Charly's blog

La calata dei barbari: Salvini a Roma

Come interpretare la recente manifestazione tenutasi a Roma da parte di Salvini? I commenti al riguardo si sprecano specialmente sugli aspetti più folcloristici che si sono visti in piazza. Dai fascio nostalgici di Casa Pound, alle preoccupazioni infondate di possibili vandalismi, al numero non esaltante delle persone radunatisi in piazza. Senza poi dimenticare la contromanifestazione della sinistra radicale e le più o meno velate minacce volte a impedire l’evento [1]. Da parte degli stessi, ovviamente, che alcune settimane orsono proclamavano “Je suis Charlie”. Dissonanza cognitiva portami via….

L’uomo  che volle farsi Re

Al netto di quel che può sembrare e degli slogan adottati il vero avversario di Salvini è l’altro Mattero, Renzi. La vera montagna da scalare è solo una: il Silviosauro. I sondaggi sono impietosi e danno una FI prossima allo sfascio, mentre il desiderio di Nonno Silvio di rientrare in gioco è tanto velleitario quanto deprimente. È proprio triste vedere qualcuno che non ha ancora compreso che il suo tempo è finito.

Attualmente il centrodestra vede l’Ncd al Governo, FI ondivaga e la Lega e Fratelli d’Italia all’opposizione. In caso di nuova tornata elettorale FI non può tenere tutte queste forze nello stesso contenitore e sarà costretta a fare una scelta. La logica suggerisce di mollare l’evanescente Alfano per mettersi in casa la Lega in grande spolvero. Anche imbarcarsi Fratelli d’Italia non è un problema. Ma, come al solito, c’è un ma: la leadership. Salvini punta a guidare il centrodestra e all’interna della stessa FI domina il caos. La recente maretta di Fitto ne è una palese dimostrazione. Per Silvio il dilemma è scontato:

  • Abdicare e lasciare il posto a Salvini, scontentando i suoi;
  • Abdicare e lasciare il posto a qualcuno dei suoi con il rischio di perdere Salvini e di accontentarsi di Alfano;
  • Tenere le redini del gioco con il rischio di vedere FI esplodere catastroficamente e Salvini acquisire più consensi;

Sia come sia la quadra del gioco è piuttosto difficile da trovare e c’è la forte possibilità che il centrodestra si presenti diviso alla prossima tornata elettorale.

Tombini di ghisa!

Anche se Salvini sembra avere il vento in poppa non mancano neppure per lui le noie. La Lega sta tentando di percorrere la strada di Marine Le Pen normalizzando il partito e di sollevarsi dalla dimensione prettamente locale della formazione del fu Bossi. Al riguardo Salvini ha cambiato fortemente il registro lessicale mettendo da parte le critiche ai meridionali e puntando all’unità nazionale contro il nemico esterno. Si tratta della stessa logica all’opera ovunque in tutta Europa: globalizzati vs globalizzanti.

Il dilemma strategico di Salvini è che le dimensioni della Lega rimangono comunque limitate e che la prospettiva di prendere le redini del centrodestra in mano sono piuttosto ridotte. L’operazione di Salvini è spesso paragonata a quella di Renzi, ma il toscano si è limitato a scalare i vertici del partito mentre l’altro Matteo vorrebbe porre il suo partito a comando della coalizione. Ma è più probabile che il centrodestra si spacchi in due tronconi o che, con Salvini al comando, venga percepito come troppo estremista lasciando il centro a Renzi. E non dimentichiamo che Renzi potrebbe contare anche sullo spauracchio di “Salvini fascista” per compattare la sinistra radicale.

Che fare?

Stando così le cose il PD potrebbe vincere le elezioni più per inerzia che per altro. Si deve anche considerare che l’economia sembra essere tornata in stagnazione uscendo dalla recessione e riducendo l’attrito verso il Governo. Il bello del declino italiano è che è così morbido da non essere notato del tutto e permettendo alla popolazione di abituarsi calo del Pil senza colpo ferire.

Si deve ammettere che la politica italiana è incredibile. Fino al 2008 il centrodestra sembrava granitico e il centrosinistra era allo sfascio. Nell’arco di una legislatura la situazione si è invertita, così come si è invertita la base elettorale. Gli operai, i lavoratori, gli ultimi ormai guardano più a destra e la sinistra guarda più verso le forze internazionali impegnate nella globalizzazione. Insomma, il futuro ci riserva ancora molte sorprese.

[1] Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/28/sinistra-rischia-aiutare-salvini/1464666/.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 marzo 2015 da in politica con tag , , .
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