Charly's blog

Sul referendum: trivelle, senso civico e miglia nautiche

Lasciamo la parola all’ex Presidente Napolitano [1]:

Come voterebbe?

“Trovo persuasivi gli argomenti sull’inconsistenza e pretestuosità di questa iniziativa referendaria. Non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso”.

 È legittimo invitare all’astensione?

“Se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria”.

Un ragionamento quantomeno singolare: se si considerassero solo la pretestuosità e l’inconsistenza delle posizioni politiche non si dovrebbe votare in qualsivoglia occasione. Mi è francamente difficile pensare, su due piedi, a un programma politico che abbia un minimo di senso e di logica.

—- Era solo ieri: referendum, amore mio! —-

Il bello dei referendum non è tanto la celebrazione della democrazia diretta o la piena attuazione dell’art. 48 della Costituzione italiana [2]:

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Quanto fare il giochino del chi l’ha detto. Prendiamo questa presa di posizione netta e decisa: «Io sono un elettore che fa sempre il suo dovere» [3]. Chi è stato a pronunciarsi in siffatta maniera? Un pericolo populista, un facinoroso gentista? No, il Napolitano medesimo in data 6 giugno 2011. Il nostro, ovviamente, è solo uno dei tanti che cambiano idea di volta in volta ed ecco come alcuni si esprimevano in occasione del referendum del 2011 [4]:

Il voto sul referendum di domenica e lunedì si avvicina. I politici si dividono su chi andrà alle urne e chi invece sceglierà di stare a casa. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto che considera un dovere civico quello di recarsi al seggio, e quindi voterà. Stesso parere aveva già espresso il capo dello Stato Giorgio Napolitano. D’accordo con le due figure istituzionali anche il Terzo Polo con Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli. Il centrosinistra appare compatto nel sostenere i quattro sì nella consultazione popolare. Anche se il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani e quello dell’Idv Antonio Di Pietro chiedono di non mettere un cappello politico alla consultazione, sostenendo che il referendum è decisivo sulle ragioni di tutti i cittadini, ed è per questo motivo che i due leader hanno deciso di non salire sul palco di Piazza del Popolo venerdì sera, lasciando la parola agli esperti e ai cittadini. Diversa invece la posizione del centrodestra con il ministro delle Riforme e leader della Lega Nord Umberto Bossi che non andrà a votare, decisione non ancora comunicata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che tuttavia si era già espresso sull’inutilità dei quesiti. Tuttavia, la maggioranza aveva già deciso che lascia ai propri elettori la libertà di coscienza.

E sempre Fini per il referendum del 2005: «Il vicepremier Gianfranco Fini interviene sull’astensionismo al referendum: “Invitare ad andare al mare, a non andare a votare ai prossimi referendum, è sbagliato e non è una cosa positiva. Non c’è dubbio che invitare a non votare non educa la pubblica opinione, non responsabilizza”. Intervenendo al programma “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo, il vicepremier aggiunge: “Questa è la mia opinione ma non intendo demonizzare chi non andrà a votare”» [5]. Peccato che oggi il medesimo Fini sostenga la legittimità dell’astensionismo: «Se riesco a tornare in tempo a Roma, vado a votare e voterò no. Ma l’astensionismo è legittimo”» [6]. Che volete, il solito teatrino della politica come si suol dire.

—- Ma il quesito è complesso! Gombloddo!!11!!1 —-

Una variante presentata in difesa dell’astensione è la trascendente complessità del requisito referendario tale da scoraggiare la gestione di una tematica complessa con un mero sì e no. Peccato che così facendo si demolisce l’istituto referendario in quanto tale più che un quesito particolare e contingente. Ma vediamola questa trascendente complessità [7]:

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  “Norme  in  materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la  formazione  del  bilancio annuale e  pluriennale  dello  Stato  (legge  di  stabilita’  2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile  del giacimento,  nel  rispetto  degli  standard   di   sicurezza   e   di salvaguardia ambientale”?».

In termini pratici si tratta di mantenere o abrogare la norma che permette l’estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia nautiche dalle coste italiane, mentre non ci sarà impatto di sorta oltre questa distanza. Si badi bene che il divieto di effettuare nuove trivellazioni entro le 12 miglia è già in vigore e si tratta solamente di quelle esistenti entro le suddette 12 miglia. In caso di vittoria del sì le compagnie dovranno abbandonare i siti, in caso di vittoria del no l’operazione estrattiva potrà continuare. Complesso? Direi di no.

Ad oggi la situazione è come segue [8]:

Il referendum riguarda 44 concessioni su cui sorgono 48 piattaforme eroganti che si trovano entro le 12 miglia. Nove di queste concessioni sono già scadute e difficilmente saranno rinnovate in caso di vittoria del sì, le altre chiuderanno gradualmente nel corso dei prossimi 20 anni. Le leggi prevedono che le concessioni abbiano una durata iniziale di trent’anni, prorogabile una prima volta per altri dieci, una seconda volta per cinque e una terza volta per altri cinque; al termine della concessione, le aziende possono chiedere di prorogare la concessione fino all’esaurimento del giacimento.

In tutto in Italia ci sono circa 130 piattaforme offshore utilizzate in processi di estrazione o produzione di gas e petrolio. Quattro quinti di tutto il gas che viene prodotto in Italia (e che soddisfa circa il 10 per cento del fabbisogno nazionale) viene estratto dal mare, così come un quarto di tutto il petrolio estratto in Italia. Entro le 12 miglia marine si estrae attualmente circa il 17,6 per cento i tutto il gas estratto in Italia e il 9,1 per cento di tutto il petrolio.

Si deve notare, poi, che molte delle richieste iniziali sono state accolte dal Governo e che la legge già prevede il divieto di nuove installazioni entro le 12 miglia. Parlare di impatto sul turismo o inquinamento ha poco senso, visto che il referendum non tocca le installazioni oltre le 12 miglia. Rimane, allora, soltanto il punto politico [9]:

«Il referendum ha un valore politico per mettere gli italiani in condizione di scegliere, dopo la Conferenza di Parigi, quale politica energetica adottare», ha tenuto a sottolineare Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata e convinto sostenitore dei No Triv.

Il referendum ha un mero valore di dichiarazione d’intenti senza prendere in considerazione l’effettiva possibilità delle energie rinnovabili di subentrare sui combustibili fossili. È un argomento difficile da capire? No, ma spesso e volentieri nei referendum si punta sull’astensione perché non si vuole ammettere la propria incapacità argomentativa o, in taluni casi, l’assenza di argomenti degni di questo nome.

Approfondimenti

_ quanto pesa il solare: http://www.repubblica.it/ambiente/2016/04/13/news/italia_1_a_al_mondo_per_uso_energia_solare_8_del_fabbisogno-137522111/.

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[1] Cfr http://www.repubblica.it/politica/2016/04/14/news/riforme_napolitano-137581454/.

[2] Cfr. https://www.senato.it/1025?sezione=123&articolo_numero_articolo=48.

[3] Cfr. http://www.unita.it/italia/il-colle-io-a-votare-ci-vado-e-un-dovere-1.301199.

[4] Cfr. http://www.ultimenotizie.net/cronaca/verso-voto-referendum-fini-andr-votare-mentre-bossi-0020502.html.

[5] Cfr. http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/politica/dossifeconda3/fini/fini.html.

[6] Cfr. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/04/15/trivelle-fini-se-riesco-votero-no-ma-napolitano-ha-ragione-astensionismo-e-legittimo/508162/.

[7] Cfr. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/02/16/16A01356/sg.

[8] Cfr. http://www.ilpost.it/2016/03/08/guida-referendum-trivellazioni-petrolio/.

[9] Cfr. http://www.rinnovabili.it/ambiente/trivelle-referendum-votare-si-333/.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 aprile 2016 da in Uncategorized con tag , , , , , , .
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