Charly's blog

C’erano una volta, tanto tempo fa milioni, anzi, miliardi di posti di lavoro…

Nel dibattito sul lavoro si possono notare alcuni elementi immortali e sempreverdi: il moralismo e i numeri dati a caso. Ecco la genialata del giorno [1]:

nonostante gli assurdi proclami sulla disoccupazione crescente nei paesi occidentali in realtà ci sono milioni di posti di lavoro che non riescono ad essere occupati. Motivo é semplice: ci sono milioni di cittadini europei che non vogliono spostarsi dal villaggio dove sono nati e che non sono disposti a fare lavori differenti dal loro idealistico sogno infantile. Ora, se invece di vedere i migranti come stranieri che vogliono rubarci il posto di lavoro li vedessimo come individui che sono in grado di spostarsi da regione a regione per occupare quei posti di lavoro vacanti tutto cambia. Il siriano diventa un torinese e l’immigrazione clandestina scompare dalla nostra mente. Tutto diventa una finzione un trucco di ingegneria sociale che i governanti utilizzano per giustificare la loro esistenza.

Non aspettatevi dati a sostegno di una simile affermazione dato che l’unica fonte è questo articolo de la Stampa [2]:

In Italia ci sono 722.400 posti di lavoro disponibili, negli Stati Uniti oltre 5 milioni, in Germania più di 1,5 milioni. A contarli è il radar Face4Job, che ha calcolato gli annunci di ricerca di personale lanciati sul web dalle aziende in tutti i paesi del mondo da gennaio a oggi (31 agosto).

Vediamo la cosa in dettaglio.

Ma cos’è il radar Face4Job?

Come ricorderete con i casi di Thomas Manfredi e di Stefano Feltri uno dei più grandi problemi delle società contemporanee è l’incapacità di comprendere un testo scritto. Ecco i dettagli tratti dall’articolo di cui sopra:

A segnalare questi fenomeni e il ruolo critico dell’incontro della domanda e dell’offerta di lavoro è il rapporto stilato da face4job.com, il portale di matrice italiana che riesce a calcolare tramite un algoritmo le cosiddette vacancy, vale a dire i posti di lavoro disponibili in un dato momento. Il portale, ideato e fondato da Alessio Romeo, un ingegnere di 39 anni umbro-siciliano, trasferitosi per alcuni anni in California e poi tornato in patria, riesce a setacciare attraverso gli annunci di lavoro pubblicati dalle aziende di tutto il mondo le opportunità professionali disponibili. Se il mercato del lavoro si è globalizzato, il portale accompagna i job-seeker (i cercatori di lavoro) nei diversi paesi e nei diversi settori in cui c’è richiesta di manodopera. Come si può leggere in una sintesi delle tabelle qui pubblicate, i posti di lavoro disponibili si trovano in diversi settori, di più o meno elevata specializzazione professionale. Le ricerche in corso riguardano il periodo luglio e agosto 2015. La classifica delle vacancy per paesi riguarda invece il periodo gennaio-agosto 2015, vale a dire i primi 8 mesi dell’anno.

Cosa si può notare? Che da nessuna parte, ma proprio nessuna, si parla di posizioni di lavoro che non si riescono a occupare. Nell’articolo si cita un sistema informatico che ha trovato alcuni milioni di posizioni vacanti in un lasso di tempo pari ad otto mesi in differenti paesi del mondo. Ecco la tabella presente nell’articolo:

Tabella n°1: i posti di lavoro disponibili da Gennaio al 31/08/2015

Stati Uniti 5.260.050
Germania 1.573.500
Russia 1.506.000
Regno Unito 1.453.500
India 1.228.500
Canada 1.194.000
Cina 1.146.000
Francia 1.117.500

Tutto bello, per carità, se non fosse che la sola Italia ha sul groppone, adesso, 3,4 milioni di disoccupati mentre nella sola UE il numero supera i 20 milioni. E su scala globale, per dare un esempio, il numero superava i 200 milioni a gennaio 2014 [3]. Ma numeri a parte che non tornano, c’è proprio un errore metodologico in un simile (s)ragionamento che dimostra quanto poco si padroneggi la questione.

Stupidario: tutte le cazzate sul lavoro

Alcune stupidaggini propalate sugli effetti miracolosi del Jobs Act dimostrano che le persone, in genere, non conoscono la differenza fra dato lordo e dato netto e che si muovono in un modo che segue un modello superfisso. L’occupazione non è un dato assodato e immortale dato che le posizioni lavorative possono cessare (scadenza contratto, licenziamento, fallimento, dimissioni). Se si vuole conoscere, allora, l’andamento del mercato del lavoro si devono considerare sia le nuove assunzioni sia i rapporti di lavoro cessati in un determinato periodo di tempo. Il fatto che in un lasso di tempo x ci siano posizioni lavorative disponibili y non vuol dire pressoché niente dato che nello stesso lasso di tempo la distruzione di posti di lavoro potrebbe essere molto peggiore. Concetti che, assai incredibilmente, i vari fanatici della flessibilità non riescono a far proprio.

Tralasciando la statistica e concetti così basilari, passiamo all’informatica. Il simpatico radarino con il suo simpatico algoritmo dimostra solo che le posizioni lavorative presenti nell’arco di otto mesi sono assai inferiori a quelle necessarie per assorbire la disoccupazione presente ora (nel caso italiano siamo a 3,4 milioni vs 700.000). In aggiunta si devono considerare altri fattori quali le barriere linguistiche: è inutile venirmi a dire che in Germania ci sono 1,5 milioni di ricerche di lavoro perché presumo che richiedano il tedesco (o il francese, il cinese, il russo), senza dimenticare le varie competenze richieste dalle singoli posizioni.

In aggiunta non mancano alcuni rilievi tecnici al radarino informatico:

  • L’algoritmo è in grado di discriminare la stessa offerta di lavoro presente su piattaforme differenti? Anche se sono fra loro diverse nella formulazione, anonime nell’azienda e vaghe nei dettagli?
  • Il radarino è in grado di controllare le offerte di lavoro effettive da quelle scadute? E come? Chiama in azienda?

Se vi è rimasto il dubbio di quanti sono i posti di lavoro scoperti siamo fra i 50.000 e le 100.000  unità per anno, ne avevo trattato qui in passato. Immagino che siate abbastanza intelligenti per riuscire a sottrarre questa cifra a quella della disoccupazione. Se non lo siete, non disperate: il moralismo è a portata di tutti.

Il moralismo: la tomba dell’intelligenza

Il moralismo di per sé è fastidioso se chi lo usa è competente in materia, pensate quanto possa essere piacevole in uno che non sa distinguere un dato lordo da uno netto. Il problema è che simili scemenze finiscono per inquinare il dibattito creando false visioni del mondo e soluzioni errate a problemi reali. E non aspettatevi che la “mano invisibile” del mercato intervenga: le persone non leggono per informarsi, ma solo per avere una conferma dei propri pregiudizi.

Ah, se volete sapere gli effetti dell’immigrazione di massa sulle società che le ricevono leggete qua. E se volete scoprire gli effetti sulle società che perdono il proprio capitale umano leggete qui. Giusto per vedere quanto si è competenti in materia, ovviamente.

Approfondimenti:

_ il lavoro che non si riesce a coprire? Solo per gli idioti rimandati nelle sottrazioni: http://www.roars.it/online/pizza-time-il-lavoro-ce-e-nessuno-lo-vuole-o-no/

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[1] Cfr. http://libertarianation.org/2015/09/06/perche-limmigrazione-clandestina-e-uninvenzione-dello-stato/.

[2] Cfr. http://www.lastampa.it/2015/09/03/economia/milioni-di-posti-di-lavoro-vacanti-ecco-dove-sono-csWLAERddh6xcqOq1qdYFP/pagina.html.

[3] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Ilo-2013-5-milioni-disoccupati-piu-079794c7-824a-434f-8703-a697d3a09ca7.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 ottobre 2015 da in economia con tag , , .
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