Charly's blog

FAQ: razzismo, xenofobia e omofobia

L’ultima trovata per dare lustro al calcio italiano viene da un alterco fra Mancini e Sarri  [1]:

Furioso, incontenibile, sotto shock. È questo il Roberto Mancini che si presenta ai microfoni di Rai Sport dopo il quarto di finale tra la sua Inter e il Napoli. Gli chiedono di spiegare l’aterco con la panchina del Napoli, che ha portato all’espulsione del tecnico nerazzurro nel finale, e lui dice: “Battibecco? Domandate a Sarri, che è un razzista. Io dico che uomini come lui non possono stare nel modo del calcio. Sarri ha usato parole razziste: Avevo chiesto solo al quarto uomo il perché dei cinque minuti di recupero e lui ha iniziato a inveire contro di me, dandomi del ‘frocio’ e ‘finocchio’. Ha 60 anni e si deve vergognare, questo episodio cancella tutto. È una vergogna, uno che si comporta così in Inghilterra non vedrebbe più il campo. Negli spogliatoi sono andato a cercarlo, lui mi ha detto ‘ti chiedo scusa’, io ho risposto ‘ti devi vergognare, se tu sei un uomo sono orgoglioso di essere frocio e finocchio”. “Il quarto uomo? Ha sentito tutto, era lì, siamo stati allontanati tutti e due”, ha spiegato il tecnico dell’Inter.

E poco male se si tratta dello stesso Mancini che una volta ebbe a dire [2]:

“Sinisa e Vieira sono due ragazzi intelligenti, credo che possano superare le tensioni e finirla”. Roberto Mancini, furente contro Sarri per gli insulti rivoltigli durante Napoli-Inter, nel 2000 era un attaccante della Lazio e provò a minimizzare così la polemica scoppiata dopo la partita di Champions tra i biancocelesti e l’Arsenal, quando Vieira e Mihajlovic si erano vicendevolmente accusati di insulti razzisti. “Nel corso di una partita – spiegò un paio di giorni dopo al Salone Nautico di Genova – l’agonismo esasperato può portare a momenti di tensione e di grande nervosismo. Credo che anche qualche insulto ci possa stare. L’importante è che tutto finisca li”. A onor di cronaca, va registrato che si tratta di due episodi differenti: al di là del tipo di insulti (omofobi, nel caso di Sarri-Mancini), in Lazio-Arsenal la lite avvenne tra due calciatori.

Che volete, con il passare degli anni cambiano anche le idee.

—- Un paio di definizioni —-

Al netto della polemica sportiva si deve far notare che le frasi di Mancini sono estremamente imprecise. Ecco la definizione di razzismo [3]: «Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la ‘purezza’ e il predominio della ‘razza superiore’». L’ovvia considerazione è che Sarri non ha detto nulla di simile, ma si tratta di un più banale insulto di stampo omofobico [4]: «Avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità».

Un’altra errore molto comune è quello di confondere il razzismo con la xenofobia. Sempre secondo la Treccani [5]:

Sentimento di avversione generica e indiscriminata per gli stranieri e per ciò che è straniero, che si manifesta in atteggiamenti e azioni di insofferenza e ostilità verso le usanze, la cultura e gli abitanti stessi di altri paesi, senza peraltro comportare una valutazione positiva della propria cultura, come è invece proprio dell’etnocentrismo; si accompagna tuttavia spesso a un atteggiamento di tipo nazionalistico, con la funzione di rafforzare il consenso verso i modelli sociali, politici e culturali del proprio paese attraverso il disprezzo per quelli dei paesi nemici, ed è perciò incoraggiata soprattutto dai regimi totalitari. Il termine è usato, per estens., anche in etologia, per indicare l’avversione di popolazioni animali legate a un territorio verso le popolazioni esterne.

Per quanto spesso sovrapponibili, un’avversione verso gli stranieri non è sinonimo di una classificazione fondata sulla biologia degli esseri umani come il razzismo. Si potrebbe semplicemente ragionare per stereotipi o non amare determinati tratti culturali di un popolazione differente.

—- Il razzismo invisibile: le identità —-

Il razzismo è una teoria suadente perché permette di spiegare la complessità del reale. Un esempio pratico: perché alcuni paesi sono ricchi e altri no? Facile: abbiamo le razze superiori e quelle inferiori. Così se i paesi scandinavi sono al vertice degli indici di sviluppo umano è per via del binomio biondi/occhio azzurri, mentre se il Medio Oriente è un disastro è perché sono troppo scuri. Tutto bello e tutto semplice, se non fosse che la civiltà è  nata e prosperata nel Medio Oriente quando i paesi scandinavi potevano vantare solamente splendidi resorts in qualche caverna in coabitazione con pulci e orsi. E perché la civiltà è nata nel Medio Oriente, forse per via di una superiorità biologica? No, per il caso: le specie animali e vegetali addomesticabili e coltivabili sono originarie di quel luogo con tutti gli effetti connessi allo sviluppo dell’agricoltura (città, burocrazia, scrittura).

In tempi più recenti il razzismo di stampo biologico è stato sostituito, per via di quanto avvenuto nel 20° secolo, con un più subdolo razzismo di stampo culturale. Perché i paesi scandinavi sono al vertice degli indici di sviluppo, mentre quelli mediorientali sono al fondo? Per la cultura, diamine! Con il simpatico e divertente aspetto che la ragione di tutto questo viene ricondotta al protestantesimo (onestà, senso del dovere) anche se questo è il momento più ateo di sempre nelle storie europea. Come al solito ogni paese è storia a sé e spesso e volentieri è il caso che fa la differenza.

A parte per le discussioni accademiche, un effetto del razzismo culturale è l’utilizzo delle etichette culturali come forma di appartenenza. Leggiamo cosa dice Giovanni Sartori, il più grande politologo italiano [6]:

Quale disastro?
«Illudersi che si possa integrare pacificamente un’ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».

Perché?
«Perché l’Islam che negli ultimi venti-trent’anni si è risvegliato in forma acuta – infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose – è un Islam incapace di evolversi. È un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il monoteismo occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».

In pratica abbiamo un fenomeno (bio)culturale, l’Islam, completamente privo di sfaccettature e differenze: 1,2 miliardi di persone? Tutte uguali, tutti esponenti di una cultura sempre uguale a sé stessa nei secoli e nei secoli a venire. Anche se lo stesso Sartori cita un periodo di tempo limitato, 20-30 anni, ed è facile trovare delle foto dell’Iran pre-rivoluzione.

Al netto delle sciocchezze del modello culturale superfisso, è da notare che il razzismo culturale si basa sulla violenta imposizione di etichette: se nasci alle coordinate x e y, allora, sei z e in quanto tale non puoi scegliere di essere diversamente. E se ci provi, beh, si tratta di abbandonare le radici e le negazione di sé. Lo ricordate il delirio di Ratzinger sull’identità e le radici? In termini pratici Ratzi sosteneva che o si era come diceva lui o si era senza radici, senza identità e senza vattelappesca. Il fatto che qualcuno possa effettuare, assai banalmente, una scena diversa non veniva neppure preso in considerazione. Esattamente come sragiona l’integralismo islamico. E se noi ce ne usciamo con la storiella che gli islamici sono tutti uguali e che non possono cambiare, allora, non rimane che il genocidio di 1,2 miliardi di persone.

Approfondimenti:

_ Sen: http://www.filosofiprecari.it/wordpress/?p=2302.

_ la violenza delle etichette sugli italiani: http://italiandistrict.com/florida/articolo/stereotipi-italiani-usa/.

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[1] Cfr. http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/19-01-2016/inter-mancini-sarri-razzista-mi-ha-del-frocio-vergogna-il-calcio-napoli-140328561669.shtml.

[2] Cfr. http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/20-01-2016/mancini-sarri-insulti-mihajlovic-vieira-140333541007.shtml.

[3] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/razzismo/.

[4] Cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/omofobia/.

[5] Cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/xenofobia/.

[6] Cfr. http://www.ilgiornale.it/news/siamo-disastro-perch-ci-siamo-illusi-integrare-lislam-1214191.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 22 gennaio 2016 da in cultura con tag , , , , .
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