Charly's blog

Analisi delle elezioni europee del 2014. Parte seconda

Dopo aver visto l’ultima volta l’andamento del PD è l’ora dell’altro lato della steccata. Anche qui i numeri presentano non poche sorprese. Ecco i dati [1] [2] delle europee e delle politiche (in grassetto):

  FI/AN (+2014)

PdL

Percentuale Affluenza
1999 7.783.541/

3.186.803

20,92%

11,51%

70,81%
2001 10.923.431/

4.463.205

29,43%

12,02%

81,38%
2004 6.779.207/

3.730.144

25,18%

11,51%

73,09%
2006 9.048.976/

4.707.126

23,72%

12,34%

83,62%
2008 13.629.464 37,38% 80,51%
2009 10.767.965 35,26% 66,47%
2013 7.332.134 21,56% 75,20%
2014 4.605.331 16,82% 58,68%

L’andamento di FI è spassoso. Nelle elezioni del 2004 il partito ha preso un milione di voti in meno rispetto al 1999 e ciononostante ha preso quasi 5 punti percentuali in più. Paradossalmente più avendo molti più voti nel 2006 rispetto al 2004  la percentuale è addirittura inferiore. L’ironia più grande è che il risultato delle politiche del 2008 del Pdl supera per voti quello del PD – d’altronde all’epoca Veltroni prese più voti – ma ottiene una percentuale minore.

 Anche qui la solita solfa: l’affluenza cambia notevolmente le carte in tavola e nel caso di FI in senso positivo. All’ultimo giro il Silviosauro ha perso quasi 3 milioni di voti perdendo, però, un po’ meno di 5 punti percentuali. Il risultato è molto meno della metà dei voti presi nel 2009 ma la percentuale è quasi la metà. Se la bassa affluenza ha gonfiato il risultato del PD è anche vero che c’è stato anche un fenomeno di copertura del disastro targato nonno Silvio. I voti persi sono una marea ma la percentuale è più ampia di quella che dovrebbe essere.

Il caso non è isolato. La Lega viene presentata come una forza politica in salute grazie al risultato conseguito. Mica tanto:

  Lega Percentuale Affluenza
1999 1.389.501 4,50 70,81%
2001 1.464.301 3,94 81,38%
2004 1.612.062 4,97 73,09%
2006 1.747.730 4,58 83,62%
2008 3.024.543 8,30 80,51%
2009 3.123.859 10,23 66,47%
2013 1.390.534 4,09 75,20%
2014 1.686.556 6,16 58,68%

I fasti del biennio 2008/9 sono lontani e il partito si è confermato a grandi linee sulla sua linea di galleggiamento. Il bello è che la percentuale del 2014 supera quella del 2006 pur avendo preso meno voti. Anche qui la bassa affluenza ha gonfiato il risultato targato verde padania conferendo a Salvini un risultato maggiore rispetto a quello conseguito davvero.

Infine Grillo:

  M5S Percentuale Affluenza
2013 8.691.406 25,56% 75,20%
2014 5.792.865 21,16% 58,68 %

Le percentuali camuffano bene un risultato tragico: nell’arco di un anno Grillo ha perso quasi tre milioni di voti. Tirando le somme la bassa affluenza ha gonfiato il risultato del PD e della Lega e in più ha parzialmente nascosto il disastro forzista e grillino. Il tutto ci insegna che le elezioni non vanno valutate solo per le percentuali ma anche per i voti presi e l’affluenza registrata. Per capire la “base imponibile” di un partito basta analizzare i risultati degli ultimi anni sia per le politiche che per le europee. Separare queste tornate elettorali ha poco senso dato che considerata la natura dell’elettorato italiano – poco mobile – non si vota x ad un giro e y all’altro. Al massimo si sta a casa e da qui deriva l’importanza dell’affluenza.

[1] Cfr. http://elezioni.interno.it/europee/scrutini/20140525/E0000000000.htm.

[2] Cfr. http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=13/05/2001&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 giugno 2014 da in politica con tag .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: