Charly's blog

Mini Schengen? E la geografia bussò alla porta della politica

Nella mitologia autocelebrativa europea Schengen occupa un posto di rilievo: la libera circolazione delle persone, senza più guardie di frontiera! A parte quando i francesi sono preoccupati per i migranti polacchi – gli idraulici se ricordate bene – ovviamente. Che volete, se gli studenti hanno l’Erasmus, gli adulti hanno Schengen. E pazienza se senza le skills richieste dal mercato del lavoro e senza la padronanza linguistica lo spazio di Schengen si riduce a risparmiare un’ora alla frontiera in caso di vacanze. Sempre di progresso si tratta, no?

—- Schengen: chi era costui? —-

Tutto bello, peccato che alcuni paesi europei abbiano cambiato idea [1]:

Se salta Schengen, salta l’euro. In parole semplici, è questo il concetto espresso da Angela Merkel nei giorni scorsi durante un convegno a Magonza. «L’euro e la libertà di movimento attraverso i confini sono strettamente legati», ha spiegato la cancelliera. Dunque, «nessuno può illudersi di mantenere una moneta comune senza garantire un modo semplice di attraversare i confini». Ma secondo un’autorevole fonte governativa tedesca, la Germania non ha affatto rinunciato all’idea di usare «l’atomica» della chiusura delle frontiere, alla luce delle miriadi di inadempienze sui rifugiati dei partner europei – non solo al di là della Oder, ma anche al di là delle Alpi e dei Balcani. E per evitare un’implosione economica, la mini-Schengen che i tedeschi hanno in testa includerebbe comunque un nocciolo di Paesi forti dell’area euro.

Ed ecco qui i simpatici volenterosi: «il progetto di una mini-Schengen, con un ripristino dei controlli ai confini che includerebbe Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Francia e Germania». E:

Ma a Berlino il malumore non riguarda solo il comportamento del blocco dei Paesi dell’Est che frena sul riassorbimento delle quote di profughi e si compiace delle proprie involuzioni illiberali e autocratiche quando non barbariche – nei giorni scorsi il premier ceco ha paragonato i rifugiati alle esondazioni.L’irritazione riguarda anche la Grecia e l’Italia, accusate di non fare gli hot spot e di chiudere da tempo un occhio sia sugli ingressi sia sulle registrazioni delle impronte digitali. «Troppo comodo fare i generosi o i leader “di sinistra” quando sai di essere un Paese di transito», sintetizza una fonte parlamentare. Ma è l’umore prevalente nella Grande coalizione, nei confronti di Italia e Grecia.

Il solito “fate schifen”, in pratica.

—- Frontiere, frontiere, quali frontiere? —-

Il problema con Schengen è che quando se ne parla ci si dimentica un dettaglio non da poco: la geografia. In dettaglio [2]:

Lo spazio e la cooperazione Schengen si basano sul trattato di Schengen del 1985. Lo spazio Schengen rappresenta un territorio dove la libera circolazione delle persone è garantita. Gli Stati firmatari del trattato hanno abolito tutte le frontiere interne sostituendole con un’unica frontiera esterna. Entro tale spazio si applicano regole e procedure comuni in materia di visti, soggiorni brevi, richieste d’asilo e controlli alle frontiere.

E

Le norme principali adottate nel quadro di Schengen prevedono tra l’altro:

  • l’abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere interne;

  • un insieme di norme comuni da applicare alle persone che attraversano le frontiere esterne degli Stati membri UE;

  • l’armonizzazione delle condizioni di ingresso e delle concessioni dei visti per i soggiorni brevi;

  • il rafforzamento della cooperazione tra la polizia (compresi i diritti di osservazione e di inseguimento transfrontaliero);

  • il rafforzamento della cooperazione giudiziaria mediante un sistema di estradizione più rapido e una migliore trasmissione dell’esecuzione delle sentenze penali;

  • la creazione e lo sviluppo del sistema d’informazione Schengen (SIS).

Ben lungi da come viene celebrato, Schengen non è affatto l’abolizione delle frontiere in quanti tali, ma solo di quelle interne lasciando intatta quella esterna. Se lavorate in un contesto internazionale è sufficiente vedere la facilità o meno con la quale i vostri colleghi si muovono da casa all’azienda. Se sono europei entrano ed escono senza controlli di sorta (nessuno mi ha mai chiesto nulla), se non sono nell’area Schengen sono alle prese con permessi e scartoffie.

—- Sud: ultima frontiera —-

Cosa c’è di errato nella seguente dichiarazione [3]?

“Schengen è la conquista più grande dell’Unione europea, non è il problema. Se mettiamo in pratica tutti gli strumenti che prevede, l’Europa sarà più sicura e coerente e non avremo bisogno di barriere”. Lo ha affermato il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos a chi vorrebbe chiudere le frontiere nell’UE, o erigere muri.

Messa così sembra quasi che ci sia un’invasione di profughi da parte dei paesi facenti parte dell’area di Schengen: Italia, Grecia, Spagna, Polonia, eccetera. In realtà, come abbiamo già visto, Schengen ha solamente abolito le frontiere esterne e non quelle interne. Visto che i profughi dai paesi europei non ci sono, di cosa si lamentano i paesi della mini Schengen? Semplice, che i profughi che vengono da fuori non vengono fermati al confine esterno di Schengen. Solo una domanda: chi deve presidiare il limes? Vediamo:

  • Nord: nessuna invasione di iperborei;
  • Est: nessuna invasione di Gog e Magog;
  • Ovest: nessuna invasione di atlantidei;
  • Sud: bingo!

Di fatto l’unica frontiera rimasta è quella del Sud: Grecia, Italia e in misura minore Spagna. E visto che di risorse comunitarie non se parla, chi deve mettere il grano? I paesi di cui sopra. Questa è la semplice ragione per la quale i paesi del Sud lasciano filtrare i profughi e i migranti: in caso di identificazione, infatti [4]:

Qual è il limite del Trattato di Dublino?
Negli ultimi anni i flussi migratori hanno raggiunto livelli inaspettati e non prevedibili negli anni 90. La regola sulla quale si è aperto il confronto – e che molti considerano anacronistica – è quella dell’obbligo di registrarsi nel Paese di arrivo, dove il profugo è costretto a chiedere lo status di rifugiato, senza poter proseguire per un altro Paese membro, anche se lo desidera. Questa regola ha finito per congestionare i centri di identificazione dei Paesi più facili da raggiungere via mare o via terra, come l’Italia e l’Ungheria, e per creare una situazione paradossale che vede da un parte profughi che vorrebbero raggiungere altri Paesi, come la Germania, il Regno Unito o la Svezia, ma non possono; dall’altra, Paesi che non riescono ad accogliere e gestire i migranti in arrivo ma sono costretti a trattenerli, registrarli e ospitarli.

I profughi/migranti non vogliono fermarsi nei paesi del Sud, paesi del Sud sul quale spetta tutto l’onere di gestire la situazione. E chi aveva proclamato l’aperture delle porte per i profughi siriani? La Grecia, l’Italia? No, la Germania. Ennesima variante europea del cornuti&mazziati.

Come finirà? Una delle cose più divertenti che si sente in giro è che non si possono fermare i flussi migratori, peccato che la Prima Guerra Mondiale ha dimostrato che una mitragliatrice può annientare una colonna di uomini in armi. Al giorno d’oggi è una prospettiva inaccettabile, ovviamente, ma si dovrebbe ricordare che anche nel 1900 (anno, non secolo) fenomeni quali il nazismo e i campi di concentramento in Europa (le colonie erano un altro discorso) erano semplicemente inconcepibili. E nell’arco di due generazioni sono arrivati i genocidi…

Devo ammettere che ultimamente soffro di una sorta di bipolarismo: da una parte la tecnologia promette un’era dell’abbondanza alla Star Trek, dall’altra la cronaca mi fa temere un nuovo feudalesimo tinto di totalitarismi. Chissà come finirà.

Approfondimenti:

_ Bye Europa: http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-12-04/se-l-europa-schengen-e-coma-063930.shtml?uuid=AC26GzmB.

_ Idraulico polacco: http://www.ilpost.it/2010/08/12/la-fine-del-mito-dellidraulico-polacco/.

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[1] Cfr. https://www.lastampa.it/2016/01/15/esteri/berlino-pensa-a-una-minischengen-per-dare-una-lezione-a-italia-e-grecia-03eN48lIzDZlamLWjdI5BI/pagina.html.

[2] Cfr. http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV%3Al33020.

[3] Cfr. http://www.tio.ch/News/Estero/Cronaca/1047475/No-alle-barriere-Schengen-grande-conquista/.

[4] Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/10/news/il_trattato_di_dublino-122610371/.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 gennaio 2016 da in cronaca con tag , , .
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