Charly's blog

Narrazione politica n°2: “sei fascista!”

Ve lo ricordate il piazzista di Arcore con l’accento brianzolo? Quando si trovava di fronte a obiezioni o smentite della sua miracolosa e taumaturgica attività di Governo era solito liquidare il tutto con l’etichetta di comunista. La stesa operazione veniva effettuata dai berluscones: quale che sia l’argomentazione, quale che sia la persona a obiettare, inequivocabilmente scattava l’etichetta “comunista”.

Una simile operazione è estremamente profittevole sotto due aspetti. Nel primo dare del comunista a qualcuno è un’ottima narrazione:

_ mette ordine in una serie di fatti fra loro non sempre connessi (quale che sia il problema l’obiezione è dettata dall’essere comunista);

_ attiva il frame del “komunista rancoroso, invidioso che odia” (contro l’x buono, bravo&bello);

_ solleva emozioni (i komunisti sono kattiven&brutten);

Nel secondo aspetto si fa leva sulla scarsa preparazione specifica  e della scarsa propensione all’informazione dell’elettorato. Se esce la legge x quasi nessuno legge il testo e in pochi si informano sulla stampa o su media affini. La maggior parte degli elettori si limita a prendere spiccioli di informazione di qua e di là, senza organicità o basi empiriche. Questi elementi, allora, sono perfetti per disporre una narrazione politica dato che mette ordine al tutto focalizzando il consenso verso una determinata tematica. Fate un giochino: esaminate una vostra posizione politica o argomento e chiedetevi quanto il vostro giudizio in merito sia ponderato e basato su fonti empiriche.

Per anni il piddino medio si è lamentato di questo fenomeno evidenziando, giustamente, che non si è automaticamente komunisten se si critica un’idiozia. Ironia della sorte ora il piddino replica lo stesso meccanismo. Se dicessi “Farage”, che cosa vi verrebbe in mente? Immagino la solita solfa di fascista, misogino, razzista e vattelapeschista. Bene, un’altra questione: qualcuno di voi si è presa la briga di analizzare il programma politico dell’UKIP [1]? Appunto. Farage è un misto di nazionalismo e sovranità nazionale sul piano internazionale, di chiusura nei confronti degli immigrati sul piano sociale e liberale sul piano economico (taglio tasse, contro lo Stato in economia, combustibili fossili). Il nostro in pratica è un mix fra la Lega e i Giannetto boys il tutto condito con la curiosa fobia dei libberisten contro gli immigrati (che sono una conseguenza della libera circolazione delle merci e del capitale). Non ci vuole un dottorato in scienze politiche per capire che simili basi programmatiche non hanno nulla in comune con quelle fasciste che si basano su un forte peso dello Stato nella società e nell’economia [2]. Fra l’altro Farage ha rifiutato l’alleanza con la Le Pen – sbagliando perché il Front è simile alla Lega, nazionalismo a parte – perché troppo fascista. Come si possa essere fascisti rifiutando un’alleanza con qualcuno perché fascista, francamente, lo ignoro.

E così non si coglie la dissonanza cognitiva di aver riso per anni del fantomatico komplotto komunisten salvo voi indignarsi per quello fascisten contro le magnifiche sorti progressive della renzieconomics. Forza della narrazione politica perché come diceva Pikappa la parola è tutto. Quel che siamo, quel facciamo, quale cha crediamo è solo un insieme di parole.

[1] Cfr. http://www.ukip.org/issues.

[2] Né, d’altronde, misoginia o omofobia sono caratteristiche uniche dell’esperienza fascista. Mai sentito parlare della DC degli anni ’50?

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Questa voce è stata pubblicata il 26 giugno 2014 da in politica con tag , .
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