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Dopo il Bataclan: le morti del terrorismo sono tutte uguali?

Dopo gli attentati di Parigi si sono sprecati i segni di solidarietà: dall’hashtag #JesuisParis, ai colori francesi adottati nelle foto di profilo di Facebook fino alla Marsigliese intonata negli stadi e per le strade. Un atto dovuto per le 130 vittime di Parigi? Indubbio, ovviamente, ma rimane solo una domanda: che cosa pensare delle 2.000 vittime nigeriane cadute per mano dei terroristi di Boko Haram [1]?

Terrorismo: breve panoramica

Solo pochi giorni prima di Parigi ad essere colpita è stata un’altra città, Beirut [2]:

Giovedì pomeriggio ci sono stati due attentati suicidi in un quartiere residenziale nel sud di Beirut, la capitale del Libano. La polizia libanese ha confermato che si tratta di due attentati terroristici. Secondo il ministero della Sanità libanese le bombe hanno causato almeno 43 morti e 239 feriti. La polizia ha confermato che sul luogo degli attentati è stato trovato il corpo di un terzo uomo con addosso un altro dispositivo esplosivo che però non si è attivato. Si tratta dell’attentato peggiore a Beirut dalla fine della guerra civile, nel 1990.

Ad agosto toccò a Bagdad [3]:

Un camion bomba è saltato nel mercato di Jamila a Sadr City, quartiere a maggioranza sciita di Bagdad, in Iraq. Per la potenza dell’esplosione, automobili sono letteralmente volate in aria, mentre molte bancarelle del mercato sono state incenerite, morti i cavalli utilizzati per trasportare i prodotti. Il bilancio ufficiale è fermo per il momento a 67 morti e almeno 150 feriti, ma gli uccisi potrebbero essere oltre 80, visto che un’altra decina di persone risultano disperse. Si ritiene di loro possano appartenere resti di corpi praticamente impossibili da identificare.

Stando al Global Terrorism Index [4] «In 2014 the total number of deaths from terrorism increased by 80 per cent when compared to the prior year. This is the largest yearly increase in the last 15 years. Since the beginning of the 21st century, there has been over a nine-fold increase in the number of deaths from terrorism, rising from 3,329 in 2000 to 32,658 in 2014». Alla Nigeria spetta un triste primate: «The country witnessed the largest increase in terrorist deaths ever recorded by any country, increasing by over 300 per cent to 7,512 fatalities. Boko Haram, which operates mainly in Nigeria, has become the most deadly terrorist group in the world. Boko Haram pledged its allegiance to ISIL (also known as the Islamic State) as the Islamic State’s West Africa Province (ISWAP) in March 2015. In addition, another terrorist group has emerged in Nigeria, the Fulani militants, who killed 1,229 in 2014. The group was responsible for sixty-three deaths in the prior year». E nel computo totale l’Occidente racimola poco o nulla: «The majority of deaths from terrorism do not occur in the West. Excluding the September 11 attack, only 0.5 per cent of deaths from terrorism have occurred in the West since 2000. Including September 11, the percentage reaches 2.6».

Per quanto riguarda l’anno in corso:

The 2015 Global Terrorism Index highlights that terrorism continues to rise. The total number of deaths from terrorism in 2014 reached 32,685, constituting an 80 per cent increase from 18,111 the previous year. This is the highest level ever recorded. The significant majority of these deaths, over 78 per cent, occurred in just five countries; Iraq, Nigeria, Afghanistan, Pakistan and Syria. While terrorism is highly concentrated in a small number of countries, the number of countries which have had a terrorist attack is also increasing. In 2014 terrorism impacted more countries than ever before. Attacks were recorded in 93 countries, up from 88 in 2013. This continues the trend from 2011 with more countries experiencing terrorist attacks and deaths each year. Furthermore, there was a 120 per cent increase in the number of countries that recorded over 500 deaths: in 2014 eleven countries, up from five countries in 2013. Nigeria experienced the biggest year-on-year increase in deaths ever recorded with 5,662 more people being killed, an over 300 per cent increase.

Eppure si piange per lo 0,5% e non per il 99%.

Vittime terrorismo

Identità e aspettative

Perché? I motivi sono piuttosto semplici:

  • Identificazione;
  • Aspettative;

Per un pubblico occidentale è sicuramente più facile identificarsi nei giovani di Parigi che passano la serata ad ascoltare un gruppo metal piuttosto che nelle vittime senza volto di qualche sperduto paese del terzo mondo. In aggiunta si parla di Europa, la nostra identità, non entità socioculturali misconosciute. Gli esseri umani sono animali sociali e come tutti gli animali sociali ragionano in termini di gruppo: il cosmopolitismo è una puttanata di filosofi chiacchieroni.

Il secondo fattore chiama in causa le aspettative: un atto di violenza in un posto lontano conosciuto solo per la morte e la povertà non è sorprendente. Ma lo stesso atto in casa nostra dove non ci dovrebbero essere simili fenomeni è tutt’altra faccenda. Allo stesso modo un crimine di Camorra non sconvolge a Napoli, ma è scioccante a Oslo.

Non è difficile, allora, spiegare alle vittime delle altri parti del mondo una simile differenza di trattamento: si canta per Parigi, non per Beirut, per semplici motivi psicologici. Più sorprendente, invece, la mancata solidarietà per l’attentato all’aereo russo e i suoi 217 morti [5]. Chissà perché non consideriamo la Russia come Europa.

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2015/01/08/esteri/boko-haram-fa-strage-in-nigeria-si-temono-morti-NvwbqHVaHNtFjYOFYQT9yO/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.ilpost.it/2015/11/12/esplosioni-beirut-libano/.

[3] Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2015/08/13/news/baghdad_camion_bomba_provoca_60_morti_e_200_feriti-120896332/.

[4] Cfr. http://static.visionofhumanity.org/sites/default/files/2015%20Global%20Terrorism%20Index%20Report_0_0.pdf.

[5] Cfr. http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/egitto_aereo_russo_isis/notizie/1652350.shtml.

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Un commento su “Dopo il Bataclan: le morti del terrorismo sono tutte uguali?

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Questa voce è stata pubblicata il 18 novembre 2015 da in cronaca con tag , , , .
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