Charly's blog

Recensione film: L’uomo con i pugni di ferro

La Sinossi [1]:

A Jungle Village, in un’epoca imprecisata dell’antica Cina, un pacifico fabbro è costretto a fabbricare armi per i peggiori predoni della zona, cercando di raggranellare i soldi sufficienti per liberare la sua amata Lady Silk dalla cattività del bordello in cui lavora, The Pink Blossom. L’arrivo in città del mercenario inglese Knife coincide con una escalation di rese dei conti tra i diversi clan, che finirà per coinvolgere tragicamente anche il fabbro Thaddeus.

Se si leggono le recensioni su internet di questa pellicola si potrà trovare una stroncatura dietro l’altra. È innegabile, infatti, che il film diretto dal rapper americano RZA pecchi totalmente di originalità e presenti limiti tecnici di varia natura non solo sul piano della scrittura ma anche su quello della regia. Giusto all’inizio si assiste a un numero eccessivo di introduzioni di personaggi – con tanto di voce in sottofondo – tale da far perdere il conto e il ritmo. Non a caso il film decolla dopo i primi venti minuti. Ma, tuttavia, si tratta di un film divertente. Né più né meno: azione, sangue, un paio di dialoghi brillanti e una carrellata di personaggi sopra le righe.

Nel film vengono tratteggiati elementi quali la vendetta e l’amore tragico, ma a farla da padrone sono i combattimenti. Numerosi, coreografati, cafonal come pochi e sanguinolenti. Non mancano, però, vivaci scambi di battute fra Russel Crowe e i suoi interlocutori (che ricordano quelli di Sherlock Holmes anche per via dello stesso doppiatore), nonché alcuni personaggi intriganti come quello interpretato da Lucy Liu, la padrona di un bordello vagamente in stile burlesque, o da Bautista (una sorta di mercenario con un debole per i bambini). E poi abbiamo un misterioso serial killer che si firma con il mercurio, la classica dicotomia figlio buono vs figlio cattivo, il servitore fedele.

Sul piano delle tematiche troviamo un curioso connubio fra i film western e quelli del kung fu nonché fra il kitsch e lo stile orientale. E poi lame e proiettili, monaci buddhisti e prostitute. Quel che si dice un luna park per sfegatati del genere, con tanto di benedizione di Tarantino (ovvio punto di riferimento ma, ahinoi, piuttosto lontano).

Per concludere, non è certamente un film adatto per tutti i palati. Non è originale, non è profondo, è centrato sui combattimenti. Ma se amate il genere e se siete in cerca di un’ora e mezza di divertimento è una valida scelta.

Voto: 7. Da noleggio, per gli amanti del genere.

[1] Cfr. http://www.mymovies.it/film/2012/themanwiththeironfists/.

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18 maggio 2015 da in recensioni con tag .
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