Charly's blog

Che fare con i cristiani perseguitati?

Lasciamo la parola al Papa attuale in merito alla persecuzioni a danno dei cristiani [1]:

«Loro sono i nostri martiri di oggi e sono tanti, possiamo dire che sono più numerosi che nei primi secoli» della Chiesa, ha detto nel Regina Coeli (che in questo tempo liturgico sostituisce l’Angelus, ndr), recitato dalla finestra dello studio su piazza San Pietro. E poi l’invito alla comunità internazionale affinché «non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari».

Stando a il Foglio si parlerebbe di 150 milioni di persone con tanto di 5 cristiani morti al minuto [2]. Veri o meno che siano questi numeri, si sprecano gli appelli in difesa dei martiri della fede nel nuovo millennio. Stranamente ci si dimentica sempre di un piccolo particolare

Che fare?

Partiamo dal presupposto che il resto della popolazione italiana, pur non conoscendo la differenza fra il Vangelo di Marco e quello di Giovanni, voglia correre in difesa dei confratelli. Solo un dettaglio: che si fa’? L’idea di combattere la violenza con la violenza si scontra con un’enormità di problemi. Tanto per cominciare si tratterebbe, virtualmente, di conquistare nuovamente il resto del mondo come ai tempi dei fu imperi coloniali europei. Per non lasciare delle falsi illusioni, al giorno d’oggi non abbiamo né le risorse né la volontà per cimentarci in una simile operazione. Senza dimenticare che le popolazioni locali non sarebbero affatto – giustamente – contente della cosa. Da un’operazione di salvataggio si passerebbe, quindi, a una lotta per la libertà e l’indipendenza. Sì, ma una lotta in cui i cattivi siete voi…

Una posizione più sofisticata la si può ritrovare in chi inneggia a non meglio precisate rivoluzioni culturali. Della serie di mettere l’accento sui “principi o sui valori europei”, difendere l’Occidente e andare dritti verso lo scontro di civiltà (magari leggerlo il libro, prima, male non fa’: qual è la sfumatura del termine inglese “clash”?). Bella lì, ma di fatto torniamo al punto di prima oppure sono solo chiacchiere. Si può fare? No.

Un sistema più pratico, in realtà, ci sarebbe e si tratterebbe di identificare bene i punti del problema. E riconoscere che

  • L’Europa di oggi è nata in contrapposizione con l’Europa cristiana e che quelli che noi definiamo come “i valori europei” sono stati ferocemente combattuti per secoli dai cristiani. Mai sentito parlare di Restaurazione? Giusto dal 1815 al 1848…
  • Il mondo islamico è in preda a una guerra civile: l’urto della modernità, baby;
  • Che l’intera questione islamica è sopravvalutata come poche (insieme alla minaccia cinese…);

Il mondo islamico campa sostanzialmente grazie al petrolio ma prima o poi la pacchia finirà. Se accetteranno la modernizzazione camperanno, sennò diverranno sempre più poveri e marginali. Dite che hanno il conforto del divino? Buon per loro, ma non mi pare che il divino sia molto utile per i cristiani perseguitati. La storia va’ avanti e chi non tiene il passo esce dal palcoscenico (come l’Italia).

Morire per la croce?

Un tempo c’era la locuzione “morire per Danzica” e a quanto pare al giorno d’oggi siamo arrivati a “morire per i cristiani nel mondo”. Nel mio caso la risposta è una pernacchia di dimensioni cosmiche, ma nulla vieta ai nostri provetti crociati di partire armi&bagagli per la Siria o giù di lì. D’altronde quanto costa un Ak 47? Duecento dollari? E, allora, che volete che sia. Buon viaggio, miei piccoli interventisti. Poi dalla prima fila contro gli straccioni del Califfato mandate un selfie, mi raccomando. Ma ho come l’impressione che ai nostri intellettuali conservative snob [3] sia più consona la posa del martire televisivo piuttosto che quella del combattente.

[1] Cfr. http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_06/regina-coeli-papa-francesco-vangelo-riparta-periferie-12dc2972-dc44-11e4-83c6-bcc83638beb8.shtml.

[2] Cfr. http://www.ilfoglio.it/articoli/2014/11/06/cristiani-perseguitati-nel-mondo-i-nazareni-bruciati-vivi___1-v-122606-rubriche_c193.htm.

[3] Magari al prossimo giro: radical chic vs conservative snob. Stay tuned.

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Un commento su “Che fare con i cristiani perseguitati?

  1. Raphael Pallavicini
    16 aprile 2015

    Sparte che quando stavano per catturarlo lui ha detto di metter via la spada perché chi mette mano alla spada morirà di spada, quindi chi vorrebbe sparare a quelli dell’Isis con un ak47 non è che dopo può bulgari di seguire le orme del sopra menzionato…
    Da parte mia credo che comincerò a valutare la possibilità di passare all’auto elettrica ed a investire in fotovoltaico, eolico e nucleare, insomma in tutta quella roba energetica che non passa dal petrolio e non li alimenta. Gli arabi non hanno gas (Libia a parte)… Strategia imperfetta ma è meglio di niente.
    Cordialità

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2015 da in religione con tag , .
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