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Ma l’Occidente non è privo di valori né debole: tutte le balle dei teocon

Fonte: UAARoma

Fonte: UAARoma

Oltre ai fischi del pubblico turco in occasione della partita amichevole di calcio Turchia – Grecia durante il minuto di silenzio per l’attentato di Parigi, a far parlare di sé è il gran rifiuto di alcune ragazzine islamiche [1]:

Non hanno partecipato al minuto di silenzio per la strage di Parigi: alcune alunne di 14 anni sono uscite dalla classe, la mattina del 16 novembre, in disaccordo con la commemorazione all’Istituto tecnico Daverio per ragionieri di Varese. La Digos di Varese ha effettuato oggi una serie di approfondimenti sulla vicenda: ha sentito la dirigente scolastica e ha acquisito i nomi dei ragazzi, ma non ha contestato alcunché dal punto di vista penale. La preside non ha voluto confermare le nazionalità di origine delle studentesse: sembra che si sia trattato di 6 ragazze di religione islamica o comunque non cattoliche.

Terribile, no? Ma scavando viene fuori una realtà assai più semplice e meno orribile:

«Siamo uscite dall’aula perché non abbiamo capito come mai si deve esprimere solidarietà solo alle vittime di Parigi e non a quelli che muoiono in tutti gli attentati in altre parti del mondo». È cosi, secondo quanto riferisce la preside Nicoletta Pizzato, che le ragazzine avrebbero motivato il loro gesto. «Subito dopo comunque quando sono rientrate – ha aggiunto la dirigente scolastica – e in quella classe c’è stato un lungo approfondimento». Secondo la Questura di Varese, l’episodio sarebbe da non enfatizzare. Per alcuni investigatori è anche legato alla complessità della classe dove è avvenuto il fatto, frequentata in prevalenza da stranieri molto giovani e dunque esposti alle problematiche adolescenziali connesse a quelle dell’integrazione culturale. Inoltre si tratta di una discussione che ha coinvolto sì ragazzine di origine marocchina e tunisina, ma anche qualche studente italiano.

Nulla di sorprendente, anche noi ci eravamo interrogati sul merito.

In nome della sacra libertà d’espressione: andate via!

Ovviamente non puoi aspettarti da un ragazzino di un Istituto Tecnico Commerciale la conoscenza della psicologia umana, neppure a livello elementare. La scuola italiana, poi, è quella che è: lo sappiamo tutti che è in mano a persone convinte che il pensiero critico si formi con la poesia e non con la conoscenza specialistica in materia.

Assai più istruttivi, sono, invece i commenti dei lettori dei quotidiani. Ecco una breve carrellata senza nessuna pretesa di esaustività:

  • sono andate fuori dalla scuola………..l’importante è non farle più rientrare.
  • Mi viene i brividi a pensare che razza di cittadine italiane diventeranno in futuro.
  • Questo fatto “GRAVE” mostra che la scuola non basta per avviare processi di integrazione. Le ragazze e le loro famiglie vanno educate a rispettare le Regole e la Costituzione: NESSUNO OBBLIGA A VIVERE IN ITALIA!
  • perchè non ritornano al loro paese, non ne sentiremo sicuramente la mancanza
  • Come no, hanno tutti i diritti e nessun dovere o riconoscenza verso il paese che li ospita…
  • Hanno scelto “liberamente” solo loro, in quanto islamiche e obbedienti alle regole della “Umma”, famiglia e comunità, dove non esiste il diritto al pensiero critico e al dissenso. Soprattutto se esercitato da una donna. Sarebbe importante che il Preside convocasse i genitori, per colloquiare con loro e sensibilizzarli. POI, NESSUNO E’ OBBLIGATO A VIVERE IN UN PAESE DI CUI NON ACCETTA LE REGOLE.

L’ultimo è in assoluto il più intelligente: abbiamo già visto che il dissenso era ampiamente  motivato e ben descritto nell’articolo del giornale (titolo a parte). La risposta? Banale: andatevene, perché, si sa, in Occidente il pensiero critico è sacro. Se non sei d’accordo, infatti, te ne devi andare. Più critico di così! Della serie non aver capito l’articolo né, tantomeno, che cos’è la libertà d’espressione. Ma i nemici dell’Occidente non sono fuori dalle nostra mura: li abbiamo in casa. Vediamo quali.

Ritorno a Occidente: cosa siamo?

Se mi si chiede che cos’è l’Occidente risponderei non prendendo in considerazione il risibile strutturalismo – platonico tanto caro ai reazionari, ma tramite la mera osservazione di quello che siamo, di come ci comportiamo e di come pensiamo:

  • Democrazia rappresentativa;
  • Mercato;
  • Tecno – scienza;
  • Disincanto del mondo;
  • Razionalità nel senso sociologico del termine;
  • Diritti Universali dell’Uomo;
  • Relativismo culturale che in realtà è liberalismo morale travestito;
  • Edonismo;
  • Indifferenza religiosa che diventa ateismo pratico;

Questo è il zeitgeist dominante a cui si aggiungono altri modelli minoritari: dal darwinismo sociale del mondo della finanza alle minoranze religiose, dal nazifascismo al primitivismo ecologista e tanti altri ancora. Non esiste, infatti, una cosa come “la società” e si dovrebbe parlare di società al plurale: tanti mondi con relativi modelli di condotta che vengono tollerati se accettano o rispettano i valori fondanti di base. Così se i nazifascismi o i comunisti chiacchierano non si ha niente da ridire, ma se passano alla pratica incapperanno nel duro braccio della legge. D’altronde l’Occidente ama vantarsi di essere plurale, no?

Talmente plurale da arrivare a proporre non solo di non potersi dissociare da un minuto di silenzio –  a quanto pare si possono bruciare le bandiere americane ma non si può chiedere perché le morti non sono tutte uguali – ma persino di pretendere l’omologazione di fattori culturali insignificante come i vestiti o le abitudini alimentari. E quale sarebbe la differenza, allora, con il mondo islamico? Se ci si vuole atteggiarsi da mondo libero si devono lasciare le libertà che non contrastano con il sistema valoriale di una società: non si può vietare il velo islamico e chiudere un occhio per quello delle suore. E allo stesso tempo, visto che tuteliamo la libertà, bisogna tutelare chi quel velo non lo vuole mettere o chi vuole scappare dalle dittature delle tradizioni e delle scemenze metafisiche. Ma questo vale tanto in quelle a casa d’altri tanto in quelle di casa propria.

Cattolici e islamici: facce di una stessa medaglia

Le donne? Via i libri e solo pannolini [2]:

Ebbene, gli studi più recenti denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico. La Harvard Kennedy School of Government ha messo nero su bianco che «le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e di quelle competenze». E il ministro conservatore inglese David Willets, ha avuto il coraggio di far notare che «più istruzione superiore femminile» si traduce in «meno famiglie e meno figli». Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà.
Così dicono i numeri: non prendetevela con me.

E la scienza? Superstizioni [3]:

Quindi ho cercato di capire meglio quali fossero queste benedette attività culturali, non potevo credere che Bennato si riferisse solo ai telescopi e ai caleidoscopi. Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza.

L’autore di queste genialate non è un islamico con la barca, ma un cattolico doc: Camillo Langone, penna de il Foglio. Lo stesso quotidiano che difende le tradizioni, le radici (perché siamo piante, in realtà, mica uomini), il ruolo pubblico delle religioni, la sconfitta dell’autodeterminazione individuale. In una parola l’Iran con la croce al posto della mezzaluna. Si obietterà che non vanno in giro a farsi saltare in aria ma è facile controbattere che, allora, se sei solo una chiacchiera con una penna in mano.

Certo, non ci si può aspettare un’approfondita conoscenza della storia di chi segue gli slogan della Fallaci, ma ci si dovrebbe ricordare che quello che siamo oggi è stato ferocemente combattuto dalle religioni: prima dalle varianti cristiane (cattolica, protestante, ortodossa) e poi da quelle atee (nazifascismo; il comunismo è un caso leggermente più complesso). Ben lungi dall’essere la modernità, la civiltà europea è crollata sotto suoi i colpi. Cos’era, infatti, la civiltà europea di ieri se non:

  • Governanti per diritto divino;
  • Ruolo pubblico della religione;
  • Niente diritti dell’uomo;
  • Società agricola feudale con una minoranza mercantile;
  • Scienza ridotta alle scienze delle merendine filosofiche;

E il  Sillabo di Pio IX, nel quale si condanna in toto la modernità, è stato redatto solo 150 anni fa. E subito dopo abbiamo avuto le religioni nazifasciste con il loro volk, il loro sangue, il loro impero romano e il loro latinorum, la loro razza e le loro guerre di conquista. E con la democrazia, il liberalismo, il mercato in fuga, mentre la scienza e la tecnologia vennero ridotte ad ancelle della teologia. Soltanto le bombe hanno eliminato questo bubbone: solo 70 anni fa. Il mondo islamico non è altro che quello che l’Europa era prima della modernità e che sarebbe tuttora in caso di sua sconfitta. Nel Vecchio Continente il passaggio alla modernità è stato difficile e contrastato e lo stesso si può dire nel mondo islamico, né più né meno.

Il problema, allora, non è una fede: il problema sono le fedi in quanto tali, atee o meno che siano. E se vogliamo difendere la modernità dovremmo ricordarci che i principi non si limitano a proclamarli, ma vanno messi in pratica. E per chi li rifiuta c’è, ripeto, il severo braccio della legge.

Approfondimenti:

_ il Sillabo, o dell’antimodernità dei cattolici: https://it.wikisource.org/wiki/Con_quanta_cura_%28enciclica%29_-_Sillabo/Sillabo.

_ Religione e modernità: http://www.limesonline.com/rubrica/una-civilta-ibrida-tra-europa-e-mondo-arabo.

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[1] Cfr. http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_18/varese-minuto-silenzio-francia-alunne-islamiche-escono-dall-aula-210a8cf4-8e10-11e5-ae73-6fe562d02cba.shtml.

[2] Cfr. http://www.liberoquotidiano.it/news/881722/Togliete-i-libri-alle-donne-torneranno-a-far-figli.html.

[3] Cfr. http://www.ilfoglio.it/articoli/2013/03/07/dovevano-bruciarla-prima___1-v-97305-rubriche_c398.htm.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 novembre 2015 da in Uncategorized.
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