Charly's blog

La UE, la grande assente sul palcoscenico siriano?

Qualche  tempo fa Epifani ebbe a dire [1]:

Il ”grande assente” nella gestione della crisi siriana ”e’ l’Unione Europea. E’ impossibile che su questo tema abbiamo 3 o 4 opinioni, e’ impossibile che non si riesca ad avere uno straccio di posizione comune”. Lo ha affermato il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, nell’intervento conclusivo della Festa del Partito a Genova.

In effetti sulla Siria vediamo gli interventi americani e russi, mentre la UE non esprime una posizione unitaria neppure sull’emergenza profughi. Ma quali sono i perché di questa mancanza?

Un continente può avere una politica comune?

In realtà la UE non è di per sé l’unica assente visto che anche la Cina latita. Ma si deve far notare che fra il caos mediorientale e la UE c’è un mare, fra la Cina e il caos un continente. Sotto quest’ottica il problema è che non esiste una strategia o una politica per far fronte al caos che preme alla periferia dell’Europa a Sud… ma anche a Nord. Vorrei portare alla vostra attenzione questa piccola perla televisiva [2]:

Il momento clou della nuova stagione televisiva in Norvegia promette di essere la serie televisiva “Occupati”. E’ ambientata in un futuro non molto lontano, quando il territorio del Paese scandinavo sarà occupato dalla Russia. Il canale televisivo TV2, che trasmetterà la serie, ha già lanciato la pubblicità della serie. Nel video si spiega come in Norvegia sia salito al potere un partito ambientalista radicale, che ha bloccato la produzione di petrolio e gas. Sullo sfondo di questi eventi, il ruolo di “cattivi” viene assegnato all’esercito russo, che ha occupato la Norvegia per prendere il controllo dei giacimenti di idrocarburi.

L’invasione russa della Norvegia per il petrolio non ha molto senso dato che il paese di Putin produce 10.440.000 barili al giorno contro i 1.902.000 del paese scandinavo [3]. La Norvegia non è un paese membro della UE, ma i paesi baltici e quelli dell’Est europeo non presentano una situazione differente: il nemico è la vicina Russia, non l’assai lontano Isis. Nel complesso abbiamo una situazione assai semplice:

  • Il Sud Europa prossimo al caos Nord Africano e Medio Orientale guarda in quella direzione;
  • Il Nord e l’Est prossimo al gigante russo guarda in quella direzione

La risposta più semplice è che la UE non ha una posizione univoca per la semplice motivazione che non può averne una. Nulla di nuovo.

E gli altri?

Le direttrici divergenti, ovviamente, non si esauriscono qui. I paesi dell’Est Europa e quelli scandinavi possono fare affidamento solo sulla forza americana visto che l’esercito europeo non esiste (e non può esistere). Ma se la Germania volesse esercitare un ruolo egemonico non potrebbe far altro che disfarsi del protettorato americano cercando legami con la Russia. Il Regno Unito, invece, è sempre più ridotto a cane da passeggio americano, mentre la Francia si consola ancora con l’idea di grandeur. Come al solito dobbiamo rispondere alle seguenti domande:

  • Perché i paesi iberici o l’Italia dovrebbero farsi coinvolgere in un conflitto con la Russia?
  • Perché i pesi baltici dovrebbero farsi carico dei profughi?
  • Perché l’Irlanda o il Regno Unito dovrebbero farsi coinvolgere nel caos continentale?

Tutto qui, con la geopolitica non si scherza quale che sia il “sogno europeo”.

[1] Cfr. https://it.notizie.yahoo.com/siria-epifani-europa-grande-assente-serve-posizione-comune-161200212.html.

[2] Cfr. http://it.sputniknews.com/videoclub/20150827/1043294.html.

[3] Cfr. http://www.indexmundi.com/map/?v=88&l=it.

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2 commenti su “La UE, la grande assente sul palcoscenico siriano?

  1. Raphael Pallavicini
    15 ottobre 2015

    Mhmm perchè I paesi baltici dovrebbero accogliere i profughi ti chiedi? Bah per la Norvegia non saprei cosa dire, ma la Svezia si bullava di essere una “superpotenza umanitaria”, parole loro. Ed hanno avuto un esplosione di stupri islamicamente corretti che il 76% di quei crimini è commesso da islamici maschi che sono il 2% della popolazione svedese…

    • Charly
      16 ottobre 2015

      La stupidità si paga…

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 15 ottobre 2015 da in politica con tag , , , .
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