Charly's blog

Recensione film: Cloud Atlas

Cloud Atlas.

La sinossi del film [1]:

Sei storie si svolgono in parallelo anche se ambientate in sei epoche diverse, come se fossero presenti in un’unica dimensione senza tempo. A metà ottocento un avvocato americano si adopera contro la schiavitù, negli anni ’30 un giovane compositore bisessuale viene incastrato da un grandissimo autore presso il quale lavora, a San Francisco negli anni ’70 una giornalista cerca di svelare un complotto per la realizzazione di un reattore nucleare, ai giorni nostri in Inghilterra un anziano editore viene incastrato e internato in una casa di cura da cui cercherà di fuggire, nella Seul del 2144 un clone si unisce ai ribelli e scopre che quelle come lei sono utilizzate come cibo per altri fabbricati e infine nel 2321 in una Terra ridotta all’eta della pietra da una non ben identificata apocalisse un uomo entra in contatto con i pochi membri di una civiltà tecnologicamente avanzata e si ribella alla tribù dominante.

Prendete sei storie caratterizzate da sei registri narrativi differenti: una sulla schiavitù, una sul romanzo di formazione, una sul thriller, una sul romanzo comico/tragico, una sulla fantascienza alla Blade Runner e una sul genere apocalittico/sopravissuti. Mettetele tutte assieme e collegate il materiale con l’idea dell’incarnazione e del karma. Ecco a voi Cloud Atlas [2].

Tratto da un romanzo, la pellicola ha polarizzato il pubblico: o la si ama o la si odia. I primi ne evidenziano il coraggio e le tematiche, i secondi puntano il dito contro la confusione complessiva. In effetti il film non è privo di punti deboli. A dispetto della lunghezza, quasi tre ore, le sei differenti trame non vengono esplorate appieno. Nel libro viene presentata una storia alla volta a partire dalla più vecchia alla più nuova, per poi interrompere la narrazione alla metà del plot e ricominciare fino alla conclusione dalla più nuova alla più vecchia. Nel film, invece, sfruttando le potenzialità del medium, si procede tramite un montaggio alternato. L’idea è corretta, ma il problema è che la storia parte lentamente e che il tempo dedicato ad ogni storia è per forza di cose limitato. Magari un telefilm sarebbe risultato più valido e completo.

Il problema della lunghezza si nota anche nella caratterizzazione delle singole storie. Come si è detto ognuna di esse appartiene ad un genere differente, eppure non c’è un marcato cambiamento nella regia e nel tono narrativo lasciando il posto ad una narrazione monocorde. Anche qui il limite televisivo si sente parecchio.

Poi ci sono i problemi concettuali. I sei plot sono fra loro collegati per la reincarnazione dei personaggi e per alcuni riferimenti, nonché per elementi scritti (salvo eccezione per l’ultima e la prima storia):

A

B: i diari di A;

C: le lettere di B;

 D: la storia di C come manoscritto;

E: la storia di D come film;

F: la storia di E come religione (orale);

Ma la cosa finisce qui. Il karma sembra spesso assente e la condotta nella vita precedente non sembra influenzare quella successiva, specie nel caso di Tom Hanks. Non sempre, inoltre, i personaggi compaiono e in alcuni casi, anche se compaiono, sono del tutto secondari.

Per quanto riguarda le singole storie e i personaggi non abbiamo niente di rivoluzionario o epico. Non c’è un personaggio o uno scambio di battute memorabili, né un’ambientazione o un’idea. Ma è possibile che la colpa sia della fonte letteraria e non del film in sé.

Un film da buttare, allora? No, tutto sommato è una discreta pellicola. Anche se lento alla fine le storie ingranano la marcia e portano lo spettatore ad interessarsi del destino dei personaggi. Gli attori sono validi, e te credo visto il cast, così come la regia. La musica finale è ipnotica e ti obbliga a sorbirti tutti i titoli di coda.

La mia impressione è che i difetti del film abbiano limitato di parecchio l’impatto della pellicola e che, magari, sia destinato a percorrere la strada di molti altri film cult. Partito in sordina potrebbe diventare un piccolo capolavoro tramandato di mano in mano. Chissà. Ma è altrettanto vero che date le promesse avremmo potuto avere per le mani un fottuto capolavoro. Peccato.

Voto: 6,5. Da noleggio… e da ponderare con molta calma.

[1] Cfr. http://www.mymovies.it/film/2012/cloudatlas/.

[2] Se vi siete persi nel meandro delle storie, ecco a voi una bella infografica: http://www.bestmovie.it/wp-content/uploads/2013/01/cloud-atlas-infographic.png.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 settembre 2014 da in recensioni con tag .
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