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La Russia? È soltanto una potenza regionale

Nei settori della destra antioccidentali Putin viene considerato un idolo e un modello da seguire a dispetto di un regime politico autocratico e di un’economia paragonabile a quella di un paese del terzo mondo data la preminenza delle risorse naturali nel modello di sviluppo economico. Il recente intervento russo in Siria ha sollevato una questione geopolitica di rilievo: la Russia è ancora una grande potenza? La risposta è semplice: no. Vediamone i motivi.

Le risorse: il denaro, nerbo dello sforzo bellico

Se si considera la spesa in proporzione al PIL la Russia spende per la difesa il 4,5%, un valore superiore al 3,5% degli USA o al 2,2% della Francia e del Regno Unito. Ma si deve far notare che Israele (5,2%) e Arabia Saudita (10,4%) superano il paese del piccolo Zar Putin [1].

Spesa militare percentuale PIL

La spesa in rapporto al PIL spiega quanti margini di spesa si dispone, ma non la spesa effettiva visto che il PIL varia da paese a paese. Se si considerano i soldi spesi in Dollari USA, al primo posto troviamo il paese a stelle e strisce con 577 miliardi di dollari. A seguire la Cina con 145 miliardi e poi la Russia con 60 miliardi [2]. Pur spendendo quasi 1/3 in più in rapporto al PIL, la spesa effettiva russa è pari a 1/10 di quella americana. A loro volta gli USA hanno i margini per aumentare ulteriormente la spesa e distanziare ancor di più la Russia.

Spesa militare miliardi dollari

Se si considerano le dimensioni del PIL (a prezzi correnti), al primo posto abbiamo gli USA con quasi 18 miliardi di dollari, poi la Cina con più di 11 e il Giappone con 4. La Russia è solo tredicesima con 1,2 miliardi [3]. La morale è scontata: l’orso russo è privo di risorse e la guerre fra società industriali si basano sulle risorse più che sulle battaglie. Chiedere ai nazisti, al riguardo.

PIL rank

Venendo all’Europa, i primi tre paesi sono il Regno Unito (51 miliardi), la Germania (40 miliardi) e la Francia (40 miliardi). Vi lascio immaginare quanto potrebbe essere forte un ipotetico esercito europeo considerando che la UE è l’organizzazione politica con il PIL più grande al mondo. Se è vero che l’esercito europeo non può esistere per scontati motivi geopolitici è altresì ovvio che un’alleanza Francia – Germania ha le risorse necessarie per tenere a freno la Russia, ma non gli USA. D’altronde gli americani da soli coprono il 34% delle spese militari globali complessive contro il misero 4,8% russo [4]. La Cina è al 12%, mentre Francia, Regno Unito e Germania messe assieme doppiano il valore russo.

Percentuale spesa militare globale

I mezzi

Dopo il denaro passiamo alle risorse materiali [5]. Se si considera il valore umano al primo posto troviamo la Cina con più di 600 milioni di potenziali soldati, poi l’India con quasi 500 milioni e infine gli USA con 120 milioni. La Russia è solo nona e non arriva neppure a 50 milioni.

Se si considerano i mezzi corazzati la Russia occupa la prima posizione con 15.000 unità, poi la Cina con più di 9.000 mezzi e infine gli USA con quasi 9.000. Ma con il potere aereo gli USA dominano incontrastati con quasi 14.000 apparecchi contro i 3.400 russi o i neppure 3.000 cinesi. Il valore russo, poi, è pareggiato dal valore combinato di quello inglese, quello tedesco, quello francese e quello italiano. Con la differenza che i paesi europei hanno messo in linea aerei di nuova generazione (EF2000 e Rafale), mentre la Russia impiega ancora i SU 24.

Il valore della flotta, invece, è bugiardo: la Nord Corea occupa la prima posizione con un migliaio di unità, poi la Cina con 673 e gli Usa solo terzi  con neppure 500 unità. Ma basta passare alla tipologia di unità per trovare un’ovvia scoperta: gli USA sono primatisti assoluti con 20 portaerei (molte a propulsione nucleare) e la Russia ha solo una singola unità. Fra l’altro pur mettendo insieme tutte le portaerei degli altri paesi (17) non si riesce a eguagliare il valore americano, senza menzionare la differenza qualitativa.

La logistica: come si spostano gli eserciti?

Una potenza globale è tale se può impiegare la propria forza su scala globale. Nel computo non si devono considerare le armi nucleari dato che se così facesse anche Israele, il Pakistan, la Francia e il Regno Unito sarebbero grandi potenze cosa che, ovviamente, non è. Per usare i propri mezzi militari, quindi, bisogna avere i mezzi per spostare le proprie truppe sullo scacchiere globale:

  • Flotta e dominio aereo;
  • Basi logistiche;

Abbiamo già visto che per quanto riguarda il cielo e il mare il dominio USA è incontrastato, mentre la Russia può vantare una sola portaerei assai inferiore a una di classe Nimitz. Per quanto riguarda la logistica basta dare la parola a Putin [6]:

La Russia non parla in tono conflittuale con nessuno e in queste questioni, come diceva Otto von Bismarck, “non sono importanti i discorsi, ma il potenziale”. Cosa dicono i potenziali reali? Le spese militari degli Stati Uniti sono superiori alle spese militari di tutti i Paesi del mondo messi insieme. Quelle complessive della Nato sono 10 volte superiori a quelle della Federazione Russa. La Russia praticamente non ha più basi militari all’estero. La nostra politica non ha un carattere globale, offensivo o aggressivo. Pubblicate sul vostro giornale la mappa del mondo, indicando tutte le basi militari americane e vedrete la differenza. Le faccio degli esempi. A volte mi fanno osservare che i nostri aerei volano fin sopra l’Oceano Atlantico. Il pattugliamento con aerei strategici di zone lontane lo facevano solamente l’URSS e gli USA all’epoca della “guerra fredda”. Ma la nuova Russia, all’inizio degli anni Novanta, lo ha abolito, mentre i nostri amici americani hanno continuato a volare lungo i nostri confini. Per quale ragione? Così alcuni anni fa abbiamo ripristinato questi sorvoli: ci siamo comportati aggressivamente? Vicino alle coste della Norvegia ci sono i sommergibili americani in servizio permanente. Il tempo che ci mette un missile a raggiungere Mosca da questi sottomarini è di 17 minuti. E volete dire che ci comportiamo in modo aggressivo? Lei ha menzionato l’allargamento della Nato a Est. Ma noi non ci muoviamo da nessuna parte, è l’infrastruttura della Nato che si avvicina alle nostre frontiere.

Solo in Italia la situazione è come segue: «In Italia ci sono 59 basi militari americane. Si tratta del quinto avamposto statunitense nel mondo per numero d’installazioni militari, dopo Germania, con 179 basi, Giappone con 103, Afghanistan con 100 e Corea del Sud con 89» [7].

La risposta, dunque, è assai facile da intuire: la Russia non ha né i mezzi né la logistica per una proiezione globale, né tantomeno le risorse materiali per acquisirli. La guerra si fa con il denaro, a parte le operazioni di guerriglia che risultano vittoriose proprio perché si effettua un banale calcolo costi/benefici (Vietnam ieri, Afghanistan oggi).

Ma le potenze globali esistono ancora?

La Russia può dare l’impressione di essere una potenza globale per via della sua mera estensione geografica, ma se si analizzano bene le sue operazioni militari si può notare che opera solo vicino ai propri confini (Ucraina) o dove ci sono installazioni militari russe preesistenti (Siria) e anche qui con mezzi limitati (pochi aerei, pochi uomini). Gli USA, invece, possono invadere paesi in tutto il mondo o lanciare raid in ogni dove. Basti pensare alle invasioni in successione dell’Afghanistan, dell’Iraq, dell’appoggio missilistico dato a Francia e Regno Unito contro la Libia, la campagna di bombardamenti in Siria e tutte le basi sparse nel mondo (dall’Asia all’America).

In termini di guerra convenzionale non c’è confronto fra il paese a stelle e strisce e l’orso russo. L’unico paese che si può considerare una superpotenza globale, allora, sono gli USA grazie alla loro capacità di intervento globale. Ma si deve far notare che sono una superpotenza declinante dato che non riescono più a imporre la loro volontà unilateralmente e che il soft power, oramai, è andato perso per strada. Ma questa è un’altra storia.

Approfondimenti:

_ soft power: http://foreignpolicy.com/2006/02/23/think-again-soft-power/.

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[1] Cfr. http://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2015/06/25/the-biggest-military-budgets-as-a-percentage-of-gdp-infographic-2/.

[2] Cfr. http://www.globalfirepower.com/defense-spending-budget.asp.

[3] Cfr. http://knoema.com/nwnfkne/world-gdp-ranking-2015-data-and-charts.

[4] Cfr. http://www.statista.com/statistics/272481/shares-of-selected-countries-in-world-military-spending/.

[5] Cfr. http://www.globalfirepower.com/.

[6] Cfr. http://www.corriere.it/esteri/15_giugno_06/intervista-putin-corriere-non-sono-aggressore-patto-europa-ab5eeffe-0c0a-11e5-81da-8596be76a029.shtml.

[7] Cfr. http://www.treccani.it/magazine/geopolitica/Il_Pentagono_e_le_basi_militari_Usa_in_Italia.html#.

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5 commenti su “La Russia? È soltanto una potenza regionale

  1. flavio ts
    3 dicembre 2015

    non sempre conta la quantità. Bisogna andare a vedere se per caso un soldato americano non costa più di uno russo. Bisogna vedere se il numero delle testate atomiche russe non sia in grado di distruggere da solo l’intero pianeta. La Russia è una potenza globale.

    • Charly
      4 dicembre 2015

      Come ho scritto non ho tenuto in considerazione le armi nucleari perché bastano anche le 200 testate inglesi per distruggere il pianeta o le 100 israeliane. Senza contare che paesi quali la Germania, il Giappone o l’Italia possono dotarsi di armi nucleari in pochi mesi. Per essere una potenza globale bisogna avere i mezzi per esercitare la proiezione di potenza: flotta e e basi logistiche. La Russia ne è sprovvista e non può invadere il Perù mentre gli Americani possono mandare il loro esercito dove vogliono. A tutto ciò si aggiunge la minore disponibilità di risorse: se il soldato russo costa meno perché gli americani hanno 20 portaerei e i russi 1?

  2. flavio ts
    6 dicembre 2015

    può darsi che la Russia abbia tutte le risorse ambientali di cui necessità per cui non abbia necessità di attaccare il Perù. (un saluto ai lettori peruviani 🙂 )

    • Charly
      9 dicembre 2015

      Non attacca il Perù perché i soldati russi non ci possono arrivare. Esattamente come la Cina: sarà anche la seconda economia del globo, magari un domani la prima, ma non ha i mezzi di proiezione strategica degli USA. Con la differenza che la Cina li può ottenere, la Russia no. A meno che anche l’Italia sia una grande potenza visto che abbiamo più risorse sul banco, per non citare poi la Germania.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 dicembre 2015 da in politica con tag , , , .
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