Charly's blog

Contro natura? Ma anche no

Sul Ddl Cirinnà abbiamo potuto assistere alle posizioni più strane e mi sembra logico aspettarsi un day after ricco di contenuti. Ecco Alfano che tira in ballo la natura e l’antropologia:

Sulle unioni civili “abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, e credo che l’averlo impedito sia stato un nostro risultato”, ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al suo arrivo al Consiglio Affari interni dell’Ue oggi a Bruxelles. “Ha vinto il buonsenso, perché è assolutamente di buon senso dare più diritto anche ai soggetti dello stesso sesso che compongono una coppia, un’unione, e nello stesso tempo mantenere l’istituto giuridico del matrimonio ben distinto da quello dell’unione”, ha affermato Alfano, aggiungendo che “è stato un bel regalo all’Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio”.

Semplice no? Quello che è contro natura è sbagliato, quello che è secondo natura non lo è. Più chiaro di così.

—- Ma cos’è la natura? —

Essendo il nostro di formazione giuridica, uno potrebbe anche perdonare gli svarioni biologici e zoologici di Alfano. Certo, se non fosse che non sono incline a perdonare chi parla senza i mezzi per farlo. Prendiamo, ad esempio, il libro Biological Exuberance: Animal Homosexuality and Natural Diversity dedicato alla sessualità che si può trovare in natura e secondo natura [2]:

Ci sono – per citarne solo alcuni – farfalle, pecari, scoiattoli, pinguini, canguri (forse anche supercanguri), falchi, leoni, koala, pipistrelli, macachi, serpenti, antilopi, bisonti africani e americani, bufali indiani, elefanti indiani e africani, scimpanzé, oche, cani, gatti, cavalli, maiali, porcospini, cicogne, aquile, procioni, delfini e balene, orangutan, zebre, coyote, usignoli, marabù, trichechi e babbuini, tartarughe e tacchini, lupi, picchi, lepri, cavie, volpi e uccelli del paradiso.

A differenza di quanto alcuni potrebbero pensare, le specie in questione non si limitano al soddisfacimento cieco dei sensi. Anche l’accudimento dei piccoli rientra nelle attività predilette dalle coppie omosessuali animali.

Capita spesso a fenicotteri, cavie peruviane, sterne, orsi Grizzly, volpi rosse, facoceri, morette americane (sono anatre), galli della salvia (centrocercus urophasianus), gabbiani, elefanti marini, corvi, struzzi, scimmie scoiattolo americane (saimiri), cormorani, parulidi (che sono dei piccoli passeracei gialli americani), cigni, beccacce di mare, gorilla (i piccoli sono cresciuti da gruppi promiscui, e le loro madri spesso sono lesbiche), antilopi.

A volte succede che due femmine si mettano insieme per accudire i figli di una, oppure che formino una coppia per allevare i figli di entrambe, e perfino che coppie di maschi decidano di adottare e nutrire i piccoli di altri. In alcuni casi, anche questi abbastanza comuni, la coppia omosessuale si costituisce dopo che la madre biologica rimane vedova proprio per l’accudimento della prole.

Tutto facile, no? Certo, è risultato facile nel senso opposto rispetto a quello inteso da Alfano, ma lo scenario è piuttosto semplice. Stranamente non sono mancati i critici: vedete, fra i miei hobby non manca l’abitudine di leggere i commenti alle notizie o agli articoli. Sono splendidi, sempre ammesso che non si abbia una grande stima per il genere umano. Sia come sia, possiamo trovare perle che criticano l’articolo «perché presuppone identità tra natura animale e natura umana (dimenticando che la natura umana è anche cultura…). I gatti randagi uccidevano i gattini delle mie gatte così che andassero nuovamente in calore, ergo, sarebbe giusto ammazzare i figli in modo da disporre subito sessualmente della madre?». E poi lo scettico: « Portatemi un solo esempio, uno solo, di due individui di qualsiasi specie ma dello stesso sesso che abbiano generato della prole. Ditemi qual’è la ragione per cui gli organi genitali delle femmine sono morfologicamente diverse dai maschi, e in particolare sono fornite di un “buco” mentre i maschi possiedono una protuberanza. Di cosa stiamo parlando? Ci si arrampica sugli specchi per fare speculazioni intellettuali su un argomento che è chiaro come la luce del sole. La religione e la morale non dovrebbero neanche entrarci in queste questioni». Con tanto di apostrofo fra qual ed è. Si vede che l’apostrofo è contro natura… Ed ecco il mio preferito:

C’è un gran frantendimento dell’uso della parola “natura” riferita al concetto di “natura umana”: l’uso riduzionistico in senso naturalistico-simil-animale non regge a considerazioni (non dico religiose) ma di semplice ragione:
1. le cavallette praticano il cannibalismo, dunque è morale il cannibalismo per l’uomo?
2. Il Leone maschio ammazza i leoncini del branco che ha conquistato per mandare in calore le femmine: è allora un bene per un uomo fare altrettanto?
Mi fermo qui, sarebbero infiniti gli esempi da fare e non è difficile immaginarli.
Cosa succede se veramente applichiamo l’equazione: “lo fanno gli animali, quindi lo può fare anche l’uomo”? Non ci vuole una laurea in antropologia per capire che è una stupidissima baggianata!
Eppure un tale teorema è uno dei dogmi preferiti dai sostenitori dell’ideologia del gender, che nonostante mostri tutte le sue debolezze con queste argomentazioni, continua a raccogliere applausi, consensi, avere seguito dai cosi detti “paladini della libertà”, “laici”, “progressisti” o altre etichette simili. Ma la “ratio”, dov’è finita?
Il termine “natura-umana” è legato all’agire morale dell’uomo, che è una scelta fra bene e male, mediata in primis proprio dall’uso della ragione, che non è una prerogativa animale. I diritti umani universali si basano sull’assunto che esiste un bene che è sondabile e raggiungibile dalla ragione umana, e che questo bene sussiste a prescindere dalla singola persona ed è di carattere oggettivo, e non soggettivo (giusnaturalismo giudiridico).
Il bene esiste ed è accessibile all’uomo. Perciò ciò che è in gioco in tutto questo discorso non è affatto la “libertà dei gay”, ma piuttosto il significato stesso di “bene” , la sua vera esistenza, i diritti umani;
La “natura-umana”, appunto.

Standing ovation! Parte bene, ma non ha capito nulla né sulla questione né sull’articolo…

—- La natura? Ecchissene —-

Andiamo con ordine e per punti:

  • Alfano argomenta che i comportamenti “contro natura” abbiano un valore negativo;
  • L’argomento “contro natura e quindi negativo” lascia supporre l’argomento “secondo natura e quindi positivo”;
  • Il presunto comportamento contro natura è tutto fuorché contro natura: anzi è estremamente presente in ambito naturale;
  • Sempre nella natura esistono comportamenti moralmente (per l’etica contemporanea) inaccettabili;

Non ci vuole un genio a capire che usare la natura come metro morale non ha senso (anche perché c’è tutto e il contrario di tutto). Mentre ci vorrebbe un minimo di cognizione di causa e di conoscenza specialistica per ricordarsi che la base etica umana è di chiara derivazione biologicavi ricordate del nostro amico Achille il leone?ma per via della sua componente culturale è mutevole nel tempo e nello spazio. Esattamente come l’etica della Bibbia, quella di presunta ispirazione divina, è ributtante al giorno d’oggi, così fra alcuni secoli la nostra etica dominante avrà fatto il suo corso. Con buona pace di quelli che pronosticano la fine della storia all’insegna del liberalismo-liberismo. E tanti saluti alla natura e alle fantasticherie filosofiche.

Quelli più sofisticati se ne sono accorti e si dedicano al sofismo [3]:

L’omosessualità non è né “normale”, né “naturale”. Bisogna capire però in che senso. I due aggettivi infatti hanno molteplici significati e quindi risulta necessario precisare in che senso i due termini non possono essere attribuiti all’omosessualità. Il significato dei concetti di “norma” e di “natura” dà luogo a problemi (e soluzioni) conosciuti da secoli. Già San Tommaso d’Aquino, in pieno medioevo, si mostrava consapevole (molto di più degli attuali sostenitori o anche oppositori dell’omosessualità) della molteplicità di significati del termine “natura”.

Ad esempio, un significato di “naturale” corrisponde a: “ciò che si trova in natura”. In questo senso l’omosessualità potrebbe dirsi “naturale” in quanto corrisponde effettivamente a una condizione umana vecchia (più o meno) quanto l’uomo stesso. Tuttavia in questo senso sono parimenti “naturali”: la pedofilia, la violenza sessuale, l’omicidio, ecc. Non ci aiuta molto neppure la constatazione che certi comportamenti omosessuali sono “naturali” perché si osserverebbero anche nel regno animale (anche se la natura di questo tipo di “omosessualità” rimane molto discussa): tra gli animali si trovano anche lo stupro, la necrofilia, la divorazione del partner dopo il rapporto sessuale e altre cose di questo tipo. In realtà una definizione di “naturale” del tipo: “ciò che accade in natura” non ci dice nulla su come l’uomo si dovrebbe comportare, ma ci dice solo come si comporta di fatto (e spesso, molto spesso, si comporta male).

La morale, invece:

Anche in quest’ultima ipotesi però, che un comportamento non possa essere qualificato come patologico non significa che in esso non ci sia qualche profilo di immoralità o che non sia addirittura intrinsecamente immorale. In questa serie di articoli ci proponiamo di esplorare l’aspetto propriamente morale della “natura” e del comportamento umano, e di qualificare il comportamento, e poi l’inclinazione (oggi si direbbe: “orientamento”), omosessuale alla luce dei principi morali. Non ci interessa direttamente discutere invece se l’omosessualità possa o no qualificarsi come “patologia”: ci sono molti esperti che criticano, con argomenti solidi, l’attuale impostazione “dominante” della scienza medica, ma questo non costituisce a nostro avviso il cuore del problema. Emergerà comunque qualche elemento atto a indicare che l’omosessualità può essere all’origine di varie patologie, indipendentemente dal fatto che essa sia o meno in sé stessa una patologia. Centrale rimarrà in ogni caso il discorso morale.

E come si riconosce la morale? Creando un proprio metro di giudizio del tutto arbitrario e applicarlo [4]:

Gli organi sessuali sono complementari nella morfologia (la forma del pene e della vagina) e nella funzione(produzione di spermatozoi da una parte, ovuli dall’altra), finalizzati come sono alla trasmissione della vitaTutta la meccanica (eiaculazione e poi recezione, aiutata dalla consistenza del muco cervicale che facilita il passaggio e seleziona gli spermatozoi nella fase ovulatoria) e la chimica (compatibilità biomolecolare dell’ovulo e dello spermatozoo, che interagiscono chimicamente e mettono a disposizione la loro “metà” di patrimonio genetico) del rapporto sessuale è lì per testimoniarlo, e i mille dettagli fisiologici che lo caratterizzano non avrebbero spiegazione al di fuori dalla generazione. Persino alcuni tratti psicologici meno conosciuti lo indicano: le donne hanno maggiore desiderio sessuale proprio nei giorni fertili (vedi ad esempio lo studio di S. Dawson in Archives of Sexual Behavior) e nello stesso periodo le donne appaiono anche più attraenti e desiderabili al maschio (così ad esempio N. Gueguen in New Scientist).

Le pulsioni, le inclinazioni, gli orientamenti, non cambiano in sostanza il finalismo sessuale naturale dell’essere umano come l’abbiamo descritto. Dal punto di vista della sessualità, poco importa che tu sia (come si dice) eterosessuale, omosessuale, bisessuale o zoofilo: se sei maschio sei, in tutto il tuo essere, “fatto per” (o se preferisci, “finalizzato a”) la femmina; se sei femmina, sei “fatta per” (“finalizzata a”) il maschio.

La sessualità e il rapporto sessuale, è vero, non hanno esclusivamente un unico fine. Il rapporto sessuale ci unisce in modo profondo all’altro; risponde ad un bisogno di amore e di compagnia; ha anche un fine “saziativo”, cioè il piacere procurato dal rapporto completo è atto a soddisfare (momentaneamente) la pulsione erotica.

E tuttavia, come già spiegato sopra riguardo ai principi generali della moralità, le finalità ulteriori non possono giustificare la negazione volontaria del fine immediato (e principale) dell’atto, quando esso, come in questo caso, consiste in una finalità in qualche modo ultima o suprema, nel bene della persona in quanto tale (l’esistenza).

La finalità della generazione, che è tensione e apertura a una nuova vita, possiede una incontestabile superiorità ontologica e, nella misura in cui è in rapporto con la volontà, anche una superiorità morale. Infatti “l’esistenza” di una nuova persona, cui è finalizzata l’atto sessuale, è bene fondante rispetto a tutto il resto, e supera gli altri beni che sono perfezioni importanti, si, ma accidentali e secondarie rispetto all’esistenza, come l’essere in compagnia, il piacere o anche l’affetto.

Il problema dunque non è perseguire le altre finalità o gli altri beni nella propria vita sessuale. Il problema è cercare questi beni negando quello essenziale. Una volontà orientata in questo senso opererebbe un rovesciamento dell’ordine dei valori. Nella misura in cui positivamente si vuole un atto sessuale chiuso alla vita, si vuole la “privazione” del più grande bene cui esso è diretto, bene della persona come tutto, e quindi, in ultima analisi, si vuole un male morale.

 Scienze delle merendine filosofiche al 100%, ma apprezzo il tentativo.

—- Di sodomoti e di tecnologie —-

Tornando nel merito della discussione possiamo trovare due punti dolenti:

  • L’omosessualità;
  • La tecnologia;

Nel primo caso i critici sembrano far intendere che il riconoscimento delle coppie omosessuali porti a una diffusione del fenomeno con conseguente “fine du mundu” demografica. Ma con o senza Ddl Cirinnà gli omosessuali e le lesbiche rimangono senza che ci sia un impatto demografico di sorta: in termini demografici una specie non richiede che tutti i suoi membri debbano seminare pargoletti di qua e di là. Chiedere ai preti e alle suore, nel dubbio.

Per quanto riguarda la tecnologia, anche qui rischiamo di vedere il poco accorto utilizzo della fallacia Contra natura ma al netto di infinite discussioni basta chiedere coerenza: se si ritiene che la tecnologia sia negativa e contro natura basta rinunciarvi. Date l’esempio, poi si vedrà. E verrà fuori che Prometeo era un Homo Erectus

Approfondimenti:

_ ah, se volete la risposta antropologica dopo quella biologica: http://www.polemos.it/doc_recensioni/37.html.

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[1] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Unioni-civili-alfano-abbiamo-impedito-rivoluzione-contro-natura-4a71aa1c-0a6c-426d-a74f-c67d1d755634.html.

[2] Cfr. http://www.ilpost.it/giacomopapi/2016/02/26/animali-contro-natura/.

[3] Cfr. http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/perche-l-omosessualita-non-e-naturale-parte-i/.

[4] Cfr. http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/perche-l-omosessualita-non-e-naturale-parte-iv/.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 marzo 2016 da in Argumenti con tag , , , , , , , .
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