Charly's blog

Agosto di fuoco: statistiche uber alles

Deflazione Europa.

Nell’arco di pochi giorni sono uscite le statistiche dell’Istat in merito all’inflazione nel belpaese e quelle europee sulla crescita del PIL. I risultati, manco a dirlo, sono piuttosto deludenti e dimostrano ancora una volta la scarsa affidabilità delle previsioni in merito all’uscita o meno dalla recessione o del tasso di crescita del PIL. Ma andiamo con ordine.

Italia: deflazione?

L’Istat rileva un calo nella dinamica dell’inflazione [1]:

Nel mese di luglio 2014, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,1% nei confronti di luglio 2013 (era +0,3% a giugno), confermando la stima preliminare.

Nello stesso tempo, tuttavia, viene evidenziato un altro fattore:

Il rallentamento dell’inflazione è principalmente imputabile all’ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati. Il contributo di altri raggruppamenti di prodotto è marginale. L'”inflazione di fondo”, al netto dei beni energetici e degli alimentari non lavorati (la cui flessione si stabilizza a – 2,9%), scende allo 0,6% (dallo 0,7% di giugno); al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,3% (da +0,5% del mese precedente). Il calo mensile dell’indice generale è da ascrivere principalmente ai ribassi dei prezzi della Frutta fresca (-9,0%) e dei Vegetali freschi (-3,8%) – su cui incidono fattori di natura stagionale – e dei prezzi degli Energetici regolamentati (-3,1%); a contenere questo calo sono i rialzi mensili dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+0,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,5%), anch’essi influenzati da fattori stagionali. L’inflazione acquisita per il 2014 è stabile allo 0,3%.

Però si registra anche un calo del costo della vita in alcune città: Torino (0,4%), Bari e Firenze (0,3%), Roma e Trieste (0,2%), Potenza (0,1%). Siamo, quindi, in deflazione? Non è ancora detto. Sul piano nazionale non lo siamo ancora, ma solo in alcune parti del paese. In più si deve tenere conto dell’aumento dei prezzi in alcune componenti della spesa:

 Rispetto a luglio 2013, il maggiore tasso di crescita si registra per la divisione di spesa Trasporti (+1,5%). Seguono Istruzione (+1,2%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+1,0%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,9%). Gli incrementi tendenziali più contenuti interessano Bevande alcoliche e tabacchi e Servizi sanitari e spese per la salute (per entrambe +0,2%). I prezzi delle Comunicazioni risultano in sensibile flessione (-9,0%) così come sono in diminuzione quelli delle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,9%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,7%).

Sul dato pesano, inoltre, componenti congiunturali ma di sicuro è un bel campanello d’allarme. La deflazione ha effetti negativi sul ciclo economico perché il calo dei prezzi comporta un calo negli acquisti in attesa di ulteriori ribassi e una riduzione dei guadagni delle imprese con conseguente aggravamento della situazione complessiva. La logica di ridurre i costi in un contesto di domanda in riduzione porta a licenziare del personale con l’ovvia conseguenza di ridurre ulteriormente la domanda disponibile.

E il PIL? Non c’è.

Sempre l’Istat ci ricorda che per il secondo trimestre dell’anno la stima preliminare del PIL è negativa con un calo dello 0,2% [2]. Ma si deve ricordare che siamo in buona compagnia: la Francia è in stagnazione al 0% [3], la Germania è in calo a 0,2% [4]. Il rallentamento nel caso italiano è imputabile a :

Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del PIL della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.

La stagnazione nel caso francese è imputabile a:

Au deuxième trimestre 2014, comme au premier trimestre, le PIB en volume est stable (0,0 %). Les dépenses de consommation des ménages se redressent (+0,5 % après –0,5 %) tandis que la formation brute de capital fixe (FBCF) totale poursuit son repli (–1,1 % après –1,0 %). Au total, la demande intérieure finale (hors stocks) progresse faiblement : elle contribue à l’évolution du PIB pour +0,2 point (après -0,4 point début 2014). Les importations ralentissent légèrement (+0,4 % après +0,6 %) et les exportations un peu plus nettement (0,0 % après +0,5 %). En conséquence, le solde extérieur contribue négativement à l’évolution du PIB (–0,1 point), après une contribution neutre le trimestre précédent. De même les variations de stocks pèsent légèrement sur l’évolution de l’activité : –0,1 point après +0,5 point début 2014.

 Più complessa la situazione teutonica:

 The German economy is losing momentum. In the second quarter of 2014, the gross domestic product (GDP) decreased 0.2% on the previous quarter after adjustment for price, seasonal and calendar variations; this is reported by the Federal Statistical Office (Destatis). However, one of the reasons probably was the extremely mild weather leading to high growth rates at the beginning of the year. According to the most recent calculations, the German economy had grown by 0.7% in the first quarter of 2014; in the last quarter of 2013, the GDP had been up 0.4% on the previous quarter. These results are based on the new ESA 2010 methodology for the first time.

Il rallentamento segue un trimestre di crescita ed è in parte imputabile a fattori congiunturali:

The aggregates responsible for the slight GDP decrease in the second quarter of 2014 were, according to provisional calculations, foreign trade and capital formation. In a quarter-on-quarter comparison, the increase in exports was smaller than the increase in imports, so that the balance of exports and imports had a negative effect on the German economic development. Also, capital formation, especially in construction, fell markedly, one of the probable causes being anticipatory effects due to the unusually mild winter of 2013/2014. However, both households and government consumed slightly more than in the previous quarter. Compared with the previous year, the German economy lost momentum, too, but continued to grow. The price-adjusted GDP in the second quarter of 2014 was up by 0.8% (1.2% when calendar-adjusted) on the second quarter of 2013.

Anche qui è un piuttosto premature saltare a delle conclusioni. È vero, però che questo calo imprevisto si affianca ad un calo della fiducia delle imprese, ma prima di tirare le somme aspetterei i dati degli ultimi due trimestri dell’anno. E personalmente mi aspetto un 2015 di fuoco…

Once upon a time… l’Europa

Un discorso a parte va fatto su come questi dati sono stati accolti. Al netto di titoli dedicati al crollo e al deragliamento della locomotiva tedesca [5], si registrano esultanze e tifo da stadio. Nulla di nuovo, negli ultimi anni abbiamo anche assistito ai ditini alzati con fare moralista dei crucchi d’esportazione, le richieste del pignoramento del Partenone da parte dei finlandesi e le risatine del duo Merkezy (il francese già cestinato dalla storia, la tedesca destinata ad essere cestinata dalla storiografia). Nel complesso si deve ammettere che il clima nel condominio UE sia in forte peggioramento con tanto di rinascita dei tribalismi nazionalisti. Non male, davvero, specie per quelli che vogliono fare il Collettivo Borg gli Stati Uniti d’Europa (qualunque cosa essi siano).

[1] Cfr. http://www.istat.it/it/archivio/130236.

[2] Cfr. http://www.istat.it/it/archivio/130059.

[3] Cfr. http://www.insee.fr/fr/themes/info-rapide.asp?id=26&date=20140814.

[4]Cfr. https://www.destatis.de/EN/PressServices/Press/pr/2014/08/PE14_287_811.html;jsessionid=70D1957CA87B5AA8086B0B2C944A33CA.cae4.

[5] Che tale non è. La locomotiva traina i vagoni, mentre i tedeschi puntano sull’export seguendo la domanda degli altri. Sono un vagone, nulla più, con la parziale eccezione che dietro all’export teutonico c’è un po’ di made in Italy.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 17 agosto 2014 da in Diamo i dati con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: