Charly's blog

Ars comunicandi: cos’è lo spin?

Se chiedete ad un fisico cos’è lo spin vi risponderà così [1]:

Lo spin è una proprietà intrinseca delle particelle e può essere interpretato come un momento angolare, in altre parole una rotazione, anche se non è possibile dare una descrizione corretta facendo ricorso a immagini classiche.

Non ci avete capito niente? Fidatevi, ci sono risposte peggiori. Meglio non chiedere ad un amante della disco music cos’è lo spin…

 Dead or Alive - You spin me around

Lo spin e la comunicazione

Ma lo spin ha anche un altro significato sul piano della comunicazione. A differenza dello spin della fisica, lo spin della comunicazione è essenziale nel moderno dibattito politico e mediatico. Il termine deriva dall’inglese to spin e viene inteso nel significato di far girare una notizia in modo da imprimerle il taglio voluto. Per capire appieno le implicazioni di questa affermazione si deve tener conto che a questo mondo esistono due tipi di fatti: quelli della natura e quelli dell’uomo. Nel primo caso si tratta di registrarne l’esistenza (piove, un terremoto, eccetera), nel secondo caso c’è sempre un lavoro di interpretazione cognitivo. Fenomeni quali la deindustrializzazione o lo sviluppo economico di un paese permettono una molteplicità di punti di vista fra loro anche contrastanti.

Esempio. I recenti avvenimenti nel Medio Oriente uniti agli atti terroristici di Parigi hanno riportato in auge la teoria dello scontro di civiltà. Ma a ben vedere questa visione è del tutto erronea dato che la Turchia, l’Iran e la Giordania si oppongono all’Isis e i paesi della penisola arabica risultano più malleabili nei confronti del califfato wannabe invece di coalizzarsi per conquistare Roma. Lo scenario strategico locale si limita a muoversi nel classico sentiero dello scontro fra Stati nazioni e nella contrapposizione d’interessi piuttosto che di improbabili crociate o strampalate jihad. Ma in molti interpretano il fenomeno sotto la lente razzista dello scontro della civiltà eliminando la complessità del mondo reale.

I motivi di questo fenomeno sono molteplici. Teniamo conto di queste variabili:

_ il 70% della popolazione italiana non riesce a comprendere del tutto un articolo di giornale;

_ il 100% della popolazione non ha le conoscenze per comprendere appieno tutte le tematiche specialistiche in gioco. Puoi essere un fenomeno in scipol ma capire poco di scienza, essere un fenomeno di fisica e non capire nulla di politica;

_ il 90% della popolazione può dedicare poco tempo all’informazione per via di fattori esterni come il lavoro o la famiglia;

_ i media non sono affidabili;

In più le scienze cognitive hanno smontato l’idea illuministica della ragione evidenziando, invece, come la mente interpreti la realtà tramite i frames e quanto siano importanti le emozioni nel prendere le decisioni. Il risultato è che la politica non è l’arte del fare, né tantomeno del proporre. L’agone politico è più parola che fatti perché i fatti da soli non vogliono dire niente. Una comunicazione politica di successo non punta a elencare le politiche messe in atto, ma mira a definire il significato dei fatti facendo passare l’interpretazione di comodo per chi paga gli spin doctors.

Esempio: l’art. 18

L’inutile polemica sull’art. 18 di alcuni mesi orsono illustrano bene il giochino. Le forze governative hanno effettuato un’operazione di spin creandosi il falso nemico dell’impossibilità di licenziare. I nostri eroi argomentavano citando improbabili casi di licenziamenti di fancazzisti bloccati dai magistrati komunisti dandone la colpa al famigerato articolo 18. Articolo 18, ovviamente, che limitava gli investimenti esteri, le assunzioni, la crescita delle imprese.

Il fenomeno era ancora più evidente se si discuteva con le persone. Come già detto le suddette persone non potevano vantare conoscenze specialistiche in economia o in diritto, né tantomeno  si erano premurati di dare un’occhiata al testo della legge. Ma invariabilmente adottavano come argomento principale l’idea che sia giusto licenziare chi non lavora. Nulla da eccepire, ma quale sarebbe il rapporto con l’art. 18? Nessuno, ma lo spin governativo aveva fatto sì che passasse quest’idea come chiave interpretativa della riforma. Che sia vera o falsa poco importa, quel che conta è che sia creduta dall’elettorato.

Un altro esempio viene dall’idea della flessibilità contro il posto di lavoro a vita mentre il precariato è ben altra cosa di un contratto a tempo e riguarda il continuo degradarsi delle condizioni lavorative con le ovvie conseguenze sull’economia. I precarizzatori professionali si sono inventati lo spin della retorica dei “diritti acquisiti” facendo passare per privilegi le condizioni lavorative normali. Avendo creato un dualismo nel mercato del lavoro possono sfruttare i precari come grimaldello in modo da distruggere le condizioni dei lavoratori normali facendoli passare per dei privilegiati.

Le parole sono tutto

I possibili esempi di spin ammontano a migliaia e migliaia e non sono limitati alla politica. Come al solito si evidenzia quanto la scuola sia fallimentare nel formare la cittadinanza e vorrei far notare che la resa della politica italiana è così scadente proprio perché l’operato della sua cittadinanza è altrettanto penoso. Strano, no? Per capire di politica si dovrebbe studiare la politica e non Manzoni. Chi l’avrebbe mai detto…

Approfondimenti:

_ frames;

_ storytelling;

_ narrazione emotiva;

[1] Cfr.  http://scienzapertutti.lnf.infn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1764:0400-spin&catid=142&Itemid=347.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 febbraio 2015 da in politica con tag , .
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