Charly's blog

Le persecuzioni a danno dei cristiani? La dottrina Ratzinger declinata alla realtà

Sul recente attentato in Pakistan, il Papa si è così espresso [1]:

«Si fermino le mani dei violenti». Dopo il Regina Coeli del Lunedì dell’Angelo – la preghiera mariana che sostituisce l’Angelus nel tempo pasquale, fino a Pentecoste – Francesco parla della strage talebana di Lahore, «un crimine vile e insensato», mormora. «La Santa Pasqua è stata insanguinata da un esecrabile attentato, che ha fatto strage di tante persone innocenti, per la maggior parte famiglie della minoranza cristiana – specialmente donne e bambini – raccolte in un parco pubblico per trascorrere nella gioia la festività pasquale», ricorda ai fedeli in piazza San Pietro. Il Papa esprime la sua vicinanza a tutti coloro che sono stati colpiti dall’attentato, invita a pregare per le vittime, poi scandisce: «Faccio appello alle Autorità civili e a tutte le componenti sociali di quella Nazione, perché compiano ogni sforzo per ridare sicurezza e serenità alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili».

Un atto vile? Certo, ma anche un’applicazione pratica della dottrina Ratzinger. Il predecessore dell’attuale Papa, per intenderci.

—- Pasqua di sangue: le persecuzioni nel mondo —-

Gli eventi pakistani non sono isolati. Basta muoversi un pochino a Sud per fare la conoscenza del fondamentalismo Indù [2]:

In India, si segnalano casi di violenza da parte di seguaci induisti ai danni di cristiani e musulmani. Il fanatismo si identifica nell’Hindutwa (“l’India agli indù”), base per reprimere chi fa proselitismo, fondendosi col populismo politico del Baratiya Janata Party, che propone il rigido ritorno alle caste, in uno stato dove la popolazione cristiana è ridotta al 2% ed è in calo (dal 2,6% del 1971 al 2,3% del 2001).
Un suprematismo annidato nella Vishva Hindu Parishad e fra i membri dei ceti altolocati, che vedono negativamente l’abolizione del sistema castale e l’ascesa sociale dei Dalit, gli ‘impuri’, molti dei quali convertiti al cristianesimo.
In India, infatti, settori del cristianesimo gestiscono, come spiega Sandro Magister sull’Espresso, «una scuola elementare ogni cinque, una casa per vedove e orfani ogni quattro, un ricovero per lebbrosi e malati di Aids ogni tre». E la cosa al fondamentalismo induista non va giù.
POGROM ANTICRISTIANI. In stati come l’Orissa, sul Golfo del Bengala, a sud di Calcutta, nel 1999 furono uccisi nella loro auto incendiata il missionario protestante australiano Graham Staines e i due figli.
Sempre a Orissa, sono scoppiati pogrom anticristiani ai danni delle suore di Madre Teresa, e nel Natale 2007 una turba inferocita armata di spade, asce, spranghe di ferro e bastoni ha assaltato nel distretto di Khandhamai tre case delle religiose, mentre queste sono dovute fuggire nella boscaglia.
Una scena così descritta ad Asia News dal cardinale Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi: «Una distesa di cenere, questo è ciò che rimane nelle zone colpite dalle violenze anticristiane di Natale in Orissa. È qualcosa di diabolico: chiese dissacrate, case bruciate. I villaggi su cui si è abbattuta la violenza degli estremisti indù sono ora un grande forno crematorio a celo aperto».

Si deve notare che il “Rashtriya Swayamsevak Sangh” (RSS, “Corpo nazionale dei volontari”) «è fra le organizzazioni fondamentaliste di matrice indù che promuovono, anche con la violenza, l’ideologia dell’hindutva (“induità”) che predica un nazionalismo all’insegna dello slogan “una nazione, una cultura, una religione”. Sono i gruppi che accusano i missionari e i cristiani di distruggere la cultura indiana, e di creare disparità economica e sociale fra gli stessi indigeni, di fare proselitismo mascherato da servizio sociale» [3].

Spostandoci nel Nord Est è la volta di incontrare il terrorismo buddista:

Se l’estremismo religioso è il cancro del XXI° secolo, esso pare essersi esteso anche al buddhismo, molto spesso (a torto) considerata una religione pacifica e tollerante. La terminologia è quella tipica di stampo fascista: Bodu Bala Sena(BBS) significa “Forza potere buddhista”. Guidato dal monaco Galagoda Aththe Gnanasara Thero, il gruppo cingalese attivo in Sri Lanka ha lo scopo di difendere la “minacciata” identità buddhista; non tanto dalla minoranza Tamil, quanto dall’esigua popolazione di fede musulmana. La loro influenza non va sottovalutata: il BBS ha contatti con le alte sfere del potere, come nel caso di Gotabaya Rajapaksa, il Segretario della Difesa. Attraversando il Golfo del Bengala verso la Birmania, il gruppo birmano 969, nato nel 2012, mostra varie similitudini. Anche qua i proseliti sono impegnati a “limitare l’influenza della feccia islamica”, si legge sul sito dell’organizzazione. Guidato dal leader suo leader carismatico, il monaco Bhikkhu Wirathu, il gruppo suprematista ha portato a termine numerose azioni anti-islamiche. La più grave avvenne nel 2013 nella città di Meiktila, dove a seguito di boicottaggi ed agguati alla popolazione scoppiarono scontri durissimi che portarono alla morte di oltre 30 persone. La tensione è sempre alta: lo scorso agosto, durante una visita del cronista a Mandalay, dove ha sede il monastero di Wirathu, il governo centrale ha dovuto imporre il coprifuoco dopo la circolazione di voci su di uno stupro perpetrato ai danni di una donna buddhista da parte di un gruppo di birmani di fede musulmana. La notizia in seguito si è rivelata del tutto falsa.

Radici e tradizioni minacciate da culture aliene: vi ricorda qualcuno? Tipo Benedetto XVI, Ratzinger?

—- Senza radici? Pace. E con le radici? —-

Il pontificato ratzingeriano si è caratterizzato da due elementi:

  • La lotta contro il relativismo culturale;
  • La difesa delle radici cristiane dell’Europa;

Lasciando la parola a Massimo Introvigne [5]:

Ma in ogni caso, mentre riconosce il contributo nella storia o nell’attualità di altre religioni, la Chiesa non può astenersi dal proclamare che le radici dell’Europa sono cristiane. Valutando positivamente gli elementi di novità introdotti dal presidente Sarkozy nel dibattito politico sulla religione in Francia, Benedetto XVI così gli si rivolge: «Signor Presidente, Ella ha ricordato che le radici della Francia – come quelle dell’Europa – sono cristiane. Basta la storia a dimostrarlo» (Benedetto XVI 2008b). Anzi, «il porre in evidenza le radici cristiane della Francia permetterà ad ogni abitante di questo Paese di meglio comprendere da dove egli venga e dove egli vada» (Benedetto XVI 2008o).

In Francia, il Papa ricorda in particolare la figura del Padre della Chiesa sant’Ireneo di Lione (130-202), particolarmente caro a Benedetto XVI come testimonianza vivente delle radici insieme greche e latine dell’Europa Occidentale (e si sa quanto il Pontefice tenga a ricordare sempre il contributo greco). Questo Padre della Chiesa di Francia, infatti, non era francese di nascita. «Sant’Ireneo era venuto da Sirme per predicare la fede nel Cristo risorto. Lione aveva dunque un vescovo la cui lingua materna era il greco» (Benedetto XVI 2008b).

Una facile ricerca porta a trovare una pluralità di appelli volti a riscoprire e difendere le radici cristiane dell’Europa, il “cosa”, ma è assai arduo trovare il “come”. Ratzinger diceva che cosa si dovrebbe difendere, ma non il come farlo. Le indicazioni pratiche sono per lo più declinate su temi etici sensibili. Pur difendendo la laicità, dando del pirla a Pio IX praticamente, la politica avrebbe dovuto seguire la dottrina cattolica:

In secondo luogo, vi sono ragioni di principio per affermare che anche una società secolarizzata e che si dichiara laica come quella francese porta in sé il segno delle radici cristiane. Infatti, «la laicità di per sé non è in contraddizione con la fede. Direi anzi che è un frutto della fede, perché la fede cristiana era, fin dall’inizio, una religione universale dunque non identificabile con uno Stato, presente in tutti gli Stati e diversa in ogni Stato» (Benedetto XVI 2008a). Per comprendere come la vera laicità derivi dalla fede, e non vada confusa con un laicismo antireligioso, è necessario – soprattutto in Francia – superare antichi pregiudizi e tornare a riflettere sul significato della stessa laicità. Rivolgendosi all’Eliseo al presidente Sarkozy, Benedetto XVI afferma: «Lei ha del resto utilizzato, Signor Presidente, la bella espressione di “laicità positiva” per qualificare questa comprensione più aperta. […] Una nuova riflessione sul vero significato e sull’importanza della laicità è divenuta necessaria. È fondamentale, infatti, da una parte, insistere sulla distinzione tra l’ambito politico e quello religioso al fine di tutelare sia la libertà religiosa dei cittadini che la responsabilità dello Stato verso di essi e, dall’altra parte, prendere una più chiara coscienza della funzione insostituibile della religione per la formazione delle coscienze e del contributo che essa può apportare, insieme ad altre istanze, alla creazione di un consenso etico di fondo nella società» così come alla diffusione di quella speranza di cui «ogni umana società» – specialmente nei suoi giovani – ha bisogno per sopravvivere (Benedetto XVI 2008b).

Il risultato pratico è l’imposizione delle paturnie dottrinali cattoliche agli altri:

Come frutto del ritorno alle radici cristiane, Benedetto XVI spera – in un Paese dove questo, da anni, lascia a desiderare – in un rinnovato impegno politico dei laici nel quadro di un’Europa cui chiede di tutelare, meglio di quanto non stia facendo, «i diritti inalienabili della persona umana, dal concepimento fino alla morte naturale, come anche quelli relativi all’educazione libera, alla vita familiare, al lavoro, senza dimenticare naturalmente i diritti religiosi» (Benedetto XVI 2008b). Leggi ostili alla vita si paludano, oggi, di richiami alla scienza. Nella sua visita all’Institut de France Benedetto XVI cita – come qualcosa che è stato affermato «molto giustamente» – un’espressione del Pantagruel (1532) di François Rabelais (1494?-1553): «Scienza senza coscienza non è che rovina dell’anima» (Benedetto XVI 2008h). La famiglia – nel Paese che ha inventato nel 1999 i PACS (Patti Civili di Solidarietà), estesi anche alle coppie omosessuali, ma anche altrove in Europa –, appare dovere affrontare «oggi delle vere burrasche» (Benedetto XVI 2008o). «Da vari decenni le leggi hanno relativizzato in molti Paesi la sua natura di cellula primordiale della società. Spesso le leggi cercano più di adattarsi ai costumi e alle rivendicazioni di particolari individui o gruppi, che non di promuovere il bene comune della società. L’unione stabile di un uomo e di una donna, ordinata alla edificazione di un benessere terreno, grazie alla nascita di bambini donati da Dio, non è più, nella mente di certuni, il modello a cui l’impegno coniugale mira» (ibidem). Torna qui un ulteriore tema che Benedetto XVI tratta spesso: lo Stato ordinato al bene comune adatta le sue leggi alla legge naturale; lo Stato relativista è semplicemente il notaio che prende atto di quanto – dalle unioni omosessuali alla poligamia – nella società già si trova, e lo traduce in legge. E il clima creato dallo Stato relativista talora insidia anche la Chiesa, che pure sa di non avere il potere di cambiare norme «che le ha affidato il suo Fondatore» (ibidem). In tema di famiglia, «una questione particolarmente dolorosa, come sappiamo, è quella dei divorziati risposati. La Chiesa, che non può opporsi alla volontà di Cristo, conserva con fedeltà il principio dell’indissolubilità del matrimonio, pur circondando del più grande affetto gli uomini e le donne che, per ragioni diverse, non giungono a rispettarlo. Non si possono dunque ammettere le iniziative che mirano a benedire le unioni illegittime» (ibidem).

Tralasciando le solite considerazioni sul frame platonico strutturalista dei tradizionalisti, sul relativismo culturale e l’etnocentrismo o il fatto che le tradizioni sono inventate, il punto che mi preme è il seguente: se i cristiani devono difendere le loro radici, perché non lo posso fare anche gli islamici, gli indù  e i buddisti? E come si può difendere una cultura senza bloccare le diffusione di un’altra tramite:

  • Imposizione culturale;
  • Blocco del proselitismo e delle conversioni;
  • Blocco della penetrazione socio-economica di persone culturalmente aliene;

Il dubbio che viene è che Ratzi non si sia mai disturbato di specificare il come perché il suddetto come è la palese violazione delle libertà civili che sfocia rapidamente nelle persecuzioni. Esattamente quello che succede ai cristiani per mano di islamici, indù e buddisti. Non è deliziosamente ironico?

Approfondimenti:

_ il fondamentalismo in India: http://www.guidaindia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=820:lascesa-del-fondamentalismo-indu&catid=71:cenni-di-storia&Itemid=61.

_ relativismo culturale: http://www.treccani.it/enciclopedia/relativismo-culturale_(Enciclopedia-delle-scienze-sociali)/.

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[1] Cfr. http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_marzo_28/strage-cristiani-pakistan-papa-francesco-crimine-vile-insensato-53f0a03c-f4d0-11e5-ad8f-b6693bfe4739.shtml.

[2] Cfr. http://www.lettera43.it/capire-notizie/estremismo-nessuna-religione-e-immune_43675239781.htm.

[3] Cfr. http://www.dimarzio.info/it/articoli/psicologia/100-fondamentalismo/272-fondamentalismo-indu.html.

[4] Cfr. http://www.lastampa.it/2015/01/29/scienza/ambiente/speciali/fondi-cooperazione-sviluppo/2015/reportage-myanmar/estremismo-buddhista-allattacco-iUxLG6va4Vmjxrj7SzSQJM/pagina.html.

[5] Cfr. http://www.cesnur.org/2008/mi_papa_francia.htm.

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2 commenti su “Le persecuzioni a danno dei cristiani? La dottrina Ratzinger declinata alla realtà

  1. Baker Street Boy
    30 marzo 2016

    Charly, intanto complimenti più per la persona magnifica che sei, il blog è solo un suo riflesso.

    Poi: il blog è per caso invisibile ai motori di ricerca?
    Stavo cercando un tuo articolo sull’analfabetismo funzionale, ma ho faticato a trovarti tramite Google… per fortuna avevo il blog in Feedly.

    Appena posso mi leggo tutto quello che hai lasciato in giro.
    Ti seguo da un bel po’.

    • Charly
      30 marzo 2016

      Ciao, il blog non è invisibile di per sé, solo non ho abbastanza seguito né mi adopero per essere indicizzato nelle posizioni più elevate. Quale articolo ti serve? Probabilmente sono più veloce io a trovarli guardando nei post scritti.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 marzo 2016 da in religione con tag , , , , .
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