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Recensione film: Lo Hobbit. La battaglia delle cinque armate

Lo Hobbit. La battaglia delle cinque armate

La sinossi del film [1]:

Smaug ha deciso di scatecatenarsi dando fuoco a Pontelagolungo e ai suoi abitanti. Mentre i nani, inermi, guardano la scena dalla montagna, in un delirio di fughe disperate solo Bard decide di combattere il drago riuscendo in extremis a penetrare l’unico punto scoperto della sua dura scorza con una sola grande freccia. Sconfitta la creatura si apre uno scenario ancora più truce: la montagna è libera e il tesoro dei nani incustodito, la notizia si sparge in fretta e, vista la bramosia di Thorin nel tenere l’oro per sè, alle porte si prepara un conflitto tra l’esercito degli elfi e degli uomini (desiderosi di vedere rispettata la promessa fattagli dal nano ora “re sotto la montagna”), quello dei nani accorsi a difendere il loro simile e il grande nemico di Thorin, desideroso d’oro e vendetta. In mezzo a tutto ciò Bilbo ha rubato la bramata Arkengemma e deve decidere che farne.

La terza pellicola dedicata a Bilbo e la Compagnia dei nani riprende dove si era concluso il secondo film. Il simpatico Smaug svolazza verso la cittadina umana e si diletta a dare tutto alle fiamme… fino a quando un contrabbandiere non riesce ad abbatterlo. Il che ricorda le barzellette sui carabinieri e le lampadine. Della serie, quanti nani ci vogliono per abbattere un drago? Basta un tizio che conduce le chiatte sui fiumi che non ha mai combattuto in vita sua. Poi, in realtà, come sarebbe stata la fine del drago era già ovvio dalla seconda pellicola grazie alla regola che una buona narrazione deve presentare elementi utili solo al prosieguo della trama. Se metti nella storia una freccia che è presente solo nella città umana, delle due l’una: o la freccia va dal drago o il drago va alla freccia. In effetti si poteva concludere il film precedente con la morte di Smaug ma si vede che si è voluto sfruttare l’effetto cliffhanger o il minutaggio sarebbe risultato eccessivo.

Da qui prende l’avvio la trama principale del film. Sulla montagna convergono elfi, umani, nani e orchi per l’ultima battaglia. Nel frattempo Thorin cade vittima della “malattia del drago”, l’amore impossibile fra un nano e un’elfa continua, un sovrano elfo vuole di nuovo le sue gemme e Bilbo si chiede cosa debba fare un vero amico. L’impressione generale è che la terza pellicola sia un commiato da parte del regista e degli attori nei confronti dello spettatore. D’altronde il finale del film si ricollega direttamente con l’incipit de Il Signore degli anelli e non mancano le citazioni delle pellicole future (fra le quali anche Aragorn). Anche le tematiche sono le solite: amicizia, avidità, eroismo. L’unica novità è lo struggersi shakespeariano del nuovo sovrano dei nani, ma anche qui c’è la solita parabola dell’eroe (caduta, ripresa, duello con la sua nemesi). La stessa roba, in pratica, della trilogia precedente. La trama, invece, risulta piuttosto debole e il film gira intorno alla battaglia della montagna con la macchina da presa che segue più cambi di battaglia: elfi, nani, umani vs orchi.

Arrivati fin qui si può dare un giudizio all’intera trilogia. Ripensandoci ho dato un voto un pochino più alto del dovuto ai due precedenti  capitoli per via dell’effetto nostalgia visto che i film mi riportavano al tempo del liceo. Tirando le somme direi che il voto più adatto è un 7,5. I difetti del film sono abbastanza ovvi: la lunghezza è eccessiva non tanto per un effetto noia – negli ultimi due capitoli la storia prosegue senza intoppi – ma perché si è voluto allungare il brodo con elementi deboli (Bard, il triangolo elfa-nano-elfo) o già visti (Thorin e il suo tesssoro, l’orco cattivo). In più i nani rimangono personaggi poco caratterizzati e abbastanza marginali. Nel terzo capitolo, poi, le scene della battaglia sono così predominanti da mettere in ombra tutto il resto, mentre complessivamente questa trilogia risulta perdente nei confronti della precedente. Rimangono, in ogni caso, tre film degni di visione.

Voto: 7,5. Da biglietto ridotto del cinema.

[1] Cfr. http://www.mymovies.it/film/2014/lohobbitraccontodiunritorno/.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2015 da in recensioni con tag .
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