Charly's blog

La scuola è troppo classica? Quale scuola, di grazia?

Ecco a voi l’ultima dichiarazione del Ministro Giannini in merito al sistema scolastico italiano [1]:

Quali sono, dunque, gli aspetti obsoleti del sistema di formazione che secondo lei andrebbero rimossi?

L’Italia paga un’impostazione eccessivamente teorica del sistema d’istruzione, legata alle nostre radici classiche. Sapere non significa necessariamente saper fare. Per formare persone altamente qualificate come il mercato richiede è necessario imprimere un’impronta più pratica all’istruzione italiana, svincolandola dai limiti che possono derivare da un’impostazione classica e troppo teorica.

Aggiungendo poi «Certamente non dobbiamo rinnegare le radici classiche del sistema italiano, è però necessario stare al passo coi tempi e colmare la lacuna che ci divide dai Paesi competitivi. Il mercato richiede la formazione di personale flessibile e un’impostazione troppo teorica del sistema italiano rischia di essere d’intralcio». Fantastico, ma non vuol dire praticamente niente.

—- La scuola: com’è —-

L’aspetto più divertente del sistema scolastico italiano è che a dispetto di una riforma per legislatura (da Berlinguer alla Moratti, dalla Gelmini a Renzi) il sistema di base rimane quello di stampo gentiliano. La scuola è imperniata su una duplice trimurti. Ecco la prima:

  • Scuola primaria;
  • Scuola secondaria inferiore;
  • Scuola secondaria superiore;

E poi c’è la trimurti relativa agli indirizzi scolastici:

  • Licei;
  • Tecnici;
  • Professionali;

Definire come teorica, quindi, l’impostazione scolastica non basta visto che si dovrebbe specificare dove e come. I licei, ad esempio, in quanto propedeutici al percorso universitario sono cosa ben differente rispetto ai professionali. E si considera specificatamente quest’ultimi, si ritiene allora che all’alberghiero si studi troppa teoria? Difficile, credo.

Altro elemento da tenere in considerazione è per l’appunto la citata differente natura dei percorsi scolastici che si manifesta nei differenti programmi di studio. Lo studio della classicità (latino e greco, filosofia e letteratura greco e latina) avviene solo al classico, mentre allo scientifico l’elemento greco è assente a differenza di quello latino. Se vi chiedete la logica di una simile decisione non siete gli unici dato che o una formazione di tipo scientifico non richiede la radice classica e quindi il latino è inutile o la richiede e quindi il greco è essenziale. Sia come sia né nei tecnici né nei professionali si studiano simili materie lasciando l’elemento classico alla sola letteratura e alla sola storia. E qui per giudicare basta vedere i risultati: quando si è combattuta la Guerra dei Trent’anni e perché la Pace di Vestfalia è così importante? Ops (o ancora: come di risolve una disequazione di secondo grado?).

—- La scuola: come potrebbe essere —-

Ma a che serve la scuola? Il sistema è nato per soddisfare due esigenze fondamentali:

  • Apprendere gli elementi per esercitare il proprio ruolo di cittadino;
  • Apprendere gli elementi per trovare una mansione professionale;

Nel primo caso si è già avuto modo di vedere a più riprese quanto il canone umanista – e non la “cultuva” come dicono sempre – sia del tutto inadeguato per un simile scopo. Ma tralasciamo quel che si è già detto più e più volte, vorrei solo far notare che il sistema scolastico è facile da riformare:

  • Un percorso scolastico unico imperniato sugli elementi richiesti per esercitare i diritti politici. Se non sapete quali siano basta aprire un giornale (spoiler: le scienze sociali e in misura minore quelle naturali);
  • Un sistema basato sui voucher da utilizzare per selezionare il proprio percorso professionale;

Così nessuno potrà più dire che la scuola è una succursale di Confindustria né che deve fornire una formazione professionale: per quello ci sono i voucher. E voglio proprio vedere chi non ritiene formativo l’insegnamento delle nozioni sulle quali si è chiamati a votare (o essere votati) a dispetto di due poesie del piffero.

E il classico? Può rimanere così com’è, ma per gli ignoranti non c’è tolleranza che tenga: chi conosce soltanto il greco e non le scienze politiche o l’economia deve essere privato dei diritti politici. L’ignoranza non è un diritto e non c’è latinorum che tenga.

Approfondimenti:

_ studiare storia e dimenticare tutto: http://win.storiain.net/arret/num175/artic3.asp.

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[1] Cfr. http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/154964/polemiche-in-italia-il-cdt-svela-cosa-ha-detto-davvero-il-ministro-giannini.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 maggio 2016 da in Uncategorized con tag , , , .
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