Charly's blog

Un milione di nuovi posti di lavoro! No, non è il Silviosauro, ma Poletti

Signori e signore, benvenuti nell’epoca del miracolo economico!

Quest’anno per le assunzioni “ci sono 1,9 miliardi di sgravi e questo potrebbe portare fino a un milione di posti di lavoro” che è un “numerone” ma “i primi sintomi ci sono”.

Sembrano le parole di Nonno Silvio durante la campagna elettorale del 2001 – ricordate il nuovo miracolo economico? Ecco, quella roba lì – ma in realtà sono le parole dell’attuale ministro Poletti [1].

La parola all’Istat

Abbastanza perfidamente l’Istat nel suo rapporto mensile sull’occupazione riporta una situazione leggermente differente [2]. Negli ultimi mesi ogni minima variazione positiva nel numero degli occupati è stata elevata a esempio della bontà dell’esecutivo Renzi, mentre i numeri negativi vengono simpaticamente ignorati. In realtà guardare le fluttuazioni nell’ordine di qualche decina di migliaia mese per mese non ha senso visto che si tratta soltanto del banale andamento di inserimenti o uscite dal lavoro. Sia come sia, l’Istat riporta che

Dopo la crescita del mese di dicembre e la sostanziale stabilità di gennaio, a febbraio 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,2% (-44 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a febbraio 2014, l’occupazione è cresciuta dello 0,4% (+93 mila) e il tasso di occupazione di 0,2 punti.

E allo stesso tempo:

I disoccupati aumentano su base mensile dello 0,7% (+23 mila). Dopo il forte calo registrato a dicembre, seguito da un’ulteriore diminuzione a gennaio, a febbraio il tasso di disoccupazione sale di 0,1 punti percentuali, tornando al 12,7%, lo stesso livello di dicembre e di 0,2 punti più elevato rispetto a febbraio 2014. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 2,1% (+67 mila).

Senza dimenticare che

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve incremento nell’ultimo mese (+0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei due mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36,0%, contro il 36,4% di febbraio 2014. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell’1,4% (-204 mila).

E se si considerano le medie mobili mensili, «Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo dicembre-febbraio l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,4 punti percentuali, in larga misura per la risalita del tasso di inattività (+0,3 punti)».

E per quanto riguarda i pargoli

Se si considera la disoccupazione giovanile – coorte d’età 15-24 anni – a febbraio 2015 gli occupati segnalano un calo rispetto a gennaio, a fronte di un aumento della disoccupazione e dell’inattività. Gli occupati 15-24enni diminuiscono del 3,8% rispetto al mese precedente (-34 mila) e il tasso di occupazione giovanile cala di 0,6 punti percentuali portandosi al 14,6%. Il numero di giovani disoccupati aumenta dell’1,7% su base mensile (+11 mila). Ma è bene ricordare che l’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,8%. E per concludere il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pari al 42,6%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. E a dispetto delle mille riforme del lavoro:

Il numero di giovani inattivi è in aumento dello 0,5% nel confronto mensile (+20 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni cresce di 0,4 punti percentuali, arrivando al 74,6%. In termini tendenziali, rispetto a febbraio 2014, si osserva la diminuzione del numero di giovani occupati (-4,4% pari a -40 mila), il calo anche del numero di disoccupati (-4,0% pari a -27 mila) a fronte di una crescita del numero di inattivi (+0,8 pari a +35 mila). Anche con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, si osserva il calo dell’occupazione e della disoccupazione giovanile e la crescita dell’inattività.

Ma….

Arrivati fin qui, allora, forse sarebbe meglio capire che le riforme del lavoro non producono lavoro, al massimo lo diluiscono (ad esempio incentivando il part time al posto del full time. Provate a dare un’occhiata ai dati Istat all’andamento della cosa nell’ultimo decennio). Ma non ditelo al piddino medio convinto delle incredibili virtù del Jobs Act:

 Edoardo Fanucci, Jobs Act

Che volete, leggere un report dell’Istat è faticoso. Lo stesso Poletti poi aggiunge un piccolo dettaglio chiarificante:

Potrei dire che me lo auguro perché noi abbiamo una previsione importante: parliamo di un milione di contratti nuovi o convertiti, quindi credo che sarebbe un grandissimo successo se si ottenesse questo obiettivo.

Un momento: qui si parla di contratti convertiti. Temo che non sia chiaro ai più, ma convertire le varie forme contrattuali esistenti con il nuovo contratto a tutele crescenti (che tale non è visto che si tratta solamente di una monetarizzazione crescente) non è affatto un sinonimo di aumento di occupazione. Gli occupati sono sempre quelli e cambia solo l’inquadramento contrattuale. Ma è tanto difficile da capire?

Approfondimenti:

_ le mille riforme del lavoro: https://nichilismomonamour.wordpress.com/2014/12/19/i-grafici-del-giorno-le-riforme-del-mercato-del-lavoro/;

_ Garanzia Giovani? E chi era costui? http://www.lavoce.info/archives/31068/garanzia-giovani-cronaca-fallimento-annunciato/;

[1] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/03/30/poletti-un-milione-di-posti-di-lavoro-un-numerone-ma-ci-sono-sintomi_ff96b1b2-646c-4c13-bebe-b24834dbf3ac.html.

[2] Cfr. http://www.istat.it/it/archivio/154260.

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7 commenti su “Un milione di nuovi posti di lavoro! No, non è il Silviosauro, ma Poletti

  1. FlavioTS
    3 aprile 2015

    Si preferisce vivere nell’illusione dei propri sogni :-/

    • Charly
      7 aprile 2015

      😀 Se non fosse che poi i sogni diventano incubi…

      • FlavioTS
        7 aprile 2015

        Probabilmente solo per alcuni che verranno zittiti con la forza. Di vere rivoluzioni in Italia non se ne sono mai viste.

      • Charly
        7 aprile 2015

        In effetti. Ma anche un’economia che cade a pezzi è un incubo.

      • FlavioTS
        7 aprile 2015

        Ma quale economia che cade a pezzi. Il comandante dice che grazie alle sue personali abilità siamo prossimi ad un boom economico. Ma a parte questo, è incredibile l’atmosfera calma in cui questo boom distruttivo sta per avvenire.

      • Charly
        8 aprile 2015

        La calma prima della tempesta?

      • FlavioTS
        8 aprile 2015

        un po’ quel tipo di calma, solo che non si riesce a capire se la tempesta sia la salvezza o il colpo finale.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 aprile 2015 da in economia con tag , , .
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