Charly's blog

Perché i politici sono bugiardi?

Un classico delle lamentele nei confronti dei politici è l’essere bugiardi. I nostri eroi vengono descritti come degli inaffidabili, bugiardi e viscidi. La cosa ha sempre goduto di un’ampia popolarità durante i secoli, ma in tempi recenti il teletribunismo del popolo ha donato una dimensione ulteriore al fenomeno. Diamo pure per scontato che l’accusa sia corretta, rimane da stabilire il perché del comportamento. Si può sostenere che il fenomeno sia dettato da un innato senso di ingiustizia, ma magari ci sono motivazioni un pochino più complesse.

Partiamo dal principio. I politici non occupano le posizioni che occupano per diritto divino ma in seguito ad un processo elettorale. Il politico che vince è quello che ottiene il consenso dell’elettore. E si ottiene il consenso dell’elettore dicendo al suddetto elettore le cose che vuole sentire. Il continuo scaricare la colpa sui politici è piuttosto stupido dato che il processo elettorale è interattivo: il basso forma l’alto che forma il basso. Il che ci porta alla risposta del quesito: perché i politici sono bugiardi? Banale: perché solo i bugiardi vengono votati dagli elettori.

In linea di massima le bugie vengono tenute in poco conto e considerate alla stregua di un vizio. In realtà le bugie sono un pilastro della società: le diciamo agli altri, le diciamo a noi stessi. Lungi da me, allora, criticare le bugie e i bugiardi. Sono una parte della vita, un po’ come il calciomercato basato sulle figurine del Milan e la quotidiana morte (e risurrezione) del super eroe di turno. Il problema con la politica è che poi seguono le politiche. Nel caso specifico le bugie bloccano le implementazioni delle suddette politiche, vuoi perché all’elettorato si è raccontato la balla del secolo vuoi perché non si è in grado di comprendere l’effettiva dimensione del problema per voi delle menzogne trangugiate. La crisi dell’area euro ne è un lampante esempio.

E ancora: la spesa pubblica. Si è raccontato per anni che la spesapubblicaèbruttasporcaecattiva ed è ormai un inno nazionale il “taglialaspesaetaglialaspesa”. Benissimo, salvo poi scoprire che i tagli alla spesa sono i tagli alle pensioni o agli stipendi dei dipendenti pubblici. Ho come l’impressione che a molti non sia proprio chiara la composizione della tanto famigerata spesa pubblica.

Un fenomeno simile lo si può ritrovare nelle operazioni di vendita. Quante sono le lamentele nei confronti delle vendite telefoniche con particolare rilevanza nel settore della telefonia? Innumerevoli. Il motivo è sempre il solito: se non racconti balle non vendi. E il cliente, se non gli vengono dette balle, non compra. L’essere pagati a provvigioni, poi, fa il resto con lo scontato risultato che la telefonia è un mercato praticamente morto e lontanissimo dai fasti di dieci anni orsono.

Per risolvere la situazione sarebbe sufficiente preparare meglio la cittadinanza dato che solo la conoscenza delle tematiche permette di comprendere la politica e di sgamare la balla da un km di distanza. Senza dimenticarsi che se non si vogliono sentire le balle sarebbe meglio non dare il consenso a chi le racconta.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2014 da in politica con tag .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: