Charly's blog

Radical chis vs conservative snob

Il termine radical chic venne introdotto in un celebre articolo scritto da Tom Wolfe nel 1970 che descriva una raccolta fondi per il gruppo rivoluzionario marxista-leninista le Pantere Nere [1]. E fin qui nulla da eccepire, se non fosse che l’evento era organizzato e patrocinato da Felicia Bernstein, moglie del compositore e direttore d’orchestra Leonard, e che il ricevimento si tenne nel loro attico a Park Avenue. Il significato originale del termine evidenziava l’ostentazione dettata solo per motivi di moda di idee radical di sinistra (per l’epoca) da parte di chi, invece, si trovava nelle alte sfere della società.

Ma in Italia…

Nel scenario politico italiano il termine è decisamente abusato e viene usualmente utilizzato come se fosse un insulto. Ma la definizione ha assunto anche una sfumatura leggermente differente rispetto a quella originale. Ancora una volta possiamo trovare il riferimento alle disponibilità economiche o all’estrazione sociale non congrua con le idee politiche professate – il celebre comunista in cachemire aka Bertinotti – ma è più comune trovare una certa dose di anti intellettualismo di fondo. Il radical chic è tale anche si limita a contrapporre un paio di dati statistici al populismo da bar dilagante in Italia nelle discussioni politiche o economiche.

D’altro canto anche i radical chic non scherzano. In termini di moda possiamo trovare:

  • Vestiti finto sciatti ma di marca;
  • Gusti bizzarri in termini di cibo e consumi culturali;
  • La mania per le cose “di nicchia”;
  • Il desiderio di distinguersi dalla massa e dalla moda, seguendo una moda di nicchia!

A differenza di quanto si possa comunemente pensare, l’attenzione dedicata ai più poveri e agli ultimi della terra è meno forte rispetto al passato. Il radical chic è più impegnato nelle rassegne cinematografiche delle pellicole alternative più che nell’attività di volontariato. Scava scava si tratta solo di superbia vestita di amore per i più poveri. E non si deve dimenticare che i radical chic sono in crisi e a rischio di salto evolutivo nel fighetto renziano: essere cool, competitivi, internascional e carini.

Non solo radical chic: non dimenticate i conservative snob

Ma se i radical chic hanno una connotazione tipicamente sinistrorsa, non disperate, abbiamo anche la variante conservatrice: si tratta dei conservative snob. Per quanto poco comuni per via dello strapotere intellettuale dei radical chic e del sostanziale semianalfabetismo di chi vota a destra, possiamo trovare parecchi esemplari di questa specie dalle parti de il Foglio o nei pochi centri culturali di destra in Italia tipo la Fondazione Magna Carta.

Cosa contraddistingue il nostro eroe conservative snob dal resto del genere umano? Non la moda e neppure i gusti alimentari, ma come con i radical chic abbiamo l’ostentazione di alcuni tratti culturali:

  • La fissa con tradizioni, radici e vecchiume varie dimenticate colpevolmente dai moderni che sono brutti sporchi&cattivi;
  • L’amore per gli antenati e per il nonno del nonno del nonno;
  • La posa di martiri della libertà vittime di ostracismo e persecuzioni. D’altronde sarà il motivo per il quale scrivono sui giornali, pubblicano libri o sermoneggiano in televisione;
  • Un sostanziale spirito da bastian contrario che spinge a criticare tutto quello che viene percepito come moderno anche contro l’evidenza;

Un classico esempio è Giuliano Ferrara, ma possiamo anche citare fra gli altri Marcello Veneziani e Camillo Langone. Una particolare sottovariante è il cattocosismo alla Langone, ma non è un requisito stringente.

Sul piano pratico si deve notare che l’amore per le tradizioni e le radici si scontra con il fatto che in 9 casi su 10 si tratta di un passato fantasioso. Basta aprire un libro di storia per scoprire che tutti gli elementi che oggi definiamo come occidentali erano fortemente criticati da parte delle società dominate da conti e duchi. In alcuni casi questi elementi vengono parzialmente raccolti – la critica di Veneziani all’economia capitalista – in altri vengono maggiormente sfruttati – il cattocosismo di Langone – ma talvolta la dissonanza cognitiva non viene minimamente colta, specie dai presunti difensori della democrazia liberale. Curiosamente non si avvedono che i loro amati antenati con il liberalismo e con altre idee si pulivano determinate parti del corpo.

Un’altra caratteristica del conservative snob è l’ostentazione di presunti valori e principi non negoziabili, mentre il resto del mondo sarebbe nichilista e relativista. L’idea che qualcuno possa semplicemente avere un sistema valoriale differente, povera stellina, non lo sfiora neppure. Il Papa precedente ne era una comica caricatura.

E quindi?

Arrivati fin qui si potrebbe liquidare il tutto con un “chissenefrega”. Se al vecchio di turno piacciono tanto gli antenati che volete che ce ne possa importare, così come tutto questo interesse per il cinema di nicchia è decisamente esagerato. Ma si dovrebbero considerare due piccoli elementi. Nel primo caso il principio di superiorità ostentato sia dai radical chic sia dai conservative snob che li porta a definirsi non come una delle tante posizioni politico culturali, ma come l’unica corretta. Da qui discende il secondo: i nostri eroi vogliono imporre la loro spazzatura al prossimo. E qui non si ride più

Approfondimenti:

_ Una disamina: http://www.ilpost.it/2014/08/29/radical-chic/;

_ Orgoglio radical chic: http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2012/04/10/news/ebbene-si-siamo-radical-chic-1.42065.

[1] Cfr. http://nymag.com/news/features/46170/.

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Un commento su “Radical chis vs conservative snob

  1. Raphael Pallavicini
    16 aprile 2015

    L’ha ribloggato su Buseca ن!e ha commentato:
    Sarà forse perché radical chic e conservative snob sono simmetrici e complementari che mi stanno antipatici entrambi. Perché si i sinistvi con la evve moscia mi urtano ma mi urtano anche i cosiddetti Alfieri delle tradizioni perché spessissimo la difesa èmotivata solo ad uso e consumo del proprio personale tornaconto e portafogli

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 aprile 2015 da in cultura con tag , .
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