Charly's blog

Spin in corso: il Colosseo chiuso per assemblea sindacale

Renzi, sciopero Colosseo

A vostro giudizio, quale è il problema più grave che affligge Roma? Il caos, la sporcizia, la criminalità? No, dal 18 settembre si può dire che la più grande minaccia che la città Eterna abbia mai affrontato è solo una: il Colosseo che chiude per assemblea sindacale per un paio d’ore. Bye bye Unni [1]:

La Roma antica «chiude» per assemblea sindacale. Con i turisti fuori dai cancelli spaesati e delusi. Questa mattina i siti archeologici più importanti della Capitale (Colosseo, Foro Romano e Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica) non hanno aperto al pubblico per un paio d’ore (dalle 8.30 alle 11 circa). Nonostante l’assemblea fosse programmata, non sono mancati i disagi per i visitatori. E le polemiche. Il premier Matteo Renzi ha detto che non lascerà «la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia» annunciando che oggi ci sarà «un decreto legge». Il sindaco Marino è intervenuto attraverso un messaggio su Facebook definendo la chiusura «uno schiaffo ai visitatori».

E non è finita qui:

Sul caso si muove anche la politica. «La misura è colma», dice il ministro di Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini. Poco dopo Renzi rincara la dose e attacca: «Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia». IL premier dopo il Cdm che ha varato il decreto sugli scioperi nei musei e nei beni culturali dice: «Nessun attentato al diritto di sciopero ma in Italia la cultura sta dentro i servizi pubblici essenziali: non diciamo che non si possono fare le assemblee ma se pago migliaia di soldi un biglietto e faccio migliaia di chilometri avrò il diritto di visitare un museo senza che un’assemblea mi neghi questo». Da ora in poi l’apertura dei musei e dei luoghi di cultura (senza alcuna distinzione tra quelli statali, comunali, privati e non) è contemplata tra i servizi pubblici essenziali e come tale regolata dalla normativa già applicata, ad esempio, per i trasporti, nelle scuole o negli ospedali per impedire l’interruzione del servizio.

Perché

«Proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l’attenzione del mondo sull’Italia – scrive il ministro Franceschini in una nota – una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo e nei più importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo». Anche Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, in un tweet si scaglia contro lo «sfregio alla città di Roma».

Ovvove, ovvove! Maledetti lavoratori! E se vi dicessi che è tutto un delirio collettivo?

————————- E se chiudono la Torre Eiffel e il Louvre? ————————–

L’aspetto più affascinante dell’esterofilia tutta italiana è che si citano i paesi stranieri solo per dare contro questa o quella categoria di persone (i giovani, i dipendenti pubblici, gli imprenditori). A questo giro, invece, vediamo che succede nella vicina Francia dato che anche lì i siti turistici possono chiudere [2]:

Nel maggio scorso la Tour Eiffel, monumento simbolo di Parigi non meno di quanto il Colosseo lo è per Roma, chiuse per 7 ore a causa di uno sciopero degli addetti alla vigilanza; due anni fa a chiudere per sciopero fu il Louvre. Non risultarono allora interventi legislativi da parte del governo francese per impedire scioperi dei lavoratori, né scene di isteria da parte dei mezzi di comunicazione. Il fatto è che turisti di Parigi, di Londra, di New York, Berlino hanno e sono consapevoli di avere fior di alternative per la chiusura imprevista del museo o del monumento più famoso della città. Quelli che vengono a Roma, pure con 225 musei e siti a disposizione, non sanno di averne.

In effetti può sembrare strano, ma ci si dimentica che Roma non è solo il Colosseo. Certo, è vero che «Il Colosseo è visitato ogni anno da circa 6 milioni e mezzo di persone e incassa circa 40 milioni di euro l’anno. Rispetto a dieci anni fa il numero dei visitatori è raddoppiato; rispetto a venti anni fa è aumentato di dieci volte. E la tendenza è in crescita», ma proprio qui abbiamo il punto debole della Città Eterna: «oltre al Colosseo Roma ha anche un numero enorme di musei e siti archeologici di straordinaria bellezza e importanza – l’ultimo censimento ne contò 225 – nessuno dei quali, però, è capace da solo, per ricchezza di collezioni e per investimenti, di “fare massa critica” e attirare un numero di visitatori tale da farne significativi poli attrattivi per il turismo. Tutti gli altri musei e siti archeologici statali di Roma, sommati, non arrivano che a un decimo dei visitatori del Colosseo e incassano meno di un ventesimo. Può un sistema complesso come quello dei beni culturali e del turismo fondarsi su un unico monumento? In quale altra capitale mondiale la chiusura per due ore di un singolo monumento riesce a gettare nel panico il Ministero della Cultura costringendo il governo a una decretazione d’urgenza che, per scongiurare altre chiusure, arriva a limitare i diritti costituzionali dei lavoratori?».

Senza dimenticare che il Colosseo «è il quinto monumento più visitato al mondo e ovviamente il più visitato d’Italia. È probabilmente anche quello con gli orari e i giorni di apertura più ampi: è aperto il 25 aprile, il primo maggio, il 2 giugno, a ferragosto; chiude solo a Natale e a Capodanno. È l’unico, tra i monumenti e musei del mondo, a non avere neanche un giorno di chiusura settimanale per la manutenzione ordinaria. È aperto, in altre parole, 363 giorni all’anno. Ora, due ore di chiusura in un monumento aperto 363 giorni l’anno non dovrebbero apparire come un danno irreparabile, né per le casse dello Stato, né per l’immagine del Paese». Ma se, invece, si è fatto del Colosseo l’unica attrazione della città il quadro cambia: «Negli ultimi anni, in altre parole, si è fatto del Colosseo non tanto la punta di diamante del sistema culturale italiano ma l’unica vera attrattiva culturale di massa della città (al punto da aver cambiato il nome dell’istituzione che governa l’archeologia di Roma da Soprintendenza per i Beni archeologici a Soprintendenza per il Colosseo). Il risultato è che il Colosseo ha accentrato su di sé tutto il flusso turistico e se la sua fruizione viene meno, anche per sole due ore, è un disastro». Ma fino a prova contraria non sono affatto i dipendenti a prendere simili decisioni strategiche, ma quelli che sbraitano contro i suddetti dipendenti.

————————————– Le ragioni dei lavoratori ———————————-

Proviamo, ora a metterci nei panni dei dipendenti. Tanto per cominciare l’assemblea era nota visto che era stata annunciata da tempo [3]:

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie della SS-COL comunicano che in data 18 settembre p.v. dalle ore 8.30 alle 11, nella sala conferenze di Palazzo Massimo è stata indetta (secondo le norme contrattuali e regolarmente comunicata all’Amministrazione in data 11/09 u.s.) un’Assemblea Generale di tutto il personale della Soprintendenza per discutere della gravissima situazione in cui si trovano i lavoratori di questo Ministero.

Ed ecco le motivazioni:

– il mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie dei luoghi della cultura (primo maggio, aperture serali, etc.), dopo quasi un anno solare di inutile attesa. Si tratta di attività già svolte dai lavoratori, attività che hanno dato la possibilità al nostro Ministro, negli ultimi 11 mesi, di rivendicare i successi delle iniziative su tutti gli organi di stampa;

– la mancata apertura di una trattativa di Comparto per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici bloccato per la parte economica da molti anni nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale abbia dichiarato incostituzionale il blocco dei salari;

Ricapitoliamo, allora, per punti:

  • una politica scellerata ha reso il Colosseo l’unica attrazione di massa di Roma;
  • ai dipendenti non vengono praticamente pagati gli straordinari, né viene rinnovato il contratto;
  • i dipendenti convocano, allora, un’assemblea sindacale ampiamente annunciata e per un tempo assai limitato;
  • i capoccia politici non trovano di meglio che sbraitare;

Fra l’altro è da notare i tempi e le modalità dell’assemblea [4]:

Perché farla proprio oggi e non in un’altra data?
“Ci era stato chiesto – spiega ancora Feliciani – di non fare assemblee nel periodo di luglio e agosto perché a maggior afflusso di turisti e così abbiamo fatto. Una volta terminato questo periodo e non ricevendo risposte ai problemi che abbiamo rappresentato in ogni sede l’abbiamo convocata, rispettando tutti i termini di legge”. Insomma, le due parti in causa concordano: nulla di illecito o di improvvisato. E’ solo la politica a parlare di “protesta scandalo” e di “danno irreparabile”.

 Non si poteva svolgere in un orario extralavorativo
“No – risponde Feliciani – le norme stabiliscono che si possano faremassimo 12 ore di assemblea ma sempre in orario di lavoro. Al mattino o al pomeriggio, quindi a inizio o fine turno. Abbiamo optato per l’inizio perché era la soluzione più indolore, altrimenti avremmo dovuto far entrare i visitatori e farli uscire e sarebbe stato molto peggio”. Lo conferma il soprintendente: “Tutto si è svolto regolarmente”.

Non proprio quello che può essere definito come sciopero selvaggio, non trovate? I lavoratori non vengono in parte pagati, indicono un’assemblea minimizzando i possibili disagi per decidere il da farsi e vengono additati al pubblico ludibrio con tanto di proposte volte a eliminare il diritto allo sciopero (che è un’altra cosa rispetto all’assemblea). Logico, non trovate?

———————————-Spin, fortissimamente spin————————————-

La strategia comunicativa del Governo è sempre la solita e si basa sul frame del dipendete pubblico cattivo&fannullone:

  • non hanno voglia di lavorare;
  • il vecchio da rottamare;
  • i turisti, chi pensa ai turisti?
  • l’arte come petrolio d’Italia;

La tecnica di spin è stata quella di far passare come chiave di lettura l’idea che si tratti di uno sciopero non annunciato, immotivato e che danneggia l’immagine della città a discapito dei turisti. Nulla di nuovo, è lo stesso copione adottato contro i docenti. Tanto nessuno si prenderà la briga di controllare quanto effettivamente avvenuto e pochi minuti di telegiornale sono ideali per far passare una narrazione politica imperniata sullo spin e sui frame.

E quanto ai piccoli capitan livore che inorridiscono per l’assemblea sindacale, beh, un giorno toccherà anche a voi e saremo lì a gridarvi “lavorate, fancazzisti!”.

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2015/09/18/italia/cronache/colosseo-chiuso-per-assemblea-sindacale-7ZfR6EvI4aJshf1r9SZURL/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.leftwing.it/2015/09/19/sindrome-colosseo/.

[3] Cfr. http://www.nextquotidiano.it/perche-il-colosseo-ha-chiuso-per-assemblea/

[4] Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/18/colosseo-l-assemblea-sindacale-era-stata-chiesta-e-autorizzata-per-tempo-ecco-cosa-non-ha-funzionato/2047121/.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 settembre 2015 da in cronaca con tag , , , , , , , .
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