Charly's blog

Completare l’Unione Europea? (prima parte)

Fonte: esteri.it

Fonte: esteri.it

Vi invito a riflettere su queste parole di Sergio Romano [1]:

Una buona parte del nostro tempo è impiegata a inseguire il peccatore o il dissidente di turno per correggere i suoi errori, appagare le sue richieste o trattenerlo nella grande famiglia. È comprensibile. Vogliamo dimostrare al mondo e ai mercati che siamo in grado di preservare l’unità, vogliamo evitare che il fallimento di un negoziato susciti scetticismo e sfiducia nell’opinione pubblica europea e internazionale. Ma dovremmo avere compreso, ormai, che ogni negoziato, nella migliore delle ipotesi, è destinato a concludersi con un compromesso. Non sempre i compromessi sono utili e virtuosi. In molte circostanze convincono altri partner che ogni regola può essere tagliata, come un abito sul corpo del cliente.

Anche qui abbiamo il solito frame del “virtuoso riformatore vs peccaminoso non riformatore.” Manca solo il “pentitevi!” e la processione religiosa e siamo tornati al Medioevo.

La soluzione? Più regole!

La soluzione prospettata è assai semplice. Più integrazione:

Se non vogliamo che questo accada, è ora di cambiare strategia. Anziché corteggiare l’amico riluttante, è ora di dirgli con chiarezza che da questa crisi si esce soltanto con una maggiore integrazione. La cancelliera tedesca e il suo ministro delle Finanze lo hanno già lasciato intendere in alcune occasioni con cenni e proposte che meritavano maggiore attenzione. Il rapporto dei cinque presidenti contiene idee che possono disegnare una costruzione europea finalmente unitaria. Sarà allora più facile, tra l’altro, impostare una comune politica estera.

Più Europa, insomma. Certo, anche qui non è ben chiaro perché la crisi di un presunto peccatore ricada poi sulla testa degli altri paesi virtuosi e riformatori. E come al solito non si cita che i primi due paesi a entrare in crisi, la Spagna e l’Irlanda, sono anche i due paesi che venivano esaltati come modello economico vincente (il sorpasso del PIL spagnolo e la Tigre Celtica, per chi ha la memoria corta). Pazienza.

Più Europa e più integrazione, allora via chi non ci sta? Mica tanto:

Questo non significa che i Paesi dell’eurozona debbano necessariamente divorziare dagli altri membri dell’Unione. Quanto più decisamente avremo imboccato la strada dell’integrazione tanto più facile sarà concludere con gli altri partner accordi di comune interesse soprattutto in materia di mercato unico. Ma chi vorrà restare nell’Unione dovrà comprendere che possono farne parte soltanto coloro che condividono le sue ambizioni e i suoi ideali.

Detto anche salvare la capra e i cavoli…

Viva gli USE, gli Stati Uniti d’Europa!

Oltre a Romano non manca uno dei padri nobili della UE, Prodi [2]:

Perché manca una vera autorità europea. La Grecia è entrata nell’euro perché ha potuto ingannare vergognosamente sui dati reali della propria economia grazie al fatto che Francia, Germania e Italia avevano rifiutato il doveroso controllo europeo sui bilanci, magari affidato alla Corte dei conti. Se ci fosse stata una forte autorità federale, probabilmente Atene non sarebbe mai entrata nell’unione monetaria, o sarebbe entrata ad altre condizioni. Invece noi non abbiamo voluto un’autorità federale. Abbiamo delegato ogni potere ai leader nazionali, che sono ostaggi dei loro problemi di politica interna.

Anche qui rispetto delle regole! Strano, però, visto che la Spagna e l’Irlanda non avevano questi problemi e la Germania a sua volta le sfiora sul surplus commerciale…

La via, la verità e la luce, ovviamente, è l’unione federale:

Occorre creare una vera e forte autorità europea, che è stata continuamente messa in un angolo dai governi nazionali. Se l’Europa si vuole salvare deve reagire immediatamente dotandosi di una autentica autorità federale. Alla fine anche la Merkel lo ammette, quando afferma che l’Ue può vivere solo se si lavora insieme. E’ chiaro che, dopo il referendum, quale che sia il risultato, si deve fare un balzo in avanti. E non è solo la crisi greca che ce lo chiede. Guardi all’Ucraina, guardi all’immigrazione. L’Europa non riesce ad avere un ruolo autonomo e forte. Così non può continuare. Questo secolo sta distruggendo il più bel progetto che era sbocciato dalle macerie del secolo precedente. Dobbiamo impedirlo.

Ma è davvero possibile realizzare l’USE? [Continua…]

Approfondimenti:

_ Cermania uber alles: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-19/la-germania-esporta-go-go-e-viola-8-anni-trattati-europei-se-non-cambia-rotta-sara-l-eutanasia-dell-euro-102152.shtml?uuid=ABRJb8fC.

[1] Cfr. http://www.corriere.it/opinioni/15_giugno_23/europa-intergrazione-editoriale-sergio-romano-cb6634a8-1969-11e5-9779-e399e180b2ac.shtml.

[2] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2015/07/02/news/romano_prodi_atene_non_uscira_dall_euro_ma_senza_autorita_federale_sara_proprio_l_unione_a_fallire_-118145784/.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 luglio 2015 da in politica con tag , , .
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