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Ma il PD è la nuova DC?

Elettoralmente parlando la Prima Repubblica era caratterizzata dalla mancata alternanza di forze politiche. Il PC era fuori per ovvi motivi politici, mentre i reduci del fascismo erano esclusi per ovvia incompatibilità con le istituzioni repubblicane. La DC così veniva ad essere il nucleo governativo sul quale si innestavano di volta in volta le altre formazioni minori e solo negli anni ’80 i socialisti presero un’egemonia di Governo che però non si rifletteva sul mero peso elettorale.

Un sistema così bloccato aveva anche il curioso effetto che a buona parte dell’elettorato scudocrociato stava sulle scatole la DC stessa, ma per mancanza di alternative si votata al detto di “votare e turarsi il naso”. L’alternativa era l’orrido comunista o il voto buttato all’estrema destra.

Con la fine della Prima Repubblica l’Italia ha sperimentato l’alternanza di forze politiche: da una parte i post comunisti – che conservavano la forma mentis ma che si erano già venduti al credo economico dominante – dall’altra un’accozzaglia di reduci democristiani, di post missini e dei nuovi barbari leghisti. Per mettere ordine in questo campo ci è voluto la discesa in campo di Berlusconi che in pochi mesi si è fondato un partito, ha preso la leadership del proprio schieramento politico e ha vinto le elezioni. Da qui fino al 2008 si è avuto la classica alternanza delle forze politiche:

_ ’94 Berlusconi;

_ ‘96 Prodi;

_ 2001 Berlusconi;

_ 2006 Prodi;

_ 2008 Berlusconi;

La crisi del 2011 ha posto termine al Governo del silviosauro lasciando il campo libero al Governo dei tecnici il cui fallimento è stato secondo soltanto alla loro spocchia. Da lì, come si dice, è cronaca e nel 2013 il PD si è ritrovato le chiavi del Governo in mano.

Se si analizza la situazione politica si può apprezzare l’assoluta mancanza di alternative. La Sinistra radicale più che extra parlamentare è praticamente scomparsa e l’unico lascito rimasto è Vladimir Luxuria a cena ad Arcore. Il centro destra è allo sfascio con FI in caduta libera, Alfano che cerca di campare e la Lega in discreta salute. Ma in questo caso di deve notare che Silvio il vecchio è ormai fuori dai giochi per limiti d’età e di presentabilità, mentre Alfano al prossimo giro rischia di rimanere fuori dal Palazzo. La Lega, invece, è più un movimento d’opposizione che una forza governativa e non ha di certo la forza di porsi come prima forza politica del paese. Nel complesso manca un leader spendibile in grado di riunificare le forze politiche in gioco.

Sui Grillini c’è poco da dire. L’asineria dei meccanismi politici li ha fin qui condotti all’irrilevanza politica e temo che non abbiano ancora afferrato la lezione di Mastella: i voti da soli non bastano, bisogna farli pesare. L’idea di correre da soli li esclude automaticamente dalla possibilità di vincere le elezioni o di piazzare un Governo monocolore. Rimangono un paio di “sveglia!!11!!” e i profitti record per Grillo.

Non rimane che il PD, condannato a tirare la carretta per mancanza di alternative. Deliziosamente ironico, non trovate? Esclusi i comunisti dalla Prima Repubblica, presi regolarmente a bastonate durante la Seconda, agli eredi del fu partito comunista resta il compito di gestire l’ordinaria amministrazione in un paese in declino, temo, inarrestabile. La situazione, ovviamente, può cambiare ma l’ostinata pervicacia di Berlusconi di non mollare la sedia blocca ogni possibile scenario. Anche se non ha più la possibilità di vincere le elezioni – salvo disastri – il Cavaliere può usare il proprio peso politico per ottenere vantaggi per le proprie aziende. Da qui una sorta di disarmo del partito per non disturbare il grande manovratore di Firenze. Ancora l’ironia della storia: scendi in campo per farti i porci tuoi e disarmi il partito per continuare a farti i porci tuoi.

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2 commenti su “Ma il PD è la nuova DC?

  1. Gianlore
    23 ottobre 2014

    Mi sembra evidente che il PD è la nuova DC, i comportamenti sono sempre gli stessi, anzi ancor più arroganti e meno condiscendenti.
    Non è vero che rispetto agli anni 70-80 manca un PCI a contrastare , è piuttosto vero che manca un PCI con cui “governare insieme”, il M5S non è disponibile per accordi sotto-banco come faceva un tempo la sinistra storica.
    Che poi tutto prosegua come da programma è certamente vero, ma su questo non ci si può certo strappare i caplli, la gente ha i governanti che si merita, e gli italiani si meritano i peggiori.
    salutos

    • Charly
      23 ottobre 2014

      Eh, ma io i peggiori non li merito mica!

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 22 ottobre 2014 da in politica con tag .
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