardiamo, ora, i risultati delle europee:

DS/MargeritaPD FI/ANPdL Affluenza
1999 5.372.052/2.375.248 7.783.541/3.186.803 70,81%
2004 10.077.793 6.779.207/3.730.144 73,09%
2009 7.980.455 10.767.965 66,47%
2014 11.172.861 4.605.331 58,68%

Qui, invece, il risultato è nettamente positivo rispetto alle tornate recenti ma pur sempre inferiore a quello delle politiche. Si può ipotizzare che la soglia dei dodici milioni sia il limite strutturale del PD. Se aggiungiamo al quadro un altro paio di elementi, tuttavia, compaiono non poche ombre sul futuro del partito renziano. L’affluenza delle ultime elezioni è stata piuttosto bassa e considerata l’affermazione del PD si può logicamente concludere che gli elettori del rottamatore siano andati al voto [3]. Viceversa il declino di FI è spettacolare avendo lasciato per strada milioni di voti. Le conclusioni sono ovvie:

_ la situazione politica ottimale: FI in declino (ma sono da aggiungere i due milioni di voti di Alfano e della Meloni) privo di un leader e con un partito allo sbando;

_ Grillo poco credibile come concorrente;

_ eppure il PD non sfonda e si limita a portare al voto i propri elettori;

La bassa affluenza ha in praticato gonfiato un risultato del PD che di suo non è né eccezionale né storico. Veltroni ai suoi tempi ottenne un risultato maggiore pur dovendo fronteggiare un avversario ben più ostico. È da notare, però, che Renzi sembra aver preso una parte dei voti storici del centrodestra ma allo stesso tempo non si deve dimenticare che i 2/3 degli elettori grillini vengono da sinistra.

Non c’è garanzia, ovviamente, che la situazione rimanga immutata nei prossimi teorici quattro anni di legislatura. Alle prossime elezioni politiche, con un’affluenza più alta, un partito politico di centrodestra rinnovato e con un leader credibile potrebbe ottenere un risultato ben maggiore rispetto a quello attuale arrivando ad insidiare la posizione del PD. Come al solito molto dipenderà dall’operato del Governo, ma se fossi in Renzi mi ricorderei che quattro anni fa nel 2010 il Silviosauro sembrava invincibile…

[1] Cfr. http://elezioni.interno.it/europee/scrutini/20140525/E0000000000.htm.

[2] Cfr. http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=13/05/2001&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S.

[3] Sul peso dell’astensione: cfr. http://www.cattaneo.org/images/comunicati_stampa/Analisi%20Istituto%20Cattaneo%20-%20Europee%202014%20-%20Flussi%20elettorali%20in%2011%20citt%20_27.05.14.pdf[/embed].

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Questa voce è stata pubblicata il 1 giugno 2014 da in politica con tag .
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