Charly's blog

Ci si avvia verso il voto anticipato?

Non è un mistero che l’esecutivo a guida Renzi abbia perso slancio e smalto negli ultimi tempi. Il novero delle riforme è tristemente desolante e a dispetto dell’iniziale annuncio di un riforma al mese finora il rottamatore si è portato a casa soltanto la riforma costituzionale, mentre il jobs act potrebbe non andare in porto. E non si deve dimenticare la persistente difficile situazione economica, i problemi politici con il NCD e con Berlusconi, il possibile strappo a sinistra con i dissidenti del PD. Nel frattempo sono comparsi i primi contestatori di Renzi nelle piazze e i primi mugugni sulla stampa e nelle associazioni di categoria, Confindustria su tutti.

Da questa situazione scatterebbe un’operazione diabolica: il voto anticipato. È sensazione abbastanza diffusa che Renzi abbia fatto le scarpe a Letta con la convinzione che la crisi economica fosse finita. I dati economici degli ultimi mesi hanno dimostrato l’esatto contrario e c’è il rischio che il malcontento si riversi sul Governo. Andando al voto anticipato si guadagnerebbe più tempo in modo da scaricare questa fase economica sul limbo fra l’attuale e il venturo esecutivo. Ma soprattutto si potrebbe scaricare la colpa dell’empasse riformatrice sulle attuali forze politiche giocando, per l’ennesima volta, la carta del “non ci hanno lasciato governare”.

Sul piano politico il PD conserva ancora un valido appoggio elettorale, mentre all’orizzonte non ci sono alternative. Berlusconi è ai minimi storici, Alfano è il nulla e Grillo si è condannato all’impotenza da solo. Come al solito la possibile convergenza parlamentare fra il PD e il M5S è stata negata con forza. In un simile contesto, con i morsi della crisi e senza un’alternativa sarebbe facile giocare la carta del voto utile. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere un Governo monocolore a maggioranza PD, cosa non impossibile con l’attuale legge elettorale [1].

La manovra avrebbe anche un effetto chiarificatore sui rapporti di forza all’interno del partito. Con il voto si potrebbe fare fuori tanto i dissidenti interni quanto le forze politiche avversarie permettendo alla cricca renziana di mettere le mani su tutte le poltrone che contano. L’unico ostacolo a questo piano, inoltre, potrebbe venire meno: a quanto pare Napolitano potrebbe dimettersi a breve [2]. La nuova elezione del Presidente della Repubblica potrebbe realizzarsi tramite uno scambio fra il Silviosauro e Renzi. In cambio delle solite garanzie giuridiche, Silvio il vecchio potrebbe dare il via alla nuova tornata elettorale votando eventualmente una nuova legge elettorale fatta su misura per Renzi.

Come andrà a finire? Difficile a dirsi, ma ho come il sospetto che Renzi abbia in comune con nonno Silvio la capacità di vincere le elezioni e l’incapacità di governare. Ma c’è una differenza: se l’imbonitore di Arcore si trova a suo agio sui media e poco nella politica, l’imbonitore toscano eccelle anche nei giochi di potere.

[1] Cfr.  http://www.repubblica.it/politica/2014/10/21/news/il_premier_punta_al_51_le_simulazioni_del_voto_anticipato-98617525/.

[2] Cfr. http://ilmanifesto.info/napolitano-dimissioni-entro-lanno-fifa-blu-del-cavaliere/.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 novembre 2014 da in politica con tag .
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