Charly's blog

Elezioni regionali 2015: la nuova DC batte un colpo?

Come ogni tornata elettorale i commenti si sprecano. Al riguardo c’è chi commenta il risultato elettorale di 5-2 a favore del PD come un calo visto che fino a poco tempo fa si azzardava un 7-0, senza dimenticare i voti persi per strada. Sull’altro versante la Lega viene data in crescita e in procinto a scalare la vetta del Centrodestra.

L’Istituto Cattaneo ha rilasciato un’interessante analisi del voto [1] e direi di darci un’occhiata.

Il PD: il nuovo centro?

A dispetto del risultato netto, che sarebbe potuto essere un 6-1 in assenza dei pasticci in Liguria, il PD non sembra navigare in buone acque:

Il Partito democratico (Pd), ha perso oltre due milioni di voti rispetto al 2014, ossia alle elezioni più vicine nel tempo (-2.143.003), ma la riduzione è significativa anche rispetto al 2013 (-1.083.557).

Ma allo stesso tempo si ricorda che «questa diminuzione è anche attribuibile al calo generale del livello di partecipazione. I dati del 2015 vanno considerati in virtù di un livello di partecipazione che si è notevolmente contratto rispetto alle consultazioni precedenti». E:

In termini percentuali questo spostamento in valori assoluti si traduce in una contrazione del 50,2% rispetto alle scorse elezioni europee del maggio 2014 e del 33,8% rispetto alle consultazioni politiche del 2013. Dal punto di vista territoriale la riduzione del partito guidato da Matteo Renzi è stata significativa in tutto il territorio nazionale, ma accentuata soprattutto in Veneto (-65,8%), e in Liguria (-57,3%) e comparativamente meno sostenuta in Toscana (- 42,6%) rispetto alle europee del 2014.

Gli altri: gli anti sistema

Se Berlusconi piange per il Milan dovrebbe piangere ancora di più per FI:

Il risultato di Forza Italia alle regionali del 2015 segnala che la compagine guidata da Silvio Berlusconi ha complessivamente perso il 46,9% rispetto alle europee del 2014 e oltre i due terzi dei consensi avuti alle politiche del 2013 (-67,0%). In termini assoluti si tratta di valori eccezionali, posto che Forza Italia ha perso quasi 2 milioni di voti sul 2013 (-1.929.827) e quasi 1 milione rispetto al 2014 (-840.148). In questo quadro di generalizzata forte riduzione dei consensi, il partito di Berlusconi riesce a limitare le perdite soltanto in due contesti, la Campania e la Liguria. Come noto, nel primo caso il candidato era il presidente della Giunta uscente, nel secondo caso si trattava di un esponente azzurro di rilievo nazionale, a conferma che Forza Italia soffre l’assenza/debolezza di una leadership che ne è stata storicamente la guida.

In pratica FI è morta o giù di lì. La Lega, invece, viene data in grande spolvero. Al riguardo

La Lega Nord è l’unico grande partito che aumenta i propri consensi. Il partito guidato da Matteo Salvini ha ricevuto un numero di consensi pari a oltre il doppio di quelli delle elezioni politiche del 2013 (+109,4%) (+402.584). Similmente, se compariamo il dato del 2015 con quello delle europee del 2014 si evince una crescita in valori assoluti di quasi la metà (+50,0%) pari a oltre duecentomila unità (+256.803).

Non mancano i ma: «emergono variazioni tra le regioni considerate. La crescita maggiore si è avuta nelle regioni centrali (“rosse”), ossia le aree in cui in precedenza il partito era meno forte, al punto che in questa zona la LN nel 2015 ha raddoppiato (triplicato in Toscana e Umbria) i consensi delle europee.»

In termini politici «la Lega Nord è diventato il primo partito di quest’area politica (e della potenziale coalizione) in tutte le regioni in cui ha presentato una propria lista. La crescita in voti assoluti ha consentito al Carroccio di superare Forza Italia: nel 2015 il peso delle camicie verdi è doppio rispetto a quello delle camicie azzurre (67% vs 33%)».

Per quanto riguarda i Grillini «Il Movimento 5 stelle (M5s) ha ridotto i propri consensi di circa il 60% rispetto all’exploit delle politiche del 2013, ma anche rispetto alle europee del 2014 (-40,4%), quando già avevano fatto registrare un cospicuo arretramento. In valore assoluto questa variazione si traduce in una contrazione di voti pari a (-1.956.613) rispetto alle politiche e -893.541 rispetto alle europee».

Chi ha vinto e chi ha perso?

Quando si effettua una comparazione fra le tornate elettorali non si deve dimenticare che le politiche, le europee e le amministrative sono elezioni fra loro assai differenti. Specie in sede locale conta parecchio l’effettiva performance dell’amministrazione piuttosto che l’equilibrio politico generale. Ma si può in ogni caso dire due cose sul trend generale.

Il PD ha senza dubbio vinto le elezioni, ma è altrettanto evidente che non ha sfondato. L’astensione nasconde un gruppo elettorale piuttosto consistente orfano del Silviosauro che si aggira ancora senza aver trovato una casa dove accasarsi. Una vittoria per mancanza di avversari, ma sempre di vittoria si tratta.

Sul versante opposto FI è al collasso specie se si considera che l’astensione copre l’effettiva dimensione della Caporetto di NonnoSilvio. La Lega viene data in grande spolvero ma ancora una volta si è confermata una forza di dimensionale regionale. Si è allargata alle regioni del centro, una sorta di partito macroregionale, ma al Sud non esiste o quasi. Al di là di questo Salvini sembra poter giunger a un 10/5% come soglia massima di sviluppo, in particolar modo cannibalizzando i voti di Silvio il vecchio. Un numero di voti non sufficiente per poter sfidare Renzi, specie se in caso di campagna elettorale il rottamatore si gioca la carta del centro moderato contro l’estremismo.

Per quanto riguarda il M5S la solfa è sempre la solita. Il partito è in flessione, ma la dimensione locale non è mai stata la vera dimensione dei grillini. Ciononostante i grillini se la sono cavata bene, ma come al solito si deve evidenziare che il M5S può prendere il 10 o il 40% senza che la politica cambi più di tanto. Il M5S si  condanna da solo all’inutilità con il suo isolazionismo spinto.

20 anni buttati?

Nel complesso si profilano due sostanziali scenari politici:

  • Il PD come forza di centro e con la Lega/FI e il M5S come ali estreme escluse dall’attività di Governo;
  • Tripolarismo con forze politiche che si escludono a vicenda. Governabilità zero;

In pratica si prospetta un ritorno al centro bloccato della Prima Repubblica o lo spettro del non Governo. A questo punto è spontaneo chiedersi: a cosa sono serviti 20 anni della Seconda Repubblica se si torna alla Prima?

[1] Cfr. http://www.cattaneo.org/images/comunicati_stampa/Analisi_Istituto_Cattaneo_-_Regionali_2015_-_Chi_ha_vinto_chi_ha_perso_e_dove_1_giugno_2015.pdf.

Annunci

Un commento su “Elezioni regionali 2015: la nuova DC batte un colpo?

  1. noveatmosfere
    6 giugno 2015

    Ciao, vorremmo consigliarti il nostro articolo sulle regionai, e il nostro blog! Puoi leggere l’articolo qui: http://noveatmosfere.com/2015/06/03/renzi-grillo-salvini-faust/

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 giugno 2015 da in politica con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: