Charly's blog

Diamo i dati: le capacità cognitive della popolazione italiana nella ricerca IALS. Parte seconda

Vista la teoria  non rimangono che i dati. Piccola avvertenza: non è un bel vedere. Se siete minorenni leggete il post accompagnati da un genitore.

I numeri

Stando ai dati raccolti in Italia si nota la presenza di settori di popolazione a “rischio alfabetico”, la scarsa partecipazione della popolazione a livelli di istruzione post-secondaria e la povertà del contesto socio-culturale in cui ancora oggi vivono quote consistenti di cittadini. Ne risultava che 5 italiani su 100 non erano in grado di distinguere una lettera dall’altra, 38 su 100 sono in grado di farlo ma leggono con difficoltà e a fatica decifrano le cifre, 33 su 100 si attestano ad un livello di poco superiore e non riescono a comprendere i testi più complessi. Una parte consistente della popolazione italiana non possiede neppure le abilità per formulare una frase di venti parole o la capacità di comprendere i principali quotidiani del paese. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta possiede le capacità minime per orientarsi nel mondo contemporaneo.

Tabella n° 1. Distribuzione dei rispondenti italiani alle prove IALS-SIALS.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
Testi in prosa 34,6% 30,9% 26,5% 8%
Grafici 36,5% 32,2% 25,3% 6%
Calcoli, problemi 32% 31,4% 27,6% 9%

Fonte: Invalsi

La ricerca evidenziò, inoltre, che la scarsa scolarizzazione della popolazione italiana fosse un elemento critico per la comprensione del fenomeno. All’epoca poco più di un terzo della popolazione poteva vantare soltanto la licenza media (34,5%), neppure un terzo un diploma di scuola superiore (27%) e quasi un altro terzo solo la licenza elementare (32,3%). La popolazione laureata non raggiungeva neppure il 7%. A distanza di anni la situazione non è migliorata più di tanto. Nel 2007 il 48,2% della popolazione in età 25-64 anni poteva vantare solo una licenza di scuola media e nella coorte d’età 20-24 anni poco più del 75% ha conseguito una licenza media superiore, mentre poco più del 40% dei giovani si è iscritto all’università.

Tabella n° 2. Testi in prosa: percentuali per titolo di studio.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
Senza licenza 93,8% 4,5% 1,7% /
Licenza elementare 76,8% 19% 4,1% 0,1%
Licenza media 36,1% 39% 21,7% 3,3%
Diploma 10,4% 33,5% 41,2% 15%
Post diploma 7,1% 43,8% 38,3% 10,9%
Laurea 8,3% 25,2% 48,15% 17,85%

Fonte: Invalsi.

Tabella n° 3. Testi dei grafici: percentuali per titolo di studio.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
Senza licenza 94,6% 3,7% 1,7% /
Licenza elementare 75% 19,6% 5% 0,5%
Licenza media 38,8% 36,6% 21% 3,6%
Diploma 14,1% 37,3% 39,1% 9,5%
Post diploma 5,6% 33,4% 47,3% 13,6%
Laurea 9,5% 37,8% 38,1% 14,1%

Fonte: Invalsi.

Tabella n° 4. Testi dei calcoli, problemi, operazioni aritmetiche: percentuali per titolo di studio.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
Senza licenza 90,6% 7,7% 1,7% /
Licenza elementare 69,4% 20,7% 8,4% 1,5%
Licenza media 33,3% 38,6% 23,8% 4,3%
Diploma 10,4% 35,1% 39,2% 15,4%
Post diploma 7,4% 23,1% 58,6% 10,9%
Laurea 5,1% 25,2% 48,5% 21,2%

Fonte: Invalsi.

La variante età risultò essere un fattore determinante. Nel test dei testi in prosa le maggiori competenze alfabetiche si trovavano negli under 35, mentre i risultanti più deludenti appartenevano agli over 45. Gli over 55 erano concentrati quasi al 90% nei primi due livelli.

Tabella n°5 . Distribuzione dei rispondenti del test in prosa per classi d’età.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
16-25 15,4% 32,4% 37,6% 14,6%
26-35 21,9% 34,4% 32,3% 11,4%
36-45 32,2% 32,8% 28,2% 6,7%
46-55 46,9% 28,9% 20,3% 3,9%
56-65 63,5% 24,1% 10,5% 1,9%

Fonte: Invalsi.

Anche nei test dei grafici era presente un trend simile.

Tabella n° 6. Distribuzione dei rispondenti del test dei grafici per classi d’età.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
16-25 18,2% 35,5% 36,8% 9,6%
26-35 27,2% 32,8% 31,6% 8,4%
36-45 35,2% 33,9% 24,8% 6,0%
46-55 46,5% 30,5% 19,7% 3,3%
56-65 61,0% 27,2% 10,3% 1,5%

Fonte: Invalsi.

E lo stesso vale per l’ultimo test dedicato ai calcoli, ai problemi ed alle operazioni aritmetiche.

Tabella n° 7. Distribuzione dei rispondenti del test calcoli, problemi, operazioni aritmetiche.

1° livello 2° livello 3° livello 4°/5° livello
16-25 19,0% 34,1% 35,4% 11,4%
26-35 23,5% 30,2% 35,4% 10,9%
36-45 30,5% 31,3% 27,7% 10,6%
46-55 39,4% 32,0% 22,5% 6,2%
56-65 52,3% 29,5% 13,4% 4,8%

Fonte: Invalsi.

Complessivamente il 70-75% dei rispondenti della classe d’età 46-55 e più l’80-88% della classe d’età 56-65 si posizionava nei primi due livelli. La prestazione della classe più giovane, tuttavia, non era affatto esaltante e più del 50% dei rispondenti si fermava ai primi due livelli.

Mi è semblato di vedere un guaio

Con questi dati è scontato chiedersi come possa una cittadinanza deliberare su tematiche complesse quali l’organizzazione statale o l’economia. Al prossimo giro prenderemo in esame la ricerca successiva: la PIAAC.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 26 febbraio 2015 da in Uncategorized con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: