Charly's blog

Il 2015: un anno da vivere pericolosamente?

Oggi giochiamo a insidiare Paolo Fox nelle previsioni per l’anno che verrà. Ma non ci serviranno le stelle e ci baseremo sulle parole. Ecco a voi Juncker sulle possibili elezioni greche [1]:

Non vorrei vedere forze estreme al potere.

E poi l’Italia e la Francia che non dovrebbero fare la piangine [2]:

Se l’Italia e la Francia non procederanno con le riforme annunciate si arriverà «a un inasprimento della procedura sul deficit». E «se alle parole non seguiranno i fatti, per questi Paesi non sarà piacevole». […] «Dovremmo dare fiducia agli italiani e ai francesi. E poi vedremo, proprio a marzo, come sarà andata».

Ma come mai Juncker si è fatto sfuggire delle affermazioni simili?

In attesa della tempesta perfetta?

Ora come ora la situazione economica sembra passare un periodo di bonaccia. L’Italia arranca, ma si scommette sula ripresa per quanto debole nell’anno che viene. Gli altri paesi, invece, vengono presentati come in crescita o con i compiti a casa diligentemente svolti (Spagna e Irlanda). Persino la Grecia viene di tanto in tanto presentata come un esempio di successo nell’applicazione della ricetta della Troika.

Ma, allora, perché Juncker si è lasciato scappare quelle parole? In terra ellenica succede che l’esecutivo di Saramas aveva l’intenzione di uscire dalle cure della mamma Troika sulle proprie gambe e senza fare affidamento su linee di credito targate UE. Ma come si è vista qualche giorno fa i mercati non l’hanno presa bene e la Grecia ha fatto un bel capitombolo facendo affondare le Borse. I motivi sono prettamente politici. L’Esecutivo ha presentato una manovra finanziaria piuttosto scialba e la Troika ha già mugugnato sui buchi presenti nei bilanci greci. Sul versante interno, Samaras ha deciso di anticipare le elezioni presidenziali consapevole che in caso di mancato quorum parlamentare si procede alle elezioni anticipate. Così facendo Samaras vuole presentare il successo dell’uscita dal periodo di sudditanza alla Troika come un successo governativo.

Il rischio in questa manovra è la variabile Syriza. Stando ai sondaggi il partito guidato da Tsipras dovrebbe essere in vantaggio sugli avversari e conseguire il premio di maggioranza in modo tale da governare da solo. Il problema con la UE è che nel suo programma Syriza annuncia misure quali l’innalzamento del salario minimo, l’assistenza gratuita ai disoccupati e ai poveri, le nazionalizzazioni di settori strategici e amenità simili. Finanziato, in teoria, dalla cancellazione di parte del debito greco pur restando nella UE e nell’Euro (ma forse fuori dalla Nato). Presupponendo una vittoria di Syriza è facile prevedere la rottura delle relazioni fra la Troika e la Grecia, una corsa agli sportelli da parte dei correntisti e l’impossibilità o quasi di trovare qualcuno disposto a finanziare lo Stato ellenico. Da qui abbiamo tre ipotesi:

_ Syriza sconfessa il proprio programma;

_ la Grecia esce dall’Euro;

_ il bluff ha successo: scommettendo sull’effetto contagio della Grecia su altri paesi quali l’Italia e la Francia, la Troika non solo accetta la ribellione greca ma si ritrova persino nella situazione di doverla assistere;

Sarebbe proprio bello conoscere l’esito della cosa, ma mi sembra difficile che il terzo possa avere successo.

Intanto, in terronialand

Ma la severa matrigna europea non manca di bacchettare anche la Francia e l’Italia. Nel caso transalpino abbiamo un misto di deterioramento economico misto a un mancato rispetto delle regole europee. A dispetto del fatto che se ne parli poco, la Francia naviga in cattive acque e più passa il tempo e più assomiglia al cugino povero del Mediterraneo (noi). E la situazione sociale comincia a risentirne: i poliziotti manifestano a Parigi [3], le forze armate arriveranno al punto di trasformare le propri basi aeree in parchi giochi per bambini se vogliono tirare giù abbastanza soldi per comprarsi la benzina [4] e i professori di scuola protestano per il trattamento economico ridicolo e per i salari non versati [5]. Sullo sfondo il Front si vanta di essere il primo partito di Francia, mentre i socialisti sono destinati all’estinzione.

Per quanto riguarda l’Italia, poco da aggiungere a quello che già si conosce. L’economia non tira, l’attività riformatrice di Renzi finora non prodotto risultati apprezzabili tranne le imitazioni di Crozza e su tutto pesa il macigno delle clausole di salvaguardia e di un debito pubblico in costante crescita. I risultati delle recenti elezioni amministrative potrebbero avere un peso negativo sull’idea di ricorrere al voto anticipato, ma in caso di peggioramento della situazione economica nella prossima primavera io non metterei da parte la carta dell’anti Troika. Nelle ultime settimane le critiche rivolte alla burocrazia europea e il battere i pugni sul tavolo sembrano tenere in serbo questa opzione [6]:

Per l’Italia, la sua storia, il suo futuro chiedo rispetto. Anzi: pretendo il rispetto che il Paese merita.

This is the end?

Il combinato disposto di tutti questi elementi portano ad un certo grado di pessimismo. La situazione nei paesi presi in esame sembra peggiorare giorno dopo giorno senza una possibile via d’uscita, mentre dalle parti della Troika sembra mancare la consapevolezza delle questioni in gioco. L’anno che viene potrebbe essere travagliato, ma se anche non lo fosse, nulla vieta che il bubbone esploda l’anno dopo o quello dopo ancora. O, magari, sono io ad essere troppo pessimista.

[1] Cfr. http://www.eunews.it/2014/12/12/elezioni-grecia-syriza-in-testa-nei-sondaggi-juncker-non-vorrei-forze-estreme-al-potere/27127.

[2] Cfr. http://www.corriere.it/economia/14_dicembre_10/juncker-senza-riforme-procedura-ue-l-italia-non-sara-piacevole-8462d5aa-8055-11e4-bf7c-95a1b87351f5.shtml.

[3] Cfr. http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2014/11/13/97001-20141113FILWWW00263-des-milliers-de-policiers-manifestent-a-paris.php.

[4] Cfr.  http://www.lesechos.fr/industrie-services/air-defense/0203843506080-larmee-doit-faire-vite-pour-boucler-son-budget-avec-de-la-location-de-materiel-1051465.php.

[5] Cfr. http://www.leparisien.fr/livry-gargan-93190/joelle-instit-sans-salaire-depannee-par-des-bons-alimentaires-04-11-2014-4265509.php#xtref=http%3A%2F%2Fwww.lecontrarien.com%2F.

[6] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Ue-Juncker-a-Renzi-Non-sono-il-capo-di-una-banda-burocrati-3f45b29e-ff36-46dd-9fd8-49bae35e142e.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 dicembre 2014 da in politica con tag , .
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