Charly's blog

La politica è lenta mentre il mondo corre?

Di tanto in tanto si leva l’allarme in merito alla lentezza dell’attività del Parlamento e dell’Esecutivo. Si argomenta che le sfide poste dalla globalizzazione non possono essere raccolte dalle istituzioni liberali con i loro classici contrappesi politici e i mezzi di controllo reciproco. Da qui la necessità del rafforzamento del potere dell’Esecutivo, anche a discapito di quello del Parlamento. In effetti un simile argomento è stato proposto per motivare la riforma costituzionale targata Renzi. Ma è vero?

Due decenni di riforme folli

Proviamo a prendere qualche esempio riformatore. Il jobs act viene presentato come una panacea di tutti i mali che affliggono il mondo del lavoro, peccato che anche qui la politica abbia già dato in abbondanza. Dal pacchetto Treu del ’97, alla riforma Maroni del 2003 fino alla riforma Fornero del 2012 abbiamo avuto un intervento politico dopo l’altro.

 E che dire della scuola? Quale che sia il colore politico, la tentazione di entrare nel novero dei riformatori epocali è troppo forte e abbiamo avuto non pochi intenti riformatori. Da D’Onofrio del ’95, dalla riforma Berlinguer del 97’, a quella Moratti per poi passare alla controriforma di Fioroni del 2006. Ricapitoliamo: D’Onofrio ha fatto poco, Berlinguer voleva fare tutto ma la Moratti ha annullato tutto per poi cambiare tutto. O, meglio, per provare a cambiare tutto dato che Fioroni ha poi bloccato la cosa. Un paio d’anni dopo è tocca alla Gelmini riformare la scuola a colpi di voti numerici e grembiulini. Il risultato? La riforma è ancora in alto mare.

E che dire della Costituzione? Dopo il crollo della Prima Repubblica abbiamo potuto assistere allo splendido spettacolo della Bicamerale il cui frutto è stata la riforma del Titolo V. Sotto il Governo Berlusconi abbiamo avuto un altro afflato riformatore che poi è stato bocciato, grazie al cielo, tramite il referendum. È finita qui? Ma figurarsi: dopo un paio di tentativi andati al vuoto, ecco la grande riforma di Renzi. Tre riforme costituzionali in poco più di un decennio!

E le leggi elettorali? Dopo la crisi del ’92 la legge elettorale è stata modificata nel Mattarellum, poi abrogato con il Porcellum di Calderoli. Legge che nel 203 è stata dichiarata incostituzionale [1]:

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.

Vorrei solo far notare che le riforme costituzionali dovrebbero essere valide per ben più di una generazione dato che sono la struttura portate delle istituzioni politiche. La riforma della scuola, inoltre, dovrebbe avere una validità almeno generazionale. Il mondo cambia, è vero, ma non con tale velocità.

Qualcosa non funziona come dovrebbe

Viste le riforme messe in campo sarebbe divertente vedere gli effetti pratici. Sul piano del lavoro si è passati dal precariato alla disoccupazione di massa e per quanto riguarda la scuola c’è da segnalare il caos totale nel quale versa l’istituzione scolastica. La Costituzione, al netto delle riforme, conserva ancora l’impostazione di base del ’48, mentre la legge elettorale è tornata quella di un tempo grazie all’intervento della Corte Costituzionale.

Sono l’unico a pensare che più a sfornare una riforma dopo l’altra si dovrebbe realizzare un intervento sensato?

[1] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2013/12/Incostituzionalita-della-Legge-elettorale.pdf?uuid=ABuTnwh.

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2 commenti su “La politica è lenta mentre il mondo corre?

  1. Van Horstmann
    23 novembre 2014

    È vero che di riforme ne sono state fatte tante e i risultati sono spesso stati deludenti, la mia impressione è che la politica abbia scarso potere sulla burocrazia ( intesa in senso generale). L’immagine che ho è di un uomo che cerca di smuovere un vecchio e obeso maiale, senza molto successo.

    • Charly
      23 novembre 2014

      Dici? Ma la burocrazia applica le leggi che la politica redige. Nel caso dei poteri politici abbiamo una pletora di poteri dovuti alla dispersione del potere in un numero eccessivo di enti (regioni, comuni…).

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2014 da in politica con tag .
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