Charly's blog

Recesione film: L’uomo d’acciaio

Man of steel

La sinossi del film [1]:

Il pianeta Krypton, esaurite le risorse naturali, è condannato a implodere. A pochi giorni dalla fine e nei giorni del colpo di stato del generale Zod, nasce un bambino destinato a cambiare la vita di un pianeta più giovane e lontano. Figlio di Jor-El, scienziato e luminare di Krypton, Kal viene imbarcato su una navicella e lanciato nello spazio con il codice genetico del suo popolo. Atterrato in Kansas e sopravvissuto ai genitori, Kal viene recuperato dai coniugi Kent, che lo educano con amore e senso etico. Molto presto però la natura aliena e formidabile di Clark, il suo nome terreno, prende il sopravvento emarginandolo dal mondo. Diventato uomo dentro al corpo di un dio, lascia la casa paterna in cerca delle proprie origini. Il ritrovamento di una nave spaziale, precipitata sulla terra milioni di anni prima, è la risposta alle domande disattese di Clark, a cui l’ologramma del padre biologico rivela identità e genesi. Unico della sua progenie, Clark incarna la ‘speranza’ di un domani migliore per il pianeta che lo ha cresciuto e che adesso vuole servire facendo il bene. Infilata la tuta rosso-blu di Superman, Clark dovrà vedersela con un fantasma del passato che torna a chiedere il conto.

Se si effettua il paragone fra la Marvel e la Dc sul piano cinematografico non si può che notare l’attuale netta superiorità della prima sulla seconda. Vi sono stati dei flop tipo Daredevil o Hulk, ma i successi (commerciali e a volte qualitativi) finora conseguiti sono enormi: la prima trilogia degli X-Men, la seconda in fase di, la trilogia di Iron Man, la trilogia in corso di Thor e quella degli Avengers. In più vi sono dei progetti in corso volti a concludere i film già in atto e di lanciare nuovi personaggi. La DC, invece, è un mezzo disastro. Batman a parte si deve registrare il flop di Superman e di Lanterna Verde. In più manca del tutto un minimo di programmazione visto che non si sa che fine ha fatto il film corale sulla JLA, né ci sono tutti questi progetti in merito ad altri personaggi (forse Flash e si parla di Capitan Marvel). I capoccioni della DC me li immagino disperati e prossimi alla bottiglia, finché a qualcuno non deve essere venuta un’idea: ehi, ma se Batman ha funzionato perché non dare l’Uomo d’Acciaio allo stesso squinzio? E fu così che Christopher Nolan divenne il supervisore del tutto e Zack Snyder il regista. Lo scopo? Unire la darkosità di Nolan con la spettacolarità di Snyder.

L’idea sulla carta, in effetti, è intrigante. Anche qui si parte con il solito prologo sulla fine di Krypton che ci mostra le capacità tecnologiche degli abitanti nonché la loro organizzazione sociale. I kryptoniani nascono in vitro modellati sulle professioni richieste dalla società: c’è chi nasce guerriero, chi scienziato, chi lavapiatti (sfiga, eh?). L’unica eccezione è Kal-El in quanto nascita naturale e libero di scegliere la professione da ricoprire. Il che lo rende un atto d’amore, vero, ma pure l’unico disoccupato del pianeta. Sia come sia, il nostro viene spedito sulla Terra per evitare la distruzione di Krypton dove viene raccolto e cresciuto da una simpatica coppietta che gli insegna la rigida morale amerikana. Ma il nostro si rende conto di essere diverso e temendo di essere odiato e temuto comincia a vagabondare in cerca di risposte e di sé stesso. Ma il suo viaggio è interrotto dall’arrivo del passato sotto forma del generale Zod il cui intento genocida cozza con la morale amerikana. Lo scontro è inevitabile e fra mille battaglie il nostro alieno extracomunitario clandestino verrà accettato dagli umani fino a diventare Superman. Insomma, cosa non può funzionare in una simile storia? Banale: un pessimo sceneggiatore.

La storia del film è piena di buchi logici e scemenze. Attenzione: è ovvio che un film su un tipo che svolazza in mutandoni sparando raggi laser dagli occhi non sia il massimo di credibilità, ma anche i fumetti hanno una logica interna. Una volta accettato l’elemento super la storia procede in modo credibile (o dovrebbe). Nella pellicola, invece, le cose succedono per caso o sono risibili. Partiamo dal paparino tutta morale e chiesa. Da uno così ti aspetteresti chissà quali insegnamenti, invece Mr. Kent invita il figlio a nascondersi per paura degli umani. Se la scelta è fra salvare un bus pieno di bambini e quella di rimanere nascosto, ehi, non c’è gara. Al diavolo i bambini. Più morale di così si muore. A proposito, la morte di Mr. Kent si rivela tanto ridicola quanto i suoi insegnamenti.

Poi ci sono una serie di illogicità:

_ la scoperta di essere un alieno clandestino causa una reazione misurabile in una scala che parte da “ma dai” a “oh”;

_ Lois Lane. Tutto quello che fa e non sto scherzando;

_ come Clarke viene a sapere della nave nell’Antartico;

_ perché i Kryptoniani vogliono anche Lane (perché ha un ruolo nell’avanzamento della trama!);

Ma la chicca più bella è la battaglia finale. In sé è perfettamente logica. Se mettete due tipi in grado di distruggere un pianeta a suon di pugni a prendersi a cazzotti in faccia è normale che il tasso di distruzione sia abnorme. In effetti nei cinecomics le lotte fra supertipi sembrano risse da strada piuttosto che lo scontro fra essere sovrumani. Snyder, invece, giustamente semina distruzione a piene mani… peccato che la battaglia avvenga  prima a Smallville e poi a Metropolis. Il tasso di mortalità, ovviamente è folle è qualcuno si è divertito a stimarlo in 129.000 morti, 250.000 dispersi e un milione di feriti [2]. Il bello è che dopo questa battaglia il nostro Kal-El viene accettato come campione del pianeta! Se ne rimane un pezzo o due da difendere. Per carità, la cosa in sé mi andrebbe pure bene visto che il sottoscritto è un estimatore delle storie di The Authority con relativo bagno di sangue per pagina. Ma Superman non è Apollo o Midnighter e non potrebbe mai e poi mai accettare una simile quantità di morti.

Insomma, il grosso problema del film è la trama. La regia è valida, le musiche buone, le interpretazioni oscillanti in base al personaggio da interpretare. Né carne né pesce Cavill, gigione Russel Crowe, digrignate Shannon e il suo Zod, dignitoso Kevin Costner ma ridicolizzato dal suo personaggio. Macchietta Fishburne, maltratta Amy Adams per la stupidità di Lois Lane. Come tanti, e non so perché, l’unico personaggio che mi ha davvero colpito è il braccio destro di Zod: Faora interpretata dalla sconosciuta Antje Traue (il cui variabile taglio di capelli è spettacolare come pochi).

Faora, Man of Steel

In conclusione, una bella idea come la rilettura del personaggio di Superman, che soffre il passare del tempo come pochi e pure peggio di Capitan America, si scontra con una sceneggiatura penosa e stupida come poche. Il film rimane valido se si apprezza la battaglia finale, Snyder è pur sempre una garanzia, ma vuol dire saltare a piè pari la prima parte della pellicola.

Voto: 5,5. Da passaggio televisivo… a partire dal secondo tempo.

[1] Cfr. http://www.mymovies.it/film/2013/supermanmanofsteel/.

[2] Cfr. http://www.avclub.com/article/science-estimates-that-the-damage-done-by-emman-of-99165

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2 commenti su “Recesione film: L’uomo d’acciaio

  1. Urania
    6 agosto 2014

    Ma lasciare aperti i commenti no? Per correttezza filologica.. ( ah già ma giustamente si ignora cosa sia..). Dovrò infilarlo qui.. Il termine dovrebbe piacerLe. Ma va davvero a vedere ste scemenze di film?

    1. Ringrazi almeno.. Mi pare il deserto sto blog.. suvvia Allora non sa comunicare bene? Warning !! vero è CHE I BLOGGERS SONO PIUTTOSTO AUTORIFERITI E ONANISTI.. E lo so per esperienza diretta, guardi. Io preferisco vivere aldilà del web anche..

    2. Più si alzano i toni e più debole è l’ argomentazione e la dialettica.

    3. INSOMMA NON sa cosa si fa in quella scuola per necrofili.. Di cosa parla? C’è un deficit percettivo.. I comunicativi vogliono parlare di tutto..
    La riforma che Lei caldeggia è già operativa con quell’ istituzione cui accennavo- ” Liceo Europeo”..- e devo dire che è un po’ improbabile.. magari è perfettibile..

    4. Io non sono affatto un’ umanista furiosa, nè di vecchio stampo.. E non sono solo un’ umanista. Di lavori ne ho fatti diversi e non erano connessi alla mia formazione accademica.. Di colloqui ne ho fatti molti.. E ho riso molto quando ero davanti a presunti psicologi, motivatori PnL, leaders, ingegneri, esperti di comunicazione.. Ma Lei in una scuola c’ha rimesso piede?
    Sono curiosa di vedere dove si va a parare sì con questi ministri.. che di scuola ed economia sanno poco..

    5. Se sto paese va a rotoli, la colpa non è di noialtri, insegnanti precari, spolpati da tasse e tirocini e concorsi… Ma inizierei col dare un’ occhiata a quelli che fanno le leggi e gli amministratori. Quanto producono, quanto guadagnano, chi tutelano e chi dovrebbero tutelare.
    Altro che fuga di cervelli ci vuol qui.
    Visto che le classi dirigenti ora escono da posti tipo Luiss e Bocconi.. E qua sarei per soluzioni radicali. E i suoi articoli sono in topic. parli di ciò che sa.

    6. Io so cosa insegno quando insegno a tradurre. Per me è chiaro che induzione -deduzione, analisi di un testo, resa nella traduzione è un bel lavoro per il cervello. E’ faticoso certo.. Un po’ di mondo l’ ho visto anch’io.. E so che esistono anche persone che alla scuola fanno molti danni, per carità.. e anche ai ragazzi.
    A Lei piacerà altro..
    Io credo che esistano molte discipline valide.. Lei non conosce e non riconosce la validità della mia.. DI COSA PARLA, LE RIPETO?

    Pardon, Il termine ” dissonanza cognitiva” è un po’ poetico\ musicale.. suvvia.. Meno furia e creazione lessicale e un po’ più di cognitivismo.. però non su wikipedia.

    • Charly
      6 agosto 2014

      In sintesi:

      1) Se fossi pieno di commenti li bloccherei del tutto.
      2) Concordo. Infatti finora non ha adottato un solo argomento che sia uno. Nel complesso l’argomento vale per i docenti in genere: argomenti zero, insulti a 1.000 (non ci sono più valori, alunni brutti&kattivi, eccetera. Chiedersi il perché della cosa, no?).
      3)Traduzione nel linguaggio corrente? Grazie.
      4) Ecco il punto due e gli insulti. Della PNL e degli ingegneri rido anch’io. E la scuola sì, me la sono fatta tutta.
      5) Mai detto che la colpa sia dei precari e sulla crisi del paese c’è il tag “economia”. E torniamo lì: capire quello che si legge?
      6) Mai citata la disciplina in questione in più di 460 post. Ho trattato della presunzione dell’umanesimo e della cultuva, del senso critico donato dal latino (che se il problema è il populismo non si deve studiare l’argomento in questione, troppo ovvio) e di stronzate simili. Così come non ho problemi a riconoscere la validità della disciplina né tantomeno di attribuire meriti che non ha.

      In conclusione: oltre a invitare a capire quel che si legge prima di aprire la boccuccia mi permetto di far notare che se si hanno delle frustrazioni nei confronti di qualcuno, magari chi non riconosce il ruolo dei precari, sarebbe opportuno rivolgersi a quel qualcuno. Non è difficile, no?

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 agosto 2014 da in recensioni con tag , .
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