Charly's blog

Ipse dixit: Sacchi e gli stranieri

Alle elementari, negli ormai lontani anni ’90, mi venne insegnata la storia dell’abate Martino. Copio e incollo da Wikipedia [1]:

Secondo la tradizione, che risale al XVI secolo, Martino era abate del monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia, decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto che recitasse: “Porta patens esto. Nulli claudatur honesto”, cioè “La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto” o, in un’altra versione, “Porta, patens esto. Nulli claudaris honesto”, cioè “Porta, resta aperta. Non essere chiusa a nessun uomo onesto”. Il messaggio esprimeva generosità e carità davvero cristiane. L’artigiano incaricato del lavoro (o, in altre versioni, forse lo stesso abate), però, complice probabilmente la stanchezza o la distrazione, sbagliò la posizione del punto e scrisse: “Porta patens esto nulli. Claudatur honesto”, cioè “La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all'(uomo) onesto”. ovvero, nell’altra redazione: “Porta, patens esto nulli. Claudaris honesto”, cioè “Porta, non restare aperta per nessuno. Resta chiusa per l’uomo onesto”. I guai che tale errore procurò a Martino non si limitarono alla figuraccia. La notizia di un messaggio così contrario alla caritas christiana, infatti, raggiunse le alte sfere ecclesiastiche (e forse lo stesso Pontefice), le quali decretarono l’immediata sollevazione dell’abate, privandolo della cappa (cioè del mantello) che di tale dignità era simbolo. A ricordare l’errore di Martino provvide il suo successore, che fece correggere il cartello inospitale completandolo con la frase Uno pro puncto caruit Martinus Asello (o Ob solum punctum …). Un’altra versione, riportata da Enzo La Stella, vuole che Martino, candidato a diventare abate, avesse visto le sue speranze sfumare definitivamente a causa dell’errore che commise spostando il punto allorché gli fu chiesto di scrivere la frase latina in questione (la prima delle due versioni date sopra) sulla porta del convento a mo’ di benvenuto.

La storia verte sull’importanza della punteggiatura, ma può essere intesa in senso lato sulla necessità di usare in modo adeguato i termini e le parole giuste. Si era già visto in passato la confusione imperante su termini quali populismo o demagogia, ma la cronaca odierna porta un altro esempio decisamente interessante. Arrigo Sacchi ha affermato un paio di giorni orsono [2]:

“Non sono certo razzista e la mia storia di allenatore lo dimostra, a partire da Rijkaard, ma a guardare il Torneo di Viareggio mi viene da dire che ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera”. Non è tenero il giudizio di Arrigo Sacchi, intervenuto stasera a Montecatini Terme per la consegna dei premi Maestrelli. “L’Italia non ha dignità, non ha orgoglio: non è possibile vedere squadre con 15 stranieri” ha concluso l’ex ct.

La prima cosa che salta all’occhio è quel “troppi giocatori di colore”. La cosa, fra l’altro, è falsa dato che meno del 5% dei giocatori stranieri è nero [3]. Ma lo scenario assume un’altra connotazione se si considerano gli stranieri in quanto tali e senza i colori di mezzo. In questo caso la percentuale sale al 20% dei giocatori primavera, mentre nella Serie A più della metà dei giocatori è di origine straniera [4].

Di per sé avere una rosa formata di soli giocatori stranieri, quale che sia il colore delle pelle, non è un problema. Ma il movimento calcistico non si limita ai soli club e presenta anche le nazionali. Con una simile predominanza dei giocatori stranieri c’è il rischio che i nativi finiscano soffocati perché i posti a disposizione sono limitati. Far giocare il giocatore della nazione x potrebbe favorire la suddetta nazione, ma danneggiare la nazionale azzurra. In più non si deve dimenticare che prendere dei ragazzini di un altro continente vuol dire sradicarli e portarli in Italia salvo poi, eventualmente, abbandonarli se non mantengono le aspettative. La questione è differente, ovviamente, se si tratta di giocatori multietnici: genitori stranieri ma figli nati in loco.

Il discorso, allora, è decisamente serio ma per l’infelice scelta dei termini usati i media trattano del presunto razzismo di Sacchi. Da qualche parte Martino starà ridendo…

Approfondimenti:

_ ma sono gli stranieri il problema? http://www.calciomercato.com/news/italia-impara-da-belgio-e-germania-ecco-la-ricetta-per-ricostrui-899457.

_ il calcio multietnico è bello? http://sport.sky.it/sport/calcio_italiano/2014/07/18/libro_campioni_d_italia_seconde_generazioni_sport.html.

[1] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Uno_pro_puncto_caruit_Martinus_Asello.

[2] Cfr. http://www.gazzetta.it/notizie-ultima-ora/Calcio/Sacchi-troppi-stranieri-squadre/16-02-2015/2-A_015928901.shtml.

[3] Cfr. http://www.gazzetta.it/calcio/nuove-forze-calcio/18-02-2015/primavera-troppi-giocatori-colore-vivai-numeri-smentiscono-sacchi-100932680910.shtml.

[4] Cfr. https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-sacchi-ragione-20-dei-primavera-%C3%A8-straniero-091715082–sow.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 febbraio 2015 da in cronaca con tag , , , .
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