Charly's blog

La narrazione politica del giorno: la riforma della Scuola e i docenti fannulloni

Questo articolo comparso su Roars mi permette di trattare la narrazione politica relativa alla riforma della scuola denominata, guarda caso, Buona Scuola [1]. L’autore lamenta che

In cambio, al suo posto, è stato pubblicato un articolo-appello a non scioperare che imputa allo sciopero il rigetto del tema del MERITO – insomma una predica sull’importanza del merito. Il “bello” è che l’autore della predica è persona che ha millantato due lauree e un master di economia mai conseguiti, e altre titoli di “merito” inesistenti. Se, per fare una predica sul merito, si ha bisogno di rivolgersi a una simile “autorità” vuol dire che il grado di insensibilità etica ha raggiunto livelli impensabili.

Ha ragione, ma c’è persino di peggio…

I docenti? Tutti fannulloni

L’autore dell’articolo-appello sul merito, ovviamente, è il già noto Oscar Giannino [2]. La litania è la solita, si parte dal merito

A parte questo, cari docenti, voi siete veramente convinti che una scuola migliore sia quella in cui tutti voi siete uguali, perché una valutazione seria affidata a terzi del vostro merito professionale e dei risultati ottenuti sarebbe una violazione della Costituzione? Pensate davvero che in uno Stato dalle finanza pubbliche esauste e a tassazione altissima, sia sbagliato prevedere agevolazioni fiscali ai privati che intendano scommettere proprie risorse sul miglioramento della scuola?

E si finisce sulla promozione dei migliori:

Siete davvero persuasi che occuparsi dei “meno fortunati” non lasciando nessuno indietro, sia antitetico e non contestuale al promuovere invece i migliori, sia tra gli studenti sia tra i docenti, offrendo loro migliori premi e migliori garanzie di scavalcare in carriera e retribuzione chi ha minori meriti? In che cosa, di grazia, i due obiettivi dovrebbero essere confliggenti, quando sono praticati con successo da decine di sistemi pubblici dell’istruzione dal Giappone alla Germania, dal Sud Corea alla Francia?

L’usuale solfa della scuola del merito. Per gli amanti della precisione sono sufficienti i simpatici tweet di Rondolino:

 Rondolino e scuola

Rondolino insegnanti

Rondolino e riforma

Rondolino docenti

Rondolino riforma scuola

La carica dei fantastici quattro

Avete notato qualcosa di strano? Della serie che non si entra mai nel merito della legge? In compenso possiamo ritrovare i nostri vecchi amici:

Fra le pieghe dello storytelling abbiamo il prode rottamatore di Firenze che si scontra contro le forze conservatrici della scuola: i sindacati, i docenti, i bidelli, gli studenti. Senza dimenticare anche le lavagne al muro, immagino. Ogni critica o sciopero viene così letto come un successo della riforma: se si opera bene i parassiti si lamentano.

Il frame dominante è che chi si oppone alla riforma è un parassita che non vuole farsi giudicare e a nulla servono tutti i rilievi del caso sulla stupidità dei test. E poi il sempiterno frame del “merito”, la meritocrazia, eccetera. Discussioni in merito? Nessuna. Ma tanti frame, tante emozioni e svariati spin (i tweets di Rondolino). Il nome stesso della riforma, d’altronde, presuppone un frame: se ti opponi alla riforma della Scuola ti opponi alla Buona Scuola!

Mala tempora

Queste tecniche, ovviamente, non sono state spolverate giusto per la riforma della scuola. Nel recente passato abbiamo potuto assistere alla riforma dell’Art. 18 (a proposito: l’andamento della nuova occupazione dopo il Jobs Act? Appunto) o allo stucchevole teatrino dei “lavori che i giovani non vogliono più fare. In entrambi i casi non si discuteva l’argomento in questione ma si partiva da una posizione di valore: è giusto licenziare, giovani cattivi, docenti fannulloni.

Il motivo di un simile comportamento è ovvio e risiede nella scarsa qualità della cittadinanza italiana. In sintesi:

  • Quasi nessuno possiede le conoscenze specialistiche per comprendere l’argomento in questione;
  • Quasi nessuno ha il tempo per leggere le carte o gli studi in materia;
  • L’informazione è limitata al tg, un paio di pagine di giornale o qualche blog;

La politica, allora, si gioca sulla definizione di significato degli eventi più che sull’utilizzo del metodo scientifico o della mente illuministica. Non si discute per appurare la bontà o meno di una riforma, ma per far passare il significato voluto. Nel caso scolastico è facile notare come il gioco sia a senso unico e che non ci sia dall’altra parte nessuna risposta degna di nota. D’altronde i docenti non conoscono queste tecniche e non sono in grado di difendersi nel modo opportuno.

[1] Cfr. http://www.roars.it/online/la-buona-scuola-e-il-crollo-del-buonsenso/.

[2] Cfr. http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/sciopero_prof_dimentica_merito/notizie/1332258.shtml.

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2 commenti su “La narrazione politica del giorno: la riforma della Scuola e i docenti fannulloni

  1. Achille
    15 maggio 2015

    Ciao! Ho letto alcuni articoli di questo blog e quasi sempre saltano fuori spunti interessanti. Penso che terrò d’occhio quello che scrivi 😀

    • Charly
      16 maggio 2015

      Gracias!

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 15 maggio 2015 da in Uncategorized con tag , .
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