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Recensione romanzo: Fanteria dello Spazio, R.A. Heinlein

Fonte: Amazon.

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Destino curioso quello di Fanteria dello Spazio. Da un libro sostanzialmente militarista (a modo suo) venne tratta una versione cinematografica che sfotteva allegramente tutto l’armamentario ideologico del militarismo salvo poi essere, a sua volta, tacciata di militarismo!

Il libro

Pubblicato per la prima volta nel 1959 per mano del celebre scrittore di fantascienza R.A. Heinlein, il libro è il classico romanzo di formazione del giovane virgulto di turno. Il giovane Rico dopo avere concluso gli studi decide di non lavorare nell’azienda paterna, ma di servire sotto le armi. Nella Terra del futuro l’intero pianeta è sotto il comando di una dittatura militare imperfetta. Esiste una netta distinzione fra chi ha prestato il servizio militare per almeno due anni per conseguire la cittadinanza e chi no. I primi godono anche dei diritti politici, i secondi no. Ciononostante i non cittadini non subiscono danno dalla cosa e possono condurre senza patemi la loro vita.

A differenza dei regimi militaristi propriamente detti, il potere politico le prova tutte per scoraggiare l’arruolamento dei soldati. E una volta dentro si può rassegnare le dimissioni senza subire danno a parte la rinuncia definitiva della cittadinanza. In effetti più personaggi del libro sconsigliano l’arruolamento al giovane Rico argomentandone la totale inutilità.

Nel libro si narra il conflitto fra gli umani e una specie aliena conosciuta come gli aracnidi, ma non aspettatevi grandi battaglie. Il libro viene narrato in prima persona e descrive con cura l’addestramento nella fanteria spaziale lasciando sullo sfondo tutto il resto. In pratica Rico si ritrova a far parte di solo due azioni belliche nell’intero libro…

Il film

Uscito nel 1997 sotto la regia di Paul Verhoeven, la pellicola è soltanto un lontano parente del libro. Ecco alcune differenze:

  • Manca l’armatura robotizzata in dotazione alla Fanteria Spaziale;
  • Nel libro non c’è la propaganda, anzi, l’arruolamento è fortemente scoraggiato;
  • Nel libro non ci sono donne nella Fanteria Spaziale;
  • Differenze varie in situazioni, nomi e eventi;

A detta del regista stesso, il film non è altro che una parodia del militarismo. Osservando con attenzione i dettagli si può notare che i personaggi sono dei stereotipi ambulanti, i militari sono ottusi, la propaganda ridicola.

Un capolavoro? No

Torniamo al libro. Ben lungi dall’essere una riproposizione dei regimi totalitari, la fonte d’ispirazione è chiaramente il mondo classico. L’idea che si possa essere dei cittadini solo dopo aver appreso le virtù marziali è presa pari pari dall’antica Roma. Ovviamente si tratta soltanto di una storia: un simile sistema sociale nel mondo reale non può funzionare. Anche oggi possiamo assistere a una ridotta o nulla interferenza sulla vita civile ed economica da parte del potere politico. Come risultato le forze armate sono ai minimi storici e non sono in grado di condurre alcune settimane di operazioni belliche (come la Libia ha dimostrato). Ovviamente le sparate di Heinlein sulla scomparsa dei “vevi valovi” e del caos criminale non hanno il minimo fondamento storico. L’epoca meno violenta di tutti i tempi in Europa è quella attuale. Sì, proprio l’Europa nichilista, relativista, senza valori e tutte le sciocchezze del Papa precedente.

Al netto della base ideologica che può piacere o meno, i problemi del testo risiedono nella trama e nello stile di scrittura. Essendo narrato in prima persona più che una storia sembra avere a che fare con uno spiegone. Rico di azione ne vede poca, in compenso si sente in dovere di delucidare ogni singolo dettaglio a parte la lucidatura dei bottoni (cosa che comunque viene citata). In termini prettamente narrativi l’opera è obsoleta: sarebbe stato meglio scriverla a capitoli alternati. In quelli con il punto di vista in terza persona si può assistere al proseguire della trama con battaglie ed esperienze, in quelli dal punto di vista in prima persona si può seguire tramite i flashback l’evoluzione personale di Rico durante l’addestramento. Così facendo si potrebbe vedere un militare alle prese con le battaglie e poi il novellino diventare quel militare.

In definitiva, la lettura è stata piuttosto deludente. Al netto delle posizioni ideologiche, la scrittura è sciatta e di fatto non abbiamo a che fare con una storia propriamente detta. È una favoletta per ragazzini, né più né meno. Mi chiedo perché Heinlein abbia lasciato il servizio militare se gli piaceva così tanto essere insultato da qualche sergente con la terza media. E per carità di patria non trattiamo l’argomento su cosa serva per davvero alla cittadinanza: la conoscenza o i galloni sulle spalle?

Approfondimenti:

_ la versione cinematografica: http://www.everyeye.it/cinema/articoli/starship-troopers-fanteria-dello-spazio_recensione_24744;

_ Heinlein vs Haldeman: http://leganerd.com/2013/03/14/recensione-fanteria-dello-spazio-nella-guerra-eterna/;

Voto: 5,5. Un libro invecchiato male e famoso più per i fraintendimenti che per altro.

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2 commenti su “Recensione romanzo: Fanteria dello Spazio, R.A. Heinlein

  1. am
    5 aprile 2015

    uhi, però che astio per un’opera da adolescenti.
    per curiosità, a cappuccetto rosso che voto daresti?

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 marzo 2015 da in recensioni con tag , .
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