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Italia cattolica e romana: il frame di tipo platonico/strutturalista

Qualche tempo fa gli intellettualoni di Forza Nuova hanno avuto la brillante idea di titolare una manifestazione in questo modo [1]:

L’ Italia è nata cattolica e romana, non morirà gay e musulmana.

Si tratta di un classico slogan identitario estremamente diffuso anche in altri ambiti – si pensi al dibattito sulle radici identitarie – che però risulta assai deficitario in termini sociologici e storici. Vediamo perché.

La teoria: da Platone allo strutturalismo

Una rapida reminescenza scolastica ci permette di localizzare il primo elemento sottinteso dallo slogan: le idee platoniche. Anche qui abbiamo l’idea dell’Italia – cattolica e romana –  che discende dall’Iperuranio al mondo materiale plasmando la materia, in questo caso gli italiani. Essere italiano, quindi, è un conformarsi all’idea d’Italia che gironzola per l’Iperuranio e non un atto di scelta o un processo interattivo fra l’alto e il basso. Ovviamente non è ben chiaro da dove arrivi questa idea d’Italia, chi l’abbia creata e se rimane fissa col passare del tempo. Dettagli, che volete.

Un secondo contributo teorico viene dallo strutturalismo di matrice sociologica. Abbiamo ancora una volta la struttura “Italia” che forma e plasma i propri membri senza che quest’ultimi abbiano la possibilità di modificare la struttura. Se l’Italia è x e y, allora, non si può scegliere z perché altrimenti ci troveremmo di fronte la perdita d’identità, il relativismo e tutto il corollario di sciocchezze degli spaghettiteocon alla Ratzinger. Il discorso è valido anche nel caso delle idee platoniche: l’idea è l’idea e non la si può cambiare. In pratica è un modello superfisso di evoluzione bioculturale che sfocia apertamente nel razzismo. Se un tempo il razzismo era di matrice biologica – sei nero e quindi inferiore – oggi è di matrice bioculturale: sei nato x e sarai x. Le identità non possono essere scelte o plasmate, ma si nasce e si muore così. In pratica vuol dire essere marchiati a vita in base a quale vagina e a quale latitudine si esce con tanti saluti alla libertà di scelta.

La pratica: Ignoro ergo catholicus sum

 I cattolici sono parecchio curiosi dato che difendono la croce senza aver mai letto il Vangelo [2]. Complessivamente «il 76% degli italiani si dichiara “credente”, mentre gli “atei” e i “non credenti” sono il 15%; gli “agnostici” e coloro che si dichiarano “alla ricerca della fede” sono rispettivamente il 4 e il 5%». Quanto basta per aspettarsi un’ampia e diffusa conoscenza della teologia cattolica, nonché un’attiva partecipazione alla vita della comunità religiosa? No, anzi. In realtà «i “fedelissimi” che partecipano a incontri religiosi tutti giorni o comunque più volte alla settimana sono l’11%; i “fedeli” che si limitano a una partecipazione settimanale salgono al 24%: gli “occasionali” che entrano in un locale di culto solo qualche volta durante l’anno sono il 18%; i “distaccati” che partecipano solo a battesimi, matrimoni e funerali salgono al 27%». E non è finita qui: «ancor meno dei “fedelissimi” e dei “fedeli” alle cerimonie religiose (messe, culti, meditazioni, sermoni, adunanze, preghiere…) che in totale costituiscono il 35% del campione, coloro che leggono la Bibbia individualmente: il 29%».

Più popolare «la pratica della preghiera individuale, distinta cioè da quella comunitaria che si svolge nel quadro del culto: pregano “da soli” il 74% degli italiani e il 38% lo fa tutti i giorni o quasi; il 12% “più volte alla settimana”: sommate queste due percentuali danno un 50% secco che costituisce un dato di rilievo. Coloro che pregano si rivolgono a Dio (47%), alla Madonna (31%), a Gesù (21%), ai santi (12%), ai defunti (10%), a un non meglio precisato “altro” (4%)». Il che è una cosa bellissima se solo si sapesse che cosa si sta pregando. Anche se è elevata «la percentuale degli italiani che hanno avuto un’educazione religiosa in famiglia o tramite la parrocchia: il 91% del campione, l’89% del quale specificatamente cattolica. Appena più basso il numero di coloro che hanno frequentato l’ora di religione: l’88% per l’intero ciclo scolastico; il 5% solo per qualche anno», i risultati sono scadenti per usare un eufemismo. Se si considerano le conoscenze in ambito religioso, «il 27% del campione ritiene corretto affermare che “I Vangeli e la Bibbia sono la stessa cosa”; il 26% che “la Bibbia è stata scritta da Mosè” e il 20% che la Bibbia è stata scritta da Gesù. Per il 15% degli intervistati, infine, “la Bibbia degli ebrei e quella dei cristiani non hanno niente in comune”. “Chi sono i 4 evangelisti”? Risponde correttamente solo il 30%. E “chi ha dettato i dieci comandamenti”? Dio, certo, ma solo per il 49% perché la metà e più degli italiani si perdono in risposte quali “Mosè” (22%), Gesù (9%) o, semplicemente, non sanno rispondere (18%).Se la Bibbia è poco letta e conosciuto, il Catechismo cattolico risulta ancora più ignoto: soltanto il 17%,2 degli intervistati sa citare le “virtù teologali”, percentuale che sale tra i praticanti (24,7) ma che scende inesorabilmente tra i non praticanti (12,3%)»

L’ignoranza arriva, ovviamente, anche sulle altre religioni: «meno della metà degli italiani (il 41%) sa dire chi ha iniziato la Riforma protestante, solo il 37% sa che la Regina Elisabetta è anglicana e coloro che riconoscono in Primo levi uno scrittore ebreo non superano il 38% del campione». Non male per chi si proclama di essere cattolico e romano per nascita o per razza. Viene da chiedersi che cosa voglia dire per lorsignori l’essere cattolici. A parte brandire il crocefisso per sparare sui profughi in nome dell’amore cristiano, ovviamente.

La pratica: la storia millenaria d’Italia

Per quanto riguarda la storia millenaria c’è poco da dire. Dal 753 a.C. in poi nel territorio che oggi viene definito “Italia” abbiamo avuto le più disparate organizzazioni politiche, sociali e linguistiche. Soltanto ai tempi della Pace di Lodi la situazione era la seguente:

Fonte: Treccani.

Fonte: Treccani.

L’Italiano di oggi non ha niente da spartire con quello di ieri né per usi né per costumi. Non si capisce, fra l’altro, perché chi è nato oggi debba guardare a ieri: dobbiamo abbandonare un modello economico post industriale e tornare al feudalesimo? Addio democrazia rappresentativa è lunga vita al Pater Familias? E che dire delle scarpe da ginnastica? Torniamo alle caligae? Direi di no visto che gli identitari contemporanei prendono l’oggi e lo rivestono di presunte legittimazioni identitarie selezionando cose a caso dal passato. Fino ad arrivare al paradosso di difendere elementi tutti contemporanei come la parità di genere, i diritti umani e la morale di stampo liberale e spacciarli per conquiste storiche. Falso, visto che il cattolicesimo ha combattuto strenuamente con elementi quali la separazione fra lo Stato e la chiesa e la parità di genere la si è ottenuta poche generazioni orsono. Chi critica i paesi del terzo mondo dimentica la condizione femminile nell’Italia degli anni ‘50. Mai sentito parlare del matrimonio riparatore dopo uno stupro?

La croce e la mezzaluna: due pesi e due misure

Il razzismo identitario presenta alcuni attimi di comicità involontaria. Prendiamo l’integralismo islamico: che cosa ci dice il nostro amico razzista? Che gli islamici sono tali per razza per cultura e che l’Islam è una religione violenta per via di alcuni passi del Corano. Il nostro amico identitario, ovviamente, da bravo ignorante qual è non sa che la stessa spazzatura la si può trovare anche nella Bibbia, ma per saperlo bisogna leggerla la suddetta Bibbia. Ma le statistiche sulla conoscenza religiosa le abbiamo viste prima…

Allo stesso tempo l’identitario omette il fatto che anche la croce è lorda di sangue. Ma qui scatta l’eccezione e nessuno si sogna di dire che i cristiani sono violenti in quanto razza cultura cristiana. Fra l’altro il mondo Occidentale contemporaneo non è tale per via dei 2.000 anni di storia del cristianesimo, ma proprio per aver rinnegato quei 2.000 anni di storia. Al riguardo basta fare una comparazione fra la società dell’Ancien Regime e l’Italia di oggi.

E si deve notare, infine, che chi ragiona come i nostri amici identitari sono proprio gli integralisti islamici. Anche qui abbiamo la comunità dei fedeli fissa e immutabile nel tempo e chi osa cambiare o scegliere in una maniera differente diventa un corrotto traditore, un infedele. La cosa comune, allora, fra gli identitari con la croce e quelli con la mezzaluna? Leggere pochi libri, temo. Oltre alla stupidità, s’intende.

Identità per razza

Il razzismo identitario è seducente, comodo proprio perché tramite un paio di etichette arbitrarie si può semplificare il mondo geopolitico contemporaneo. È più facile starnazzare sulla jihad piuttosto che rendersi conto che la Turchia, l’Iran e l’Arabia Saudita sono alle prese con la classica lotta per il potere degli Stati nazioni piuttosto che fare causa comune per conquistare Vienna (?). Eliminando dall’equazione, poi, la variabilità bioculturale in termini geografici e cronali si semplifica ancor di più il quadro in questione. Certo, fino a quando qualcuno non viene a dirti che in  quanto italiano sei mafioso, corrotto e mangiaspaghetti. Ma non è razzismo, no, è solo la tua cultura superfissa scelta per te. O, meglio ancora, chi identifica il nazismo con una peculiarità culturale tedesca. Perché, si sa, i costrutti biculturali non variano con il variare delle coordinate spaziali e geografiche, no no. Ma per saperlo bisogna leggerlo un libro e sei i nostri amici romani e cattolici non leggono neppure la Bibbia quante possibilità ci sono che leggano qualcosa in generale?

Approfondimenti:

_ strutturalismo, prima lezione: http://sociopedia.altervista.org/Teorie/Strutturalismo.

_ Clash di civiltà? Sì, ma è un’altra cosa del tutto differente da quanto comunemente si pensi: http://www.juragentium.org/books/it/huntingt.htm.

_ Italia, paese da 3° mondo: https://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Viola.

[1] Cfr. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/09/scelta-di-civilta-ma-non-coincida-col.html.

[2] Cfr. http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=1696.

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10 commenti su “Italia cattolica e romana: il frame di tipo platonico/strutturalista

  1. magiupa
    19 luglio 2015

    bello però “Fra l’altro il mondo Occidentale contemporaneo non è tale per via dei 2.000 anni di storia del cristianesimo, ma proprio per aver rinnegato quei 2.000 anni di storia.” questa frase è fuori luogo.
    Detto così sembra che all’improvviso da un giorno con l’altro sia comparso l’occidentale contemporaneo,scusa ma quei 2000 anno gli sono proprio serviti,e da rinnegare in un percorso nn c’è proprio nulla,si sbaglia,si cresce…o si dovrebbe.

    • Charly
      19 luglio 2015

      Il mondo contemporaneo è di fatto del tutto scristianizzato. Gli elementi che definiamo come occidentali sono in realtà figli della modernità: scienza, democrazia, capitalismo, edonismo, relativismo culturale, eccetera. Roba che non trovi nel Vangelo e non a caso la Chiesa li ha combattuti fino alla sconfitta finale. Proprio Huntington descrive nel suo celebre “Lo scontro delle civiltà” che modernità e occidentale non sono affatto sinonimi, anzi: la modernità ha fagocitato enormi settori di quello che un tempo era l’Occidente. Pensa all’Ancien Regime o alla società di tipo feudale. Ovviamente è stato un percorso lungo che è durato 5 secoli ma ora è ormai concluso. Quanto al dopo: boh?

      • magiupa
        20 luglio 2015

        ribadisco che nn c’è nulla da rinnegare,tant’è che chi rinnega sono quelli che si riferiscono ad un passato mistico ideale dal quale ogni giorno ci allontaniamo.
        io sono un occidentale,forse nn sono moderno,ma dico,in fondo, chi se ne frega.
        Moderno è una definizione che usata come categoria parlando di culture e civiltà esprime un bel non sense.

      • Charly
        21 luglio 2015

        Parto dal presupposto che l’uomo medievale cercava la Civitate Dei, quello contemporaneo la casa al mare.

      • magiupa
        22 luglio 2015

        l’uomo del medioevo cercava la pagnotta,qualcuno fortunato si dilettava con la città di Dio,e cmq in quei 2000 anni mica solo il medioevo c’è stato.
        è stato un percorso lungo.violento ,faticoso,vergognoso anche,e costellato di passi indietro…ma c’è stato,continuo a pensare che nn c’è nulla da rinnegare.

      • Charly
        22 luglio 2015

        Guarda che non è un rinnegare nel senso di “brutto, pussa via”, ma nel senso di “checcefrega”. Non è che il Medioevo sia stato bello o brutto, è che ormai si vive allegramente come se non ci fosse Cristo, parafrasando il detto.

  2. Rettiliano Verace
    19 luglio 2015

    Ottimo articolo, anche se c’è qualche imprecisione.

    In primis, il fatto che il cristiano medio cada alla seconda domanda sulla dottrina cristiana è una cosa risaputa, ma tale fenomeno è comune anche tra i maomettani. La maggioranza dei maomettani non conosce l’Arabo e recita le preghiere a memoria senza saperle. Molti di loro rimangono sinceramente stupiti quando provano ad aprire il Corano.

    Secondo, mentre entrambi i testi sacri sono pieni di passi violenti e intolleranti, oltre che stupidi e illogici, la bibbia non viene presa come fondamento per nessun sistema legale moderno, mentre ci sono molti regimi che prendono dichiaratamente il corano come base per i loro sistemi legali. Tale differenza è importantissima, fondamentale. Il fatto che ci sia un libro che dica di decapitare, violentare, rapinare e imbrogliare delle persone non è un problema. Il fatto che tale libro venga preso come base per un sistema legale è un problema.

    Terzo, sembri dimenticare che mentre il mondo occidentale ha avuto illuminismo, riforme e lotte tra lo stato secolare e la Chiesa, il mondo islamico non ha avuto nessuna di queste cose. Quelli che hanno tentato di riformare l’Islam sono finiti assassinati, oppure hanno trascinato i loro paesi in dittature militari.

    Saluti da un identitario non bigotto e non ignorante. La maggior parte degli identitari che conosco mi fanno vergognare di essere italiano.

    • Charly
      19 luglio 2015

      Ma il fatto che non si abbia avuto finora il fenomeno x non vuol dire che non lo si possa avere prima o poi.

      • Rettiliano Verace
        20 luglio 2015

        Ti riferisci alla riforma dell’Islam? Le probabilità sono basse…

      • Charly
        21 luglio 2015

        Tutto è possibile nella vita, come una vittoria della Serie A da parte del Milan 😀

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2015 da in cultura con tag , , , , , .
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