Charly's blog

Napulistan: fra scugnizzi e inferenze statistiche folli

Se avete sempre avuto l’impressione che l’opinione pubblica italiana sia retta da emotività, isterismo e fallacie argomentative di vario ordine e grado, oh beh, provate a volgere l’attenzione in quel di Napoli.

I fatti

Nella notte fra il 4 e il settembre 5, intorno alle 2:30, un motorino – privo di patente, assicurazione e con a bordo tre persone fra cui il 16enne Davide Bifolco – non ha rispettato l’alt dei carabinieri [1]. Ne è scaturito un inseguimento in via Cinthia nel quartiere Traiano di Napoli. Da qui abbiamo due differenti versioni:

_ stando ai carabinieri il motorino avrebbe urtato un aiuola e i ragazzi sono caduti. Un carabiniere, con l’arma in mano e senza sicura, avrebbe tentato di fermare i ragazzi. Ma sarebbe inciampato e un colpo sarebbe partito in modo accidentale colpendo Bifolco che si stava rialzando;

_ secondo la famiglia Bifolco, invece, i carabinieri avrebbero speronato lo scooter per poi sparare volontariamente ad altezza uomo;

Stando all’autopsia la traiettoria del proiettile avrebbe seguito un percorso dall’alto verso in basso, confermando almeno questa parte della ricostruzione dei carabinieri [2].

Le reazioni

Il fatto di cronaca ha scatenato un discreto vespaio di reazioni. Da una parte abbiamo Borghezio [3]:

 Davide Bifolco? Questi teppisti erano e teppisti rimangono. Così si chiama uno che gira senza casco e non si ferma all’alt dei carabinieri. Non mi unisco al buonismo nazionale le manifestazioni in quel rione sono una vergogna nazionale. Davide  è morto per colpa di Napoli. Sono indecorose quelle mamme urlanti del rione Traiano. Questa è l’Italia di merda, come dice la figlia di uno dei marò.

Fra i commenti al fatto possiamo trovare:

_ ‘ste cose succedono solo a Napoli;

_ è la cultura dei napoletani non rispettare le leggi;

_ com’è che ci sono millemila testimoni mentre nei casi di Camorra non ne trovi uno?

Dall’altra abbiamo proteste sguaiate da parte degli abitanti del quartiere, un paio di auto dei Carabinieri prese a calci, l’innalzare a martire e/o eroe il morto. Senza dimenticare lo stato di degrado sociale e l’assenza dello Stato (inneggiato, vedi un po’, anche dai liberisti puri&duri del baubaustatoladrowoffwoff).

Il tutto, ovviamente, senza un dato statistico che sia uno.

Inferenze statistiche folli

Uno degli errori più comuni è quello di prendere un caso isolato ed elevarlo a legge universale. Davide Bifolco non è un eroe, ma una persona che si muoveva su un motorino senza casco, in tre e senza patente o assicurazione. Ma questi elementi da soli non bastano per tratteggiare l’identikit di un’intera città. Napoli ha quasi un milione di abitanti e non ci vuole un dottorato in statistica per rendersi conto dell’assoluta esiguità del campione statistico preso in esame.

In compenso è vero che la città sia piuttosto violenta e criminale, ma non necessariamente la più violenta e la più criminale in ogni campo. Come testimonia il Rapporto sulla criminalità del Ministero dell’Interno, anche se i dati non sono aggiornatissimi (tassi per 100.000 abitanti):

_ Scippi: Napoli si posiziona al secondo posto con 246 denunce dietro a Catania;

_ Borseggi: Napoli si posiziona all’ottavo posto con 500 denunce; al primo posto Bologna (1814), poi Milano (1764) e infine Genova (1561);

_ Furti in appartamenti: Napoli occupa l’undicesimo posto con 92 denunce; al primo posto Bologna (516), poi Torino (395) e infine Bari (340);

_ Rapine: Napoli occupa la prima posizione con 625,5 denunce, a seguire Catania (368,2) e Torino (294,3);

_ Omicidi volontari: Napoli è al secondo posto con 3,3 dietro a Bari (3,7), in terza posizione Catania (2,6);

Napoli primeggia negli omicidi, nelle truffe, nelle rapine, ma ripeto che una città criminale non è necessariamente una città di criminali [4]. E chiedere a un cittadino di combattere da solo contro la Camorra è pura follia: lo Stato che lo paghiamo a fare?

Il divorzio?

È innegabile che la realtà cittadina sia fortemente deteriorata, ma la cosa non autorizza a non mettere il casco o a non rispettare le leggi e le regole amministrative più banali. Dubito fortemente che si possa andare in giro in tre su un motorino a Torino o a Milano. Fra l’altro si dovrebbe anche riflettere sul rapporto esistente fra la criminalità e l’assenza di sviluppo economico e degrado sociale. Il ragionamento che si sente nelle interviste è che sia l’assenza dello Stato a portare alla criminalità, ma a sua volta la criminalità porta al degrado economico e sociale. Se volete la mia opinione è un cane che si more la cosa senza possibili soluzioni se non l’adozione di misure fortemente repressive e sanguinose.

Aggiungiamo al tutto una forte insofferenza per questi elementi di chi abita fuori da Napoli, specie al Nord, e il continuo piagnucolare dei napoletani stessi e mi chiedo che cosa tenga insieme questo paese. In genere i divorzi presentano una conflittualità assai minore.

[1] Cfr. http://www.ilpost.it/2014/09/09/davide-bifolco-napoli-sparatoria/.

[2] Cfr. http://www.lastampa.it/2014/09/10/italia/cronache/ragazzo-ucciso-a-napoli-oggi-lautopsia-sul-cadavere-il-latitante-non-ero-su-quel-motorino-HopjOvjrzX2Xh6S4ssW4QK/pagina.html.

[3] Cfr. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2014/9-settembre-2014/borghezio-davide-bifolco-teppista-era-teppista-resta-230103971312.shtml.

[4] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/includes2007/speciali/criminalita/scheda_totali.shtml.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2014 da in cronaca con tag .
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