Charly's blog

Cosa ci insegna il (primo?) bail in in salsa italiana

Partiamo dall’intervento legislativo del Governo sul bail in [1]:

Dal Governo ieri è arrivato il definitivo disco verde al bail-in, ovvero al provvedimento secondo cui, a partire dal primo gennaio 2016, il salvataggio delle banche in difficoltà dovrà avvenire anche con il supporto dei creditori della banca stessa. Ma, nel contempo, è arrivato un primo via libera (non definitivo) che sancisce il possibile addio all’obbligo delle “trimestrali” da parte delle società e l’innalzamento dal 2 al 3% delle soglie per la comunicazione delle partecipazioni rilevanti.

In dettaglio:

Dal primo gennaio 2016, nel caso in cui una banca finisca in dissesto, a contribuire al salvataggio saranno chiamati in prima battuta gli azionisti delle banca, poi i detentori di obbligazioni subordinate (strumenti Additional tier 1 e tier 2) e senior e, in ultima battuta, i correntisti. In quest’ultimo caso, tuttavia, il rischio riguarda solo la liquidità superiore ai 100mila euro detenuta sul conto corrente. Ad azionisti e creditori sarà chiesto un contributo pari all’8% del passivo della banca in crisi. Oltre, interverranno le banche tramite il Fondo di risoluzione. Fuori dal rischio bail-in ci sono invece i correntisti fino a 100mila euro, i possessori di covered bond, e i debiti verso dipendenti, fisco, enti previdenziali e fornitori.

L’articolo era del 14 novembre. Passiamo, ora, alla cronaca di questi giorni.

—- Loro hanno una banca: il bail in nelle terre rosse

Passa neppure un mese da quell’articolo economico e ci troviamo con un altro articolo, stavolta nel settore della cronaca [2]:

Il signor Luigino ha deciso di togliersi la vita il 28 novembre di quest’anno, impiccandosi alla ringhiera di un balcone della sua villetta di Civitavecchia. Aveva perso 110 mila euro che aveva investito in obbligazioni subordinate emesse da Banca Etruria. C’è chi dice che fossero i risparmi di una vita. Erano, in ogni caso, tanti soldi; anche per un uomo di 78 anni, con qualche problema di salute, a cui restavano la casa di proprietà e una pensione.

Che succede? Succede che La Banca Popolare dell’Etruria, la Banca Marche, le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti necessitano di un intervento governativo detto salva-banche [3]:

Che cos’è il decreto salva-banche?

È un decreto emanato dal governo Renzi che salva degli istituti di credito dividendoli in due parti: una «good bank» – o banca ponte – cui sono stati conferiti gli attivi ad eccezione dei crediti in sofferenza, e una «bad bank», il contenitore delle suddette sofferenze. Non è tecnicamente un salvataggio di Stato, perché i soldi ce li mettono le altre banche: ben 3,6 miliardi.

Con il simpatico e diretto risultato che «Il decreto salva-banche del governo ha azzerato il valore delle obbligazioni subordinate. Secondo le stime di Federconsumatori, i risparmiatori toscani in possesso di obbligazioni subordinate di Banca Etruria sono fra i 30 mila e i 50 mila, e avrebbero perso una media di 15-20mila euro a testa».

Inizialmente si è assistito alla solita strategia moralista del “colpa loro”, ma poi qualcuno deve aver fatto un semplice conto:

  • Ieri: firma qui, niente rischi!
  • Oggi: ahahah, coglione! Colpa tua!
  • Domani: ehi, nessuno compra più i nostri prodotti.
  • Dopodomani: ehi, tutti vogliono ritirare i risparmi!

Facile immaginare il dopo dopodomani con conseguente fallimento del sistema bancario nel suo complesso a cui segue l’impossibilità di finanziare le PMI, quelle PMI che sono la spina dorsale del sistema economico italiano. Il celodurismo da tastiera e la storia delle torte free sono una gran bella cosa, ma la vita reale è un’altra.

Nel nuovo frame a ricoprire il ruolo di cattivi sono adesso i banchieri: cattivi, disonesti, mangiano i bambini. I quali, ovviamente, non ci stanno [4]:

Lo mise al corrente dei reali rischi che correva in questo tipo di operazione?
Gli occhi si inumidiscono. “Firmò il questionario che sottoponevamo a tutti, nel quale c’era scritto che il rischio era minimo per questo tipo di operazione”.

Una bugia scritta in un contratto?
“In realtà nelle successive carte che il cliente firmava, era presente la dicitura “alto rischio”, ma quasi nessuno ci faceva caso. Era scritto in un carteggio di 60 fogli”.

E voi impiegati non mettevate al corrente i clienti?
“Avevamo l’ordine di convincere più clienti possibili ad acquistare i prodotti della banca, settimanalmente eravamo obbligati a presentare dei report con dei budget che ogni filiale doveva raggiungere. L’ultimo della lista veniva richiamato pesantemente dal direttore “.

Eravate però perfettamente al corrente di cosa significasse vendere ai vostri clienti delle obbligazioni subordinate, giusto?
“Sì. Ogni anno c’era un aumento del capitale e per farlo dovevamo chiamare tutti i clienti e fargli rivedere azioni, obbligazioni, etc”.

Nel frattempo assistiamo alla sagra dello scaricabarile con Bankitalia che accusa l’Europa:

Bankitalia ha accusato l’Europa di aver detto “no” ai salvataggi attraverso il Fondo Interbancario. Perché questo duello con l’Unione Europea?  

Dal primo luglio 2014 la Commissione tratta le iniziative, come il salva-banche, alla stregua di aiuti di Stato. Secondo il capo della vigilanza della Bankitalia Carmelo Barbagallo il mancato intervento con il Fondo Interbancario di Tutela dei depositi è stato stoppato per la «preclusione manifestata dagli uffici della Commissione Ue». I paletti di Bruxelles, dunque, avrebbero impedito un salvataggio meno doloroso. La Commissione ha però replicato che c’erano tre possibili strade per salvare le 4 banche italiane: una con fondi privati, una usando il fondo di tutela dei depositi, che comunque avrebbe fatto scattare la risoluzione e le perdite per gli obbligazionisti subordinati, la terza (poi percorsa) usando il fondo salva-banche.

E che invita a vietare la vendita di simili prodotti finanziari: «Stop alla vendita di prodotti come le obbligazioni subordinate agli sportelli: va vietata, serve una legge, ed è importante farlo subito perché il mondo è cambiato e con le nuove regole sulle banche in tutta Europa, è diventata centrale la responsabilità individuale. Bankitalia, per la prima volta nella sua storia con un’intervista televisiva, interviene per chiarire la posizione dell’autorità di vigilanza rivendicandone l’operato, «convinti di avere fatto il meglio possibile e che anche Consob lo abbia fatto», facendo il punto alla luce delle regole di un bail in «luterano» in base al quale i risparmiatori diventano responsabili e tracciando le linee su cui muoversi per la tutela dei risparmiatori». Potenza dei frame, non trovate? Dal “colpa loro” al “prodotti cattivi”.

—- Concorrenza? L’ABC della truffa —-

Quel che mi piace di più dei simpatici liberrristi è l’ampio utilizzo del pensiero magico: dicono un paio di slogan, si cimentano in un paio di sillogismi e sono convinti di piegare la realtà ai loro affascinanti modelli econometrici. Un po’ come i comunisti d’antan, se ci pensate bene. Persino i risultati sono gli stessi.

Prendiamo il mercato bancario: abbiamo la concorrenza? Certo. Abbiamo l’informazione? Certo. Il sistema bancario è meritocratico? Certo, basta ricordare l’intervista dell’ex direttore di banca: a contare erano i prodotti piazzati, non altro. I risultati, non le chiacchiere, come direbbero gli amerikani che vengono a farci la morale in Italia non si sa bene perché. E i risultati erano misurabili? Certo: chi vende di più è il più bravo, as simple as that direbbe l’amerikano di cui sopra. L’ABC della meritocrazia, no? Che, però, è rapidamente diventato l’ABC della truffa. Non che un simile esito sia difficile a prevedersi: se a contare sono solo le vendite i lavoratori fanno di tutto per raggiungere le quote prefissate quale che sia l’esito sul lungo termine (vale anche nella telefonia, nel gas, nella luce…). Lo sapeva eccome, l’ex direttore della banca, del rischio dell’operazione ma non poteva fare altrimenti. A sua volta i tizi al di sopra del direttore ne erano consapevoli, ma anche loro non potevano fare altrimenti: gli azionisti richiedono crescita, espansione e profitti. E sul lungo periodo? Saremo tutti morti, diceva qualcuno che tentò di salvare la baracca ai tempi che furono. Così i nostri eroi si sono ritrovati con le macerie in mano.

L’aspetto deliziosamente ironico della situazione è che un sistema basato su quote e obiettivi da raggiungere si era già visto sotto il regime sovietico. Inutile aggiungere che i risultati sono stati disastrosi ed è sorprendente notare quanto la fase terminale del capitalismo assomigli al socialismo reale. E proprio come i comunisti anche i liberisti ci deliziano con la negazione della realtà: è colpa dei clienti, dicono. Ma così facendo è facile pronosticare una corsa agli sportelli. Lasciamo fallire le banche, ci riprovano. Ma allora a seguire sarà il mondo delle imprese. È moral hazard, starnazzano, come ultimo disperato tentativo. Stai dicendo, amico liberista, che vista l’impraticabilità delle due opzioni di sopra l’unica opzione rimasta per scongiurare il moral hazard è la mano statale? Ah no, sia mai, nevvero?

Più in generale, avevamo già visto una volta che la meritocrazia è solo uno slogan e se ricordate la cosa aveva scatenato la reazione isterica di un apostolo della fuffa meritocrazia. E pensate che i meccanismi in funzione nel mondo bancario – risultati, quote, numeri – li vogliono applicare anche al mondo della scuola…

—- E il futuro? —-

Abbiamo già visto che il bail in in atto è solo un assaggio d una norma che dovrà entrare in vigore l’anno che viene. Ma guardiamo le sofferenze bancarie stando a un rapporto dell’ABI [5]:

Sofferenze bancarie, Italia

E l’anno prossimo entra, per l’appunto, in vigore la norma sul bail in…

P.S.

Per l’amico autorazzista sugli aiuti di stato alle banche, altro grafico dall’ABI:

Aiuti di Stato alle banche

Da notare dov’è la Germania e dov’è l’Italia. Grazie.

Approfondimenti:

_ literacy finanziaria: http://www.aeeeitalia.it/documenti/trento/paper%20FINI.pdf.

_ vincitori e vinti: https://www.forexinfo.it/Banche-fallite-decreto-salva.

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[1] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-11-14/banche-via-libera-bail-in-2016-075500.shtml?uuid=ACyQq3ZB.

[2] Cfr. http://www.lastampa.it/2015/12/10/italia/cronache/civitavecchia-pensionato-suicida-aveva-perso-i-risparmi-di-una-vita-cz5lQhhaxs4nTSlfRzXaoL/pagina.html.

[3] Cfr. http://www.lastampa.it/2015/12/10/economia/salvabanche-il-dramma-dei-risparmi-in-fumo-cosa-sta-succedendo-eEt9n8Mz5GJfeiKYPJHN0K/pagina.html.

[4] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2015/12/12/news/_ho_luigi_sulla_coscienza_ma_l_ordine_di_mentire_ci_arrivava_dalla_banca_-129285719/.

[5] Cfr. https://www.abi.it/Documents/Interventi/Aud_DG_Sistema%20bancario_9dic2015.pdf.

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 dicembre 2015 da in economia con tag , .
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