Charly's blog

Il Regno Unito e i migranti: come si dice volere la botte piena e la moglie ubriaca in inglese?

Fonte: Telegraph.

Fonte: Telegraph.

Cameron qualche tempo fa ebbe un’idea geniale [1]: «I Tory hanno appena sofferto due ‘defezioni’ importanti di parlamentari passati dall’altra parte e il primo ministro britannico David Cameron ha il terrore che per le elezioni del 2015 il partito anti-Ue si avvicini troppo. Per superarlo a destra potrebbe fare una scelta estrema, come presentare un piano per limitare l’ingresso di lavoratori provenienti da altri Paesi dell’Unione, di fatto violando il principio della “libertà di movimento” degli europei». Insomma, l’Inghilterra agli inglesi (ma non la Scozia agli scozzesi o l’Irlanda agli irlandesi, a quanto pare).

++ Vado matto per i piani ben riusciti ++

Non si può non ammettere che Cameron non abbia le idee chiare, anzi, chiarissime. Basta immigrati, europei compresi! Ecco il piano del nostro [2]:

  • So first: dealing with those who shouldn’t be here. That starts with making Britain a less attractive place to come and work illegally. The truth is it has been too easy to work illegally and employ illegal workers here.
  • Secondly, we will reform our immigration and labour market rules – reducing the demand for skilled workers, and cracking down on those who exploit low-skilled workers. That starts with training our own people.
  • Let me be clear: none of these measures will stop us from rolling out the red carpet for the brightest and the best: the talented workers and brilliant students who are going to help Britain succeed – as I’ve said before: no cap on the number of overseas students who come and study at our universities.

Con il risultato che «In fact, it’s not just students coming here who need to speak our language – it’s everyone who works in our public sector. In our manifesto we said we’d make sure those who deal with the public will speak our language – and our Immigration Bill will deliver on that too. So that’s our stronger approach: filling the shortages with our own workers, stopping the exploitation of migrants that can push down wages and making sure that, through it all, we remain open to the world’s best talent». Ma sia ben chiaro che «I support free movement. It allows over 1.3 million Brits to live abroad; our students to study at great European universities; our business people to tap into new markets; our pensioners to retire to their place in the sun and it allows Europeans to come here – working in our NHS; teaching in our schools; setting up businesses and creating jobs». Con tanto di slogan [3]:

We would like to see net immigration in the tens of thousands rather than the hundreds of thousands. I don’t think that’s unrealistic.

++ E infatti gli immigrati scomparvero! No ++

Ripeto, le idee sono chiarissime: «Britain is one of the most successful multiracial democracies in the world. I am so proud of that. But to sustain that success, immigration needs to be controlled. After all, that was the clear instruction at the election.With this Immigration Bill, with these other measures, with our EU renegotiations, and with a fully conservative government, we will do just that». Detto in termini più semplici, Cameron vuole prima gli inglesi e poi gli altri. Gli altri che, però, sono dei super geni che occupano delle posizioni lavorative che rimangono scoperte. E per tutto il resto? La mitica formazione professionale che ultimamente rincretinisce conservatori e/o liberali. D’altronde non ci vogliono 5 o 6 anni per formare un medio o un ingegnere, bastano 3 mesi di corso…

E infatti i risultati non sono mancati [4]: «Mai così tanti immigrati in Gran Bretagna. L’ufficio nazionale di statistica di Sua Maestà ha ufficializzato da poco i dati aggiornati: nell’ ultimo anno, fino a marzo 2015, in 330 mila hanno scelto di spostarsi oltre la Manica. Lo stacco è forte: sono 94 mila le presenze in più rispetto al periodo precedente, con gli italiani in forte aumento: i connazionali che si sono registrati ai servizi di previdenza sono 57.600». In pratica l’unico risultato raggiunto è la lamentela [5]: «The immigration minister, James Brokenshire, said the figures showing net migration 220,000 higher than the government’s 100,000 target – and rising – were “deeply disappointing”». Non male per il celebre pragmatismo britannico.

++ Libero mercato, questo sconosciuto ++

Cameron non è solo nelle sue elucubrazioni sull’immigrazione. Secondo l’equivalente britannico del Ministro deli Interni Theresa May «Reducing net EU migration need not mean undermining the principle of free movement. When it was first enshrined, free movement meant the freedom to move to a job, not the freedom to cross borders to look for work or claim benefits». Il problema non sono gli immigrati extra UE, ma la «net migration from the EU»: «While net migration from outside the EU is 10% lower than it was in 2010, net migration from within the EU has more than doubled». E «That is why this government’s renegotiation of Britain’s relationship with the EU is so important». Ricordando però che  «A third of Portugal’s qualified nurses have migrated; 20% of the Czech Republic’s medical graduates leave as soon as they qualify; nearly 500 doctors are leaving Bulgaria every year». Niente di sorprendente, avevamo già avuto modo di vedere i danni della mobilità delle persone sia sul piano economico sia su quello culturale.

Fin qui tutto bene ma forse si tratta di ricordare ancora una volta i tre pilastri del libero mercato:

  • Libera circolazione di merci;
  • Libera circolazione di capitali;
  • Libera circolazione di forza lavoro, ché chiamarle persone pareva brutto;

I tre pilastri sono fra loro collegati: gli effetti della competizione fanno sì che determinate aree abbiano successo con una conseguente domanda di manodopera aggiuntiva, alter invece non hanno successo e perdono il capitale umano tramite la migrazione. Gli inglesi vogliono selezionare i migranti? Liberissimi, ma non vedo perché non si possa fare lo stesso con le merci e i capitali inglesi. L’immigrazione senza freni è un disastro? E allora cosa dire dell’invasione senza freni dei prodotti esteri o dei disastri finanziari creati dalla circolazione dei capitali? A meno che i british maestrini del liberalismo non vogliano fare i loro porci comodi, s’intende.

Approfondimenti:

_ studiare in UK? Sgancia il contante e poi levati dale palle: http://www.express.co.uk/news/politics/548184/Theresa-May-send-home-foreign-students-after-study-Tories-toughen-up-on-immigration.

_ scrocconi del welfare? http://www.theguardian.com/uk-news/2015/jan/19/-sp-thousands-britons-claim-benefits-eu.

[1] Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2014/10/19/news/cameron_immigrazione_ue-98501679/.

[2] Cfr. https://www.gov.uk/government/speeches/pm-speech-on-immigration.

[3] Cfr. http://www.telegraph.co.uk/news/politics/6961675/David-Cameron-net-immigration-will-be-capped-at-tens-of-thousands.html.

[4] Cfr. http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/siamo-tutti-migranti-nell-ultimo-anno-sempre-pi-italiani-37-sono-107589.htm.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 settembre 2015 da in economia con tag , , , .
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