Charly's blog

Ipse dixit: Draghi e la “cospirazione” contro l’inflazione

Passiamo la parola all’ANSA in merito alle ultime dichiarazione di Draghi [1]

“Ci sono forze nell’economia globale di oggi che cospirano per tenere bassa l’inflazione”. Lo ha detto il Presidente della Bce, Mario Draghi, in un discorso a Francoforte, spiegando che “queste forze potrebbero far si che l’inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare ad una inflazione più bassa in modo permanente”. La Banca Centrale Europea “non si arrenderà davanti alla bassa inflazione”. Draghi ha sottolineato che “i rischi” che potrebbero scaturire “dall’agire troppo tardi superano i rischi” che potrebbero arrivare “dall’agire troppo presto”.

Ed ecco l’originale in inglese [2]:

“There are forces in the global economy today that are conspiring to hold inflation down,” the ECB president said in a speech in Frankfurt on Thursday. “What matters is that central banks act within their mandates to fulfill their mandates. In the euro area, that might create different challenges than it does in other jurisdictions, but those challenges can be mitigated. They do not justify inaction.”

Ohibò: si parla di complotto?

—- Mi è semblato di vedele un gombloddo —-

A prima vista sembrerebbe di avere a che fare con la confessione di un gombloddo su scala internazionale. In effetti il Giornale ha ben pensato di pubblicare in prima pagine la notizia e Brunetta si è lanciato in una draghina, la variante post moderna delle Filippiche di un tempo [3]:

Inquietante il commento del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi sull’inflazione, sull’inflazione troppo bassa. Parla di cospirazione a livello internazionale. Non può un presidente di una banca centrale importantissima come quella dell’Europa parlare di cospirazione e fermarsi. Ci dica cosa sa, chi è dentro questa cospirazione e cosa sta facendo.

Non manca chi si lancia in ardite riflessioni filologiche sull’italiano [4]:

Prima il Governatore di Banca Italia, Visco, dichiara che “le politiche economiche europee sono insensate” e chiede la revisione di quella normativa demenziale che è l’unione bancaria (Reg. UE 806/14). Oggi arriva Mario Draghi che, udite udite, annuncia addirittura una “cospirazione” di forze economiche che, per i propri interessi, stanno vanificano le azioni di BCE, mantenendo forzosamente l’inflazione bassa. Ora, pur premettendo che le parole di Draghi valgono zero, lo ritengo parte di questa cospirazione, non certo vittima, esse meritano comunque una riflessione. Intanto l’italiano non è un’opinione e Draghi lo conosce. Cospirazione significa “accordo di più persone diretto a compiere delitti contro la personalità dello Stato”.

Nulla da eccepire, se non fosse che Draghi si è espresso in inglese pensando a un pubblico internazionale e non in italiano per un pubblico domestico. Una rapida lettura al dizionario e viene fuori che “to conspire” presenta due significati [5]:

  • Make secret plansjointly to commit an unlawful or harmful act:they conspired against him[WITH INFINITIVE]: they deny conspiring to defraud the Inland Revenue
  • [WITH INFINITIVE](Of events or circumstances) seem to be working together to bring about a particular negative result:everything conspires to exacerbate the situation

Nel caso specifico una traduzione migliore e più fedele a quanto detto sarebbe concorrere e non cospirare. Ma Google traduttore non riporta questo secondo significato…

—- E che volete da me? Nun ce posso fa’ gnente —-

È meglio ricordare che la BCE non ha come obiettivo la piena occupazione o la lotta alla povertà, ma la stabilità dei prezzi con un obiettivo dichiarato dell’inflazione al 2%. Peccato che «L’inflazione nella zona euro resterà bassa anche nel 2016: la previsione della Commissione europea fissa il tasso annuo allo 0,5%, la metà rispetto a quello stimato nella precedente edizione delle previsioni economiche. L’indice dei prezzi al consumo è stato più basso del previsto anche nel 2015: a novembre la Commissione Ue lo prevedeva allo 0,1%, oggi invece certifica inflazione a 0 per l’anno passato. Più cauti i dati per l’inflazione attesa nel 2017: secondo la Commissione europea sarà 1,5% e non più 1,6% come precedentemente stimato. Anche nell’Ue quest’anno si avrà un indice inflattivo più dimezzato, atteso allo 0,5% rispetto alle previsioni di novembre (1,1%)» [6].

La frase pronunciata da Draghi è stata estrapolata da un intervento molto più lungo e articolato. Il nostro eroe argomenta che ci sono molte sfide a cui deve far fronte la politica monetaria:

  • First, there are challenges that are common to allcentral banks in advanced economies, which are linked to a global low inflation environment.
  • Second, there are challenges that are special to usin the euro area, which are linked to our particular institutional context.

In generale c’è chi argomenta che la bassa inflazione sia dovuta a fattori strutturali nell’economia globale quali l’andamento demografico, le innovazioni tecnologiche o il calo dei prezzi delle materie prime (su tutti il petrolio). Ma Draghi afferma che « So there is no reason why any of these structural changes should make our current price stability objectives unobtainable. They may create global disinflationary forces, but those forces are transitory in nature. What can affect our objective, however, is if those forces have a persistent impact on inflation – which is to say, if they become embedded in inflation dynamics and inflation expectations. But that is not a structural issue; it is about the credibility of monetary policy in anchoring inflation expectations».

 Vengono prese in esame, poi, le posizioni di chi contesta l’operato o l’operato in quanto tale delle banche centrali, ma anche qui nulla da segnalare. E, quindi, si arriva a ciò che rende la UE speciale: « So even in the face of common global shocks, central banks have the ability to deliver their mandates. But in the euro area, that requires a different monetary policy response than for others. That is because we also face a second set of challenges that are largely specific to us. They result from our institutional structure: conducting monetary policy in a segmented banking and capital market, and without a single area-wide fiscal authority as a counterpart». E:

Our specific challenge arises from having an incomplete banking and capital market, which leads to lower sharing of risks. Relative to a fully integrated market, portfolios of private assets in the euro area are less geographically diversified, concentrating the effect of local economic slumps. Credit markets are less integrated, making it harder for agents to borrow from other parts of the union to smooth out such shocks. And institutions for cross-border public risk-sharing are less developed, placing the full burden of dealing with the after-effects on individual sovereigns. This has two consequences for monetary transmission. First, it means that some of the main transmission channels – namely the bank lending channel and the balance sheet channel – are more likely to be disrupted in the event of major shocks. And second, since private risk and sovereign risk are linked at the national level, it means that financial fragmentation takes place along national lines. That hampers the traction of monetary policy in the regions where monetary stimulus is most needed.

Ma a mancare è « What is still missing, however, is agreement on the third leg of Banking Union – deposit insurance – which is an essential part of a genuinely single money. For this reason, the Commission’s proposal to establish a European Deposit Insurance Scheme is welcome. On the one hand, it sets out the ambitious objective of establishing a truly European system of depositors’ protection. That will support the creation of an internal market for deposits in which the fungibility of deposits is assured independently of jurisdictions, and trust in deposits is equalised».

Insomma, Mr. Draghi ci dice che più di tanto lui non può fare e che la UE è incompleta (e politicamente parlando potrebbe non essere mai completa). Giusto una curiosità: chi è che scriveva « So what do the europessimists – the people who believe that the whole experiment will come to grief – say now? Well, they have a new argument. Pretty clearly, Europe is not about to tear itself apart because it cannot agree about monetary policy. In fact, everyone but the central bankers now *does* agree about monetary policy. The clear and present danger is, instead, that Europe will turn Japanese: that it will slip inexorably into deflation, that by the time the central bankers finally decide to loosen up it will be too late»? Krugman, nel 1998 [7]. Chissà perché se lo sono dimenticati gli illustri capoccia che siedono alla BCE.

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[1] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/04/draghi-inflazione-bce-non-si-arrende_01d040c4-27f0-451e-8c21-0355609a9fb9.html.

[2] Cfr. http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-02-04/draghi-says-inflation-challenges-no-reason-for-ecb-inaction.

[3] Cfr. https://www.youtube.com/watch?v=C2iC7PzgDAc.

[4] Cfr. http://www.imolaoggi.it/2016/02/04/draghi-ce-una-cospirazione-di-forze-delleconomia-per-tenere-bassa-linflazione/.

[5] Cfr. http://www.oxforddictionaries.com/definition/english/conspire?q=to+conspire.

[6] Cfr. http://www.agi.it/economia/2016/02/04/news/eurozona_ue_rivede_al_ribasso_stime_crescita_inflazione_resta_bassa-487342/.

[7] Cfr. http://web.mit.edu/krugman/www/euronote.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 febbraio 2016 da in economia con tag , , , , , , .
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