Charly's blog

Bruxelles 2016: l’ennesimo attacco delle fedi contro la contemporaneità

In merito all’attentato di Bruxelles, Renzi ha detto una cosa giusta [1]:

Contro il terrorismo servono i militari così come gli operatori sociali e gli insegnanti. E’ quanto afferma in un intervento sul sito del Guardian il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all’indomani dei sanguinosi attacchi di Bruxelles. “L’Unione europea deve essere risoluta questa volta – si legge – dobbiamo investire nella sicurezza e difesa comune”. Ma allo stesso tempo, “dobbiamo investire risorse, come l’Italia ha proposto in più occasioni, nelle nostre città e nelle periferie urbane anonime, portando scuole, infrastrutture e luoghi di aggregazione sociale”. Secondo il premier, una parte dell’impegno per contrastare il terrorismo è militare, ma “se vogliamo veramente salvare la prossima generazione”, un ruolo cruciale lo devono avere “gli insegnanti, i volontari e gli operatori sociali” e quindi la cultura.

Seppur, ovviamente, non nel senso da lui inteso. Vediamo.

—- Er logorio del nichilismo quotidiano —-

Diamo la parola a un blogger de il Giornale [2]:

Siamo ostaggi, cerchiamo di capirlo. Ostaggi del moderatismo spinto, della morte certa di un’identità, della idolatria dell’estetica, inscatolati nella modernità, figli illegittimi della vigliaccheria e del dichiarazionismo, rischiamo di morire per una guerra che neanche stiamo combattendo. Il tripudio dell’assurdità, mentre ci si scanna per i diritti, mentre la capitale d’Europa esplode come nulla fosse, mentre la sua gente reprime e vomita altrove un dolore inconsolabile, una rabbia inesprimibile.
Vorrei ma non posso, reagirei ma non viene permesso. .
Hanno fatto inginocchiare, anche oggi, quello che per tutti rappresenta il centro dell’istituzione, per quanto malefica, tollerante, insulsa, totalitaria e smemorata. Colpiscono al cuore con naturale dinamismo e questo terrorizza. Nella dimenticanza delle proprie essenze nazionali – frettolosamente liquidate come anacronistiche ed inutili testimonianze di un’epoca che non ci appartiene più -, l’Europa ha dimenticato se stessa, troppo impaurita per reagire nel rischio di scomodare gli interessi economici o i delicati equilibri geopolitici. Che si fottano! Un tracollo verticale, un suicidio culturale. E allora il profondo oblio, due guerre e secoli di civiltà, il sangue versato ed un pessimo rapporto col tempo. Gli errori commessi, le lezioni mai imparate, un’adolescenza politica e spirituale da cui non si riesce ad uscire.

Non ci avete capito niente? Non siete i soli. Sempre rimanendo nel settore, in molti denunciano una deriva nichilista del terrorismo islamico [3]:

“Lo scontro in atto è una guerra tra il sacro e il nichilismo, i terroristi islamici fanno parte del fronte nichilista, chi uccide mette in atto un progetto nichilista. E’ chiaro quanto scritto nel Corano: chi assassina anche un solo uomo offende Dio. La guerra in atto è una guerra metafisica, uno scontro nichilista in cui l’unica prospettiva è annientare la presenza di Dio nell’uomo”. Lo afferma all’Adnkronos lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, autore del saggio dal titolo ‘Il feroce Saracino’, uscito in questi giorni per i tipi di Bompiani.

Peccato che la religione sguazzi nel sangue, tanto la Bibbia quanto il Corano. E peccato che il nichilismo presenti un significato del tutto differente: «denominazione moderna di un atteggiamento ricorrente nel pensiero filosofico, comune a molte dottrine anche antiche, secondo il quale, una volta stabilita l’inesistenza di alcunché di assoluto, non ci sarebbe alcuna realtà sostanziale sottesa ai fenomeni di cui pure si è coscienti, risultando quindi l’intera esistenza priva di senso» [4]. L’integralismo islamico, invece, si muove sul terreno di valori assoluti e trascendenti, di realtà metafisiche e divine. Si tratta dell’esatto contrario del nichilismo: uccidono perché sono convinti di avere il significato e la verità ultime.

Ma questo ci porta al vero terreno di scontro, i valori [5]:

Oggi due letture dominano la scena, indirizzando i dibattiti televisivi e le pagine dei giornali: la spiegazione culturalista e quella terzomondista. La prima insiste sulla ricorrente guerra di civiltà: la rivolta dei ragazzi musulmani dimostra che l’islam non può integrarsi, almeno fino a quando una riforma teologica non cancellerà dal Corano l’invito al jihad. La seconda insiste sulla sofferenza postcoloniale, sull’identificazione dei giovani con la causa palestinese, sul loro rifiuto degli interventi occidentali in Medio Oriente e sulla loro esclusione da una società francese razzista e islamofoba, e da lì il solito ritornello: finché non risolveremo il conflitto israelo-palestiense la rivolta andrà avanti. Ma entrambe le spiegazioni presentano lo stesso problema. Se le cause della radicalizzazione sono strutturali, allora perché il fenomeno colpisce solo una parte minima e molto circoscritta dei musulmani francesi? […] Cos’hanno in comune i ragazzi della seconda generazione e i convertiti? La loro è prima di tutto una rivolta generazionale. Entrambe le categorie hanno rotto i ponti con i loro genitori e con tutto ciò che rappresentano in termini di cultura e religione. I francesi di seconda generazione non aderiscono all’islam dei loro genitori. Sono occidentalizzati e parlano francese perfettamente. Hanno condiviso la cultura giovanile della loro generazione, hanno bevuto alcol, fumato hashish, rimorchiato ragazze. Molti di loro sono stati almeno una volta in prigione, e poi un bel mattino si sono (ri)convertiti scegliendo l’islam salafita, ovvero un islam che rifiuta il concetto di cultura, un islam della regola che gli permette di ricostruirsi da sé. Non vogliono la cultura dei genitori e nemmeno una cultura “occidentale”, che ormai è il simbolo del loro odio verso se stessi.

Ed ecco il vero punto dirimente: «Non è una radicalizzazione dell’islam, ma un’islamizzazione del radicalismo». Gli idioti che uccidono in nome di scemenze metafisiche sono gli stessi che due generazioni fa uccidevano in nome del nazismo o del comunismo.

—- Le fedi, il nemico della contemporaneità —-

L’occidentale medio ha due vizi: parla senza cognizione di causa e non ha memoria storica. Partiamo dalla definizione di fede:

  • La fede si basa sulla proclamata esistenza di un ordine o di un’entità sovraumana che eccede la dimensione degli uomini: divinità, karma, fato;
  • Da essa l’uomo ricava dei precetti morali e di condotta di vita;
  • La religione proclama il monopolio della verità che conta, non di tutta. Nessuna religione si preoccupa di spiegare il ciclo di vita dei coleotteri perché non viene ritenuto importante. Ma delle questioni importanti – etica, teodicea, metafisica – la religione proclama il monopolio della verità;

Da questi elementi si può anche notare che né l’ateismo né l’agnosticismo possono essere definiti religioni o fedi dato che mancano totalmente di queste caratteristiche. Al massimo saranno posizioni filosofiche.

Se avete studiato il 20° secolo in maniera decente dovreste sentire una sensazione di familiarità: mai sentito parlare di ideologie? Eccole qui:

  • Comunismo: improbabili leggi della storia che dovrebbero guidare l’uomo verso l’utopia. Precetti, verità: tutto compreso nel pacchetto.
  • Nazismo: l’idea che le razze determino le capacità psicofisiche è di per sé biologica più che trascendentale, ma in nazisti di fatto ritenevano la cosa una forza trascendentale, quasi mistica. D’altronde, sia esso spirituale o biologica poco cambia: l’uomo non può agire su di esso.

Manca il fascismo perché non era un vero e proprio regime totalitario, era più un regime autoritario dedito alla farsa. Ecco perché la politica scalda tanto gli animi e perché ci sono così tante persone pronte a combattere per i propri ideali: sono dediti al proselitismo per la sacra fede o, se siete più sofisticati, sono mezzi di propagazione di un meme.

Allo stesso tempo si commette un errore madornale nel confondere la cultura europea con quella occidentale. Nel primo caso basta sfogliare un libro di storia da Carlo Magno fino alla duplice rivoluzione del 18° secolo per trovare:

  • Teocrazia religiosa: Christianitas;
  • Ancien regime con monarchie per diritto divino;
  • Divisione in classi e ceti dettate dal sangue;
  • Società agricola;
  • Società non individualistica, dominanza dei legami familiari e di valori quali l’onore o la vendetta;

Per la cultura occidentale basta guardarsi in giro:

  • Ateismo reale;
  • Liberaldemocrazie (liberalismo annacquato in versione socialdemocratica);
  • Diritti dell’uomo;
  • Edonismo relativista e individualista;
  • Società post industriale e pre-feudalesimo/socialismo tecnologico;

Se si considera l’Europa storica e della tradizione, ebbene, noi non siamo europei ma occidentali. E per produrre quel che siamo ci sono voluti due secoli, due rivoluzioni e due conflitti mondiali.

Anche se i cattolici fanno i furbetti, basta leggere il Sillabo emanato da Pio IX per trovare “dei principali errori dell’età nostra, che son notati nelle allocuzioni concistoriali, nelle encicliche ed in altre lettere apostoliche del ss. signor nostro”: la separazione fra Stato e chiesa, la libertà di culto e di pensiero, il liberalismo, eccetera [6]. Dopo il fallimento dell’attacco cristiano, abbiamo avuto l’attacco della fede comunista e poi di quella nazifascista. Anche qui l’Occidente ha vinto, seppur a fatica e con milioni di morti. Se l’altro ieri era il cristianesimo, ieri il nazifascismo e il comunismo, oggi tocca all’Islam attaccare la cultura occidentale. Come al solito una fede si macchia di barbarie e massacri in nome di verità e valori supremi.

E per la cronaca, non siamo in conflitto – meglio: clash – con la cultura indù o con le culture asiatiche per una questione di mera lontananza geografica.

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[1] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/03/23/renzi-cultura-contro-il-terrorismo_3844e471-d2c6-4df1-905e-cc48e5f9c784.html.

[2] Cfr. http://blog.ilgiornale.it/ricucci/2016/03/22/il-suicidio-della-sciocca-europa-marciare-per-non-marcire-o-crepare-per-rinascere/.

[3] Cfr. http://www.lintellettualedissidente.it/rassegna-stampa/pietrangelo-buttafuoco-lis-mette-in-atto-un-progetto-nichilista/.

[4] Cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/nichilismo/.

[5] Cfr. http://www.internazionale.it/opinione/olivier-roy/2015/11/27/islam-giovani-jihad.

[6] Cfr. https://it.wikisource.org/wiki/Con_quanta_cura_(enciclica)_-_Sillabo/Sillabo.

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7 commenti su “Bruxelles 2016: l’ennesimo attacco delle fedi contro la contemporaneità

  1. lorenzo
    27 marzo 2016

    non starai semplificando un po’ troppo? fino all’islamizzazione del radicalismo sono perfettamente daccordo con te, ma lo scontro tra occidente e fede rievoca un po’ troppo le rappresentazioni manicheistiche tanto care al pensiero magico/religioso. la tua definizione di occidente inoltre non mi convince per nulla, ateismo reale che dovrebbe significare? a me sembra che alle varie superstizioni tradizionali si siano aggiunte quelle pseudoscientiste, tipo: è immorale mangiare carne, quindi fa male alla propria salute; ciò che è naturale è bene, ciò che non lo è no; l’omosessualità è un comportamento eticamente irreprensibile perchè anche altri animali lo fanno (e quindi è naturale, cioè giusto), e via dicendo. le argomentazioni piuttosto che essere concatenazioni logiche di tipo causa-effetto basate su principi scientificamente dimostrabili sono un coacervo di elementi provenienti dalle tradizioni di pensiero più disparate messe insieme con criteri più che altro estetici. l’ateismo, cioè l’assenza di verità assolute rivelate di qualunque natura, mi sembra essere una posizione ultraminoritaria. posso essere daccordo con te sull’individualismo e sul liberismo come caratteristiche distintive. lascio perdere diritti ed edonismo, il discorso si farebbe troppo lungo. scusami per il tono polemico, il tuo blog dà spesso spunti estremamente interessanti, qualche volta il dissenso su nodi particolarmente delicati (come definire cos’è occidente) può scatenare reazioni un tantino emotive. complimenti per il blog, comunque!

    • Charly
      28 marzo 2016

      Ciao, non ti preoccupare per il tono. Dalla tua risposta presumo che ti mancano alcune basi proprie delle scienze sociali (nessuno è perfetto). Andiamo con ordine:

      – per ateismo reale s’intende il “vivere come se “dio” non ci fosse”. In pratica come fa il 99% degli europei. Me ne frego se uno si dichiara cattocoso, o conosci la dottrina e la pratichi o non sei cattocoso (o quel che è). Così come l’integralismo non esiste: se ti dichiari x devi essere x. Come giudichi un vegeteriano convinto che però si mangia il Big Mac? Laico o ipocrita? Conosco una marea di persone, invece, che si infervorano per il crocifisso e poi non conoscono la differenza fra Zeus e Gesù e che si comportano come me che sono, dal punto di vista dei religiosi ma non dal mio, ateo. Persone che, francamente, mi disgustano.
      – l’ateismo non è l’assenza di verità assolute, quello è il relativismo concettuale forte, ma l’assenza di fede. Su che cos’è la fede l’ho scritto nel post;
      – l’omosessualità non c’entra in questo post e nel post che ho trattato l’argomento ho scritto tutt’altra cosa;
      – le pseudo scienze non c’entrano o le varie mode culturali (vegan, no vaccini) rimangono minoritarie, fenomeni di moda. Almeno fino a quando gli ospedali saranno vuoti e tutti andranno dall’omeopata. Buon per la spesa pubblica, non per loro;
      – su quel che l’Occidente è mi limito a descrivere quello che vedo e a dare una lettura rapida alle Costituzioni e al Codice Penale (le norme giuridiche sono una proiezione culturale). Se non ti riconosci in questi elementi, occhio, rischi un incontro ravvicinato con la polizia (da cui il termine di devianza e non criminalità in ambito sociologico).
      – che all’Occidente com’è oggi si sia contrapposto prima il Cristianesimo, poi il nazifascimo e il comunismo, infine il radicalismo islamico è un fatto storico. Così come è un fatto che non abbiamo problemi con indù e buddisti solo per mera lontananza geografica (come previsto dal libro Lo scontro delle civiltà).

      Poi, io sono mainstream e sono Occidentale come la maggioranza degli europei (anche nel mitico Est europeo: qui in Polonia le chiese rimangono vuote). Non mancano, ovviamente, minoranze più o meno chiassose.

      • lorenzo
        28 marzo 2016

        ciao! grazie mille per la risposta. su certi punti temo di non essere stato troppo chiaro sino ad essere frainteso, tanto per intenderci, il pezzo sull’omosessualità era una specie di maldestra captatio benevolentiae, non un attacco alla tua posizione che mi trova perfettamente concorde; qualche volta ho l’impressione che all’irragionevolezza di argomentazioni su posizioni che non condivido (come per esempio le sciocchezze che tu hai demolito con ironia nel post “Contro natura? Ma anche no”) vengano contrapposte argomentazioni che difendono posizioni magari condivisibili ma in maniera altrettanto irrazionale (non mi riferivo certo al tuo post, più che altro a chi adotta ragionamenti del tipo: i leoni si inchiappettano anche tra maschi ergo l’omosessualità è naturale quindi etica, che altrove mi è capitato di leggere o ascoltare).
        non mi occupo di scienze sociali (beccato!), ed è una delle ragioni per le quali seguo il tuo blog, che mi offre punti di vista nuovi.
        l’unica mia vera obiezione al tuo post in realtà potrei riassumerla così: gli elementi che per te definiscono l’occidente mi convincono poco. sui diritti per esempio la mia obiezione potrebbe essere che i diritti esistono solo per alcuni privilegiati, chi non deve poterne godere affinchè il sistema regga entra in una sorta di bolla di invisibilità ipocrita (un esempio è la schiavitù de facto dei braccianti immigrati nelle campagne del sud italia). mi limito a riscontrare una certa discrepanza tra come le civiltà occidentali vengono descritte ed idealizzate nella cultura occidentale stessa e come invece sembrano effettivamente funzionare. ho l’impressione che siano un po’ più complesse di come esse definiscono se stesse. su questo punto sarei davvero curioso di poter conoscere il tuo parere.
        mi piacerebbe continuare la discussione sull’ateismo reale o su occidente vs nazismo, comunismo e cristianesimo, ma temo di dilungarmi troppo e non vorrei rubarti tempo in una discussione che magari tu pensi non possa offrirti punti di vista stimolanti. facciamo così: se vuoi che la “polemica” prosegua dammi l’ok, lascio un altro commento su ‘sti due punti e cominciamo a scornarci; se pensi che la sintesi sia una virtù irrinunciabile e che avendoti già inviato due papiri esagerati (e senza essermi neanche spiegato bene nel primo!) ho esaurito lo spazio che un lettore del blog dovrebbe avere nei commenti, chiudiamola qua e amici come prima (tu scrivi, io leggo: finora ha funzionato benone). alla prossima e grazie della pazienza (della quale sto candidamente abusando).

      • Charly
        30 marzo 2016

        Un appunto: il teorema di Thomas. Non conta quello che è una società è per davvero, ma quello che i suoi individui condividono. Se qualcuno viola i tuoi diritti la prima cosa che pensi è che, per l’appunto hai dei diritti, no? Anche se parlare di diritti in un universo di protoni ed elettroni non ha senso (l’Occidente è anch’essa una fede). Sull’ateismo m’interessa poco, ti devo dire. Non esiste neppure una contrapposizione fra ateismo e religione!

      • lorenzo
        31 marzo 2016

        be’, credo proprio ci si sia chiariti: grazie ancora per l’attenzione e alla prossima!

  2. lorenzo
    29 marzo 2016

    scusa ma sulla questione dell’ateismo proprio non riesco a resistere, “assenza di verità assolute RIVELATE” e “assenza di fede”: quale sarebbe la differenza concettuale? non sto minimamente affermando che ateo sia chi non creda ad alcuna verità assoluta (2+2=4 è una verità assoluta accettata da parecchi atei, no?), solo chi non crede a quelle RIVELATE; tradotto a chi non si fida (non presta FEDE) ad altri individui che affermano di possedere verità “assolute” suggeritegli da una qualche entità intangibile sedicente creatrice del mondo. temo che su ‘sto punto più che poco chiaro io sia stato un po’ superficiale tu nell’interpretare la mia posizione.

    • Charly
      30 marzo 2016

      Non ti è chiaro un punto: le religioni atee quali il comunismo e il nazismo. Che siano rivelate o meno non importa, se ci sono i tre punti descritti nel post sono, per l’appunto, delle fedi. Repetita iuvant: punto primo = elemento che trascende la dimensione umana, materiale, mondana, chiamala come vuoi. A meno che una somma non sia divina come un “dio”… 😀 Non c’è tanto una contrapposizione fra ateismo o fede, frame tipico dei religiosi, perché molti ateismi sono delle fedi (il comunismo). Anche il liberalismo ha la stessa dimensione (diritti umani e compagnia). Solo che quest’ultima fede è più o meno dominante in Europa in questo periodo storico.

      Occhio solo a una cosa: l’ateismo è negli occhi di chi guarda. Può essere sia religioso, se presenti gli elementi di cui sopra, sia no. Nel primo caso si nega una sottovariante della realtà trascendente, “dio” spirituale (inventato a partire dal terzo secolo a.C.), nel secondo mancano gli elementi propri della fede. Ateismo forte o debole, se vuoi. Per questo motivo preferisco non usare il termine ateismo: manca di chiarezza.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 marzo 2016 da in cultura con tag , , , , , , , .
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