Charly's blog

Fiat manovrina d’autunno: la manovrina del tirar a campare

Fino ad un paio di mesi fa si giurava e spergiurava sul fatto che non si sarebbe fatta nessuna manovra d’autunno. Si aggiungeva, poi, che i celebri 80 euro sarebbero diventati un fattore strutturale e che le coperture sarebbero venute dalla mitologica spending review. Poi ad agosto la situazione è cambiata e Renzi si è ritrovato ad ammettere [1]:

«Non vedo lo scenario e i rischi del 2011, non vedo lettere della Bce in arrivo, non falliremo, è un’ipotesi che non esiste. Con buona pace di gufi e sciacalli l’Italia non è finita», assicura il premier determinato a difendere, una ad una, le riforme del governo, da quella del Senato, ormai in porto, a quelle in itinere garantendo che in autunno la legge di Stabilità sarà «una manovra di tagli alla spesa» anche perché con una spending review da 16 miliardi «resteremmo ampiamente sotto il 3%».

Si fa, è vero, ma si taglia. Il primo ottobre è uscita la nota di aggiornamento al DEF 2014 [2] che illustra nel dettaglio la manovrina. Lì si argomenta che per via dei recenti sviluppi macroeconomici l’economia mondiale risulta in rallentamento con il conseguente peggioramento delle stime economiche. Per far fronte alla situazione si adotta una strategia a tre pilastri:

_ bilancio: aumentare investimenti, ridurre le tasse, potenziare il capitale umano e tenere i conti sotto controllo;

_ strutturali: riforme per competitività;

_ monetarie: stabilità prezzi;

Tradotto in soldoni: riforma del lavoro, giustizia civile, istruzione, PA,  credito e tasse. Ecco il quadro economico tendenziale:

2013 2014 2015 2016 2017 2018
PIL -1,9 -0,3 0,5 0,8 1,1 1,2
Bilancia pagamenti 1 1,1 1 0,9 0,9 0,9
Disoccupazione 12,2 12,6 12,6 12,4 12,1 11,8
Occupazione 55,6 55,6 55,7 55,9 56,2 56,6

Questo è quello programmatico:

2013 2014 2015 2016 2017 2018
PIL -1,9 -0,3 0,6 1 1,3 1,4
Bilancia pagamenti 1 1,1 0,9 0,9 0,9 1,1
Disoccupazione 12,2 12,6 12,5 12,1 11,6 11,2
Occupazione 55,6 55,6 55,8 56,1 56,3 56,7

Quanto alla famigerata spesa pubblica ecco la sua composizione:

2013 2014 2015 2016 2017 2018
Lavoro dipendente 164.747 163.051 163.157 163.078 162.917 163.401
Consumi intermedi 130.626 128.421 128.075 130.272 133.112 139.025
Prestazioni sociali 319.690 332.140 334.160 342.290 350.180 356.880
Di cui pensioni 254.564 258.870 263.130 268.180 275.120 282.710
Altre spese 76.306 74.871 75.858 75.953 75.932 77.640
Interessi 78.201 76.670 74.280 75.446 74.150 73.897
Spese in conto capitale 57.605 60.129 57.608 59.988 57.414 57.116
Totale 827.175 835.281 833.138 847.029 853.707 867.958

In termini percentuali sul PIL:

2013 2014 2015 2016 2017 2018
Lavoro dipendente 10,2 10 9,9 9,7 9,5 9,2
Consumi intermedi 8,1 7,9 7,8 7,8 7,7 7,9
Prestazioni sociali 19,7 20,4 20,3 20,4 20,3 20,2
Di cui pensioni 15,7 15,9 16 16 16 16
Altre spese 4,7 4,6 4,6 4,5 4,4 4,4
Interessi 4,8 4,7 4,5 4,5 4,3 4,2
Spese in conto capitale 3,6 3,7 3,5 3,6 3,3 3,2
Totale 51,1 51,4 50,7 50,5 49,5 49

In termini di variazione percentuale il reddito da lavoro dipendente è previsto stabile o in lieve calo, in consumi intermedi in calo e poi in aumento, le prestazioni sociali in aumento, le altre spese correnti in calo e poi stabili e le spese in conto capitale in aumento. Gli interessi sono dati in calo, la spesa totale in aumento (ma il valore complessivo cala grazie alla crescita del PIL).

Sul piano del deficit  le politiche del Governo faranno salire il valore al -3% quest’anno e al -2,9% l’anno prossimo. Nel complesso sono scomparsi i tagli alla spesa pubblica (se sentite una risata in sottofondo non è perché siete diventati i personaggi di una sit-com, ma è la realtà che ride) eccezion fatta per un miliardo di tagli lineari, delle privatizzazioni si sono perse le tracce e scavando di qui e scavando di là si dovrebbero mettere assieme una decina di miliardi per finanziare gli 80 euro, gli ammortizzatori sociali, il taglio dell’Irpef e la rimanenza.

In pratica la si può definire la manovra del tirar a campare. Di interventi decisivi non c’è traccia e si rimanda la resa dei conti a data da destinarsi. Come al solito è meglio aspettarsi qualcosa di esplosivo dalla Francia piuttosto che dall’Italia.

[1] Cfr. http://www.ilgazzettino.it/PAY/NAZIONALE_PAY/renzi_manovra_d_autunno_a_base_di_tagli_alla_spesa/notizie/837725.shtml.

[2] Cfr. http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0021.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 ottobre 2014 da in politica con tag , .
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