Charly's blog

Bocciare a scuola? È inutile

Pensiamo a come funziona l’attuale configurazione del sistema scolastico. Abbiamo un’aula disadorna, una cattedra, i banchi allineati e una lavagna. Un professore legge il testo nel silenzio complessivo dell’aula e gli alunni devo volgere la loro attenzione verso lo stesso punto senza emettere un suono. Le materie sono divise per disciplina senza che sia possibile un approccio multidisciplinare e il tempo è minuziosamente organizzato ed etero diretto fino a formare un approccio spezzatino allo studio (un po’ di questo, un po’ di quello). Anche se si insegna a scuola in realtà s’impara a casa con i compiti e lo studio individuale. Una volta tornati in classe allo studente è richiesto la ripetizione della materia più che l’acquisizione di una capacità o di una competenza: viene chiesta la storia della filosofia e non la capacità di contribuire alla risposta di un quesito filosofico. Se non si è in grado di rispondere agli standard prefissati (la sufficienza o il 6) si viene inesorabilmente bocciati.

Una simile impostazione scolastica tradisce la sua origine avvenuta in società industrializzate organizzate sulle burocrazia di massa. La bocciatura, in pratica, è paragonabile allo scarto di un pezzo difettoso nella catena di montaggio. Gli alunni vengono trattati allo stesso modo e i programmi scolastici sono in teoria fissati a livello ministeriali e spetta al docente, eventualmente, adattarsi al materiale umano che si trova di fronte. I problemi di una simile organizzazione sono piuttosto ovvi. Tanto per cominciare gli studenti non sono fra loro uguali e alla bocciatura segue il termine della carriera scolastica. Al giorno d’oggi si boccia pochissimo, ma basta vedere i tassi di scolarizzazione di un tempo per capire quanto si bocciasse. E la cosa era persino un vanto perché veniva presentata come un sinonimo di scuola di qualità. Vero, prendevi i più avvantaggiati sul piano del capitale sociale famigliare e li facevi passare, respingendo tutti gli altri che rimanevano al loro stadio naturale. Salvo poi lamentarsi dell’ignoranza della popolazione. Geniale, non c’è che dire.

Se si guarda la cosa sotto una prospettiva più ampia non si può che concludere che bocciare è stupido. Per prima cosa non si deve dimenticare che bocciare uno studente per la mancanza in una materia vuol dire che quel studente è costretto a ripetere l’intero anno, comprese le materie dove non aveva difficoltà. Sarebbe molto più sensato suddividere le materie per livelli di difficoltà. Se non si è capaci in una materia la si può lasciare indietro a patto che si ottenga di più in un’altra. Detto in termini più semplici: sei una cane in letteratura? Allora devi raggiungere livelli più elevati in quelle scientifiche (o viceversa). Così facendo si potrebbero coltivare le inclinazioni dei singoli studenti piuttosto che renderli tutti uguali.

Ma soprattutto, bocciare è stupido. Immaginate di essere nella situazione di dover affrontare un incontro di pugilato. Presumo, allora, che la motivazione nell’apprendere le tecniche della nobile arte e nello sviluppare le capacità fisiche sia fortissima. Nel sistema scolastico, invece, lo spauracchio della bocciatura dovrebbe spronare gli studenti. Il contrasto è stridente: nel primo caso ci si allena per necessità e utilità, nel secondo caso perché si deve. Il risultato scolastico è scontato e si studia per il votino salvo poi dimenticare tutto il giorno dopo. Ma se si deve motivare con la paura è perché gli studenti non percepiscono l’utilità di quello che fanno. O, forse, perché non c’è utilità di sorta in quel che si fa sui banchi. La vera domanda, quindi, non è se si debba o meno bocciare, ma per quale motivo siamo così disposti ad accettare un sistema scolastico totalmente inutile. Compito della scuola è il fornire elementi essenziali per la sopravvivenza, ma se si ritiene di poterne fare a meno non è un problema della collettività. Ma di quel genio che è convinto di essere più furbo degli altri.

P.S. Molte persone che leggono il titolo del post fraintendono e invece di leggere quanto ho scritto si mettono a interpretare in base alle proprie fantasie. Riporto ancora una volta:

Sarebbe molto più sensato suddividere le materie per livelli di difficoltà. Se non si è capaci in una materia la si può lasciare indietro a patto che si ottenga di più in un’altra. Detto in termini più semplici: sei una cane in letteratura? Allora devi raggiungere livelli più elevati in quelle scientifiche (o viceversa). Così facendo si potrebbero coltivare le inclinazioni dei singoli studenti piuttosto che renderli tutti uguali.

Devo fare il disegnino o si riesce a capire l’italiano scritto?

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9 commenti su “Bocciare a scuola? È inutile

  1. Connacht
    4 dicembre 2014

    “un sistema scolastico totalmente inutile”

    Charly come Fontecedro! Charly come Fontecedro! Cosmico!

    • Charly
      4 dicembre 2014

      Sigh.

  2. Ape
    4 dicembre 2014

    Non ho mai letto così tante stronzate in un lasso di tempo così breve

    • Charly
      4 dicembre 2014

      Prova a leggere i tuoi commenti.

  3. Federico
    5 dicembre 2014

    Concordo in tutto e per tutto 🙂 L’istruzione è fondamentale, ma il nostro sistema scolastico è un dinosauro anacronistico.
    Se uno studente non si applica la vera domanda che ci si dovrebbe porre è perché la materia non risulta interessante e come fare per poter motivare gli studenti.
    La paura non può essere l’unica motivazione, perché una volta venuta la paura meno non c’è più una risposta convincente alla domanda “chi me lo fa fare?”.
    Il sistema scolastico italiano fa schifo.

    • Federico
      5 dicembre 2014

      *un volta venuta meno la paura

    • Charly
      6 dicembre 2014

      La motivazione dovrebbe essere ovvia: per via dei vantaggi forniti dall’istruzione stessa. Se la cosa non avviene, allora, delle due l’una: o la percezione degli studenti è errata o il tipo d’istruzione offerto è sbagliato (al riguardo si guardi il numero di lettori in Italia: ridicolo se comparato a quello di molti paesi europei. Perché?). Per la cronaca in molti paesi europei si boccia pochissimo. Cfr. https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/12/01/vivalascuola-185/#5

  4. Warci Lich
    7 dicembre 2014

    Dopo aver LETTO il post posso dire che molte critiche sono nate solo ed esclusivamente perché moltissimi “razionalisti” mostrano evidenti carenze nella comprensione del testo, la cui regola d’oro è: “leggi il testo e non solo il titolo e poi commenta”.

    Mi meraviglio invece che nessuno abbia sollevato invece l’unica vera critica importante: ovvero che questo si sa da tempo visto che altri sistemi scolastici hanno adottato la filosofia per cui non serve rimandare uno studente ma occorre piuttosto fargli capire che si sta facendo del male da solo.

    Questo atteggiamento però è adottabile solo all’interno di una società dove la consapevolezza venga coltivata, il che esclude l’esercito di fallomarmocchi che infesta l’attuale scuola dell’obbligo.

    Personalmente poi penso che instillare un po’ di timore e paura per l’autorità possa far bene ai bambini, meglio fargli capire fin da subito che la vita non è un gioco.

    • Charly
      7 dicembre 2014

      Guarda, magari mi sono espresso male io. Ho scritto altri due post con tutti i dati del caso. Di più non posso fare.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 dicembre 2014 da in cultura con tag .
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